Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato

Roma - 04/02/2019 : 31/03/2019

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura la mostra Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato, a cura di Giacomo Daniele Fragapane, dedicata a una figura che ha sapientemente unito l’indagine etnografica e antropologica a una personale ricerca estetica nella fotografia.

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Comunicato stampa

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura la mostra Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato, a cura di Giacomo Daniele Fragapane, dedicata a una figura che ha sapientemente unito l’indagine etnografica e antropologica a una personale ricerca estetica nella fotografia



Il lavoro di Marina Malabotti, artista romana scomparsa prematuramente all’età di 41 anni nel 1988, viene riscoperto all’interno di un luogo per lei particolarmente significativo, un museo per cui ha sentito una affezione tale da farne oggetto di una preziosa e innovativa indagine nel 1980, attraverso un progetto rimasto incompiuto e inedito che voleva essere la documentazione di un anno di attività della Galleria Nazionale.

Questa mostra, suddivisa in due sezioni principali dedicate rispettivamente al progetto su quella che era allora la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dal titolo Un anno in Galleria: etnografia di uno spazio artistico (1981), e alle indagini etnografiche condotte sul campo, Indagini sul terreno: tra documentazione e sperimentazione (1970-1984), presenta per la prima volta un' articolata sintesi dell’attività fotografica di Marina Malabotti, integrando all’interno di un percorso di 170 immagini i progetti portati a termine e quelli incompiuti, nel tentativo di evidenziare le linee di continuità, sul piano dei temi indagati e del metodo fotografico perseguito, tra indagine etnografica del mondo popolare e osservazione “partecipante” di uno spazio artistico.

La malinconia della morte. Marina Malabotti a Roma

Galleria Nazionale, Roma ‒ fino al 31 marzo 2019. La mostra romana riunisce le fotografie di Marina Malabotti che, dagli inizi degli Anni Settanta fino al decennio successivo, hanno documentato gli aspetti antropologici della vita nel Mezzogiorno. Ma hanno veicolato anche uno sguardo attento e consapevole sull’universo dell’arte contemporanea.