Mantova Creativa 2013

Mantova - 23/05/2013 : 26/05/2013

Da tre anni e per quattro giorni, la splendida Mantova diventa un vero e proprio laboratorio della creatività. Territorio, imprenditori e giovani talenti sono gli attori protagonisti dell’evento perchè connettere il mondo dell'impresa con il mondo della creatività è lo scopo di Mantova Creativa.

Informazioni

Comunicato stampa

23 l 24 l 25 l 26 MAGGIO 2013
La creatività
è
a Mantova e dintorni






Creare è dare una forma al proprio destino
(Albert Camus)

Da tre anni e per quattro giorni, la splendida Mantova diventa un vero e proprio laboratorio della creatività.
Territorio, imprenditori e giovani talenti sono gli attori protagonisti dell’evento perchè connettere il mondo dell'impresa con il mondo della creatività è lo scopo di Mantova Creativa

Nel corso della rassegna aziende, locali e non, organizzano seminari proponendo il loro impegno nel campo della sperimentazione e dell’innovazione; si discute con esponenti della scena creativa internazionale in convegni e incontri sui temi attuali e scuole e Università collaborano con il loro vivace patrimonio di cultura. L'atmosfera si anima poi con workshop di cucina, mostre di arte, architettura e design per la città e nei dintorni: cortili e giardini privati aprono le porte per ospitare performances, video, incontri e conferenze. E ancora musica, danza e teatro con prove sperimentali e inedite.

L'arte a Mantova va incontro alla gente

Nei suoi diversi linguaggi espressivi, l'arte anima e contamina tutti gli spazi dentro e fuori dalla città. Laboratori e atelier, gallerie e collezioni private escono dai loro contesti abituali per andare incontro alla gente. Nelle piazze. Per le strade. Nelle vetrine dei negozi. Perfino nelle case private, aprendo al pubblico le porte dei cinquecenteschi palazzi della città che per qualche giorno cambiano identità. Video, fotografie, sculture, performances creano un percorso che va ad inserirsi nel contesto urbano in modo diretto e sinergico: la modernità dialoga con la città antica per riavviare un processo di crescita, di risveglio. L'intenzione è quella di accendere nella città dei Gonzaga nuovi riflettori attorno al contemporaneo, prendendo naturale ispirazione proprio dallo splendore del mecenatismo dell'epoca per promuovere un Rinascimento nuovo, inteso come età di cambiamento, come nuovo modo di concepire il mondo e se stessi, in un'epoca di grandi sconvolgimenti economici, politici, religiosi e sociali, così come fu nel XV secolo.


IN CITTA’

Federica Aiello Pini
Live Painting su musica di Marie Sophie Leturcq
"Leggera e incontrollabile come l'alito che appanna un vetro, la pittura di Federica rifugge dalle certezze matematiche e dai geometrismi, per esplorare i percorsi accidentati dell'incerto, del mutevole, del provvisorio" (Carlo Micheli).
Sulle note di Marie Sophie Leturcq, violoncellista parigina, le mani di Federica danzeranno sulla carta creando imprevisti segni e astratte forme di colore.

Giulia Flavia Baczynski e Pierluigi Gori
Olaf
Protagonista il tema dell'ambiguità e dell'equivoco. Olaf si presenta al pubblico come una macchina fotografica gigante (auto costruita) pronta ad accogliere passanti curiosi e attenti che diventano loro stessi attori scattando fotografie. Attraverso una lente ed un vetro smerigliato Olaf mostra l’esterno inverso che porta dentro di sé: porzioni di mondo dalle forme spesso equivoche e fuorvianti si descrivono su carta.





Mauro Balletti
Vero da disegno
Mauro Balletti, pittore e disegnatore noto al pubblico come fotografo personale di Mina e ideatore delle copertine surreali della cantante cremonese, presenta un progetto inedito di una strana cop-pia di opere. Disegni, a china o pastello, che vanno a braccetto con ritratti fotografici ispirati agli stessi disegni: anziché disegno dal vero, vero dal disegno.

Luigi Bianchi
La famiglia Bianchi, proprietaria di Lubiam, storica azienda di abbigliamento maschile, e in particolare Luigi Bianchi, hanno sempre avuto una particolare attenzione al mondo creativo, in quanto connesso all'attività dell'Azienda, ma anche a quello dell'arte. Quella di Luigi Bianchi, Collezionista d'arte, soprattutto rinascimentale, è una pittura informale che sembra non appartenergli al di là della fase lavorativa dell'action painting. Dipinge e tratta le tele come pagine di un diario personale fatto di sentimenti, emozioni e paure del momento tanto che alla pagina successiva già non trovano più senso nè valore. Fonte di ispirazione di Luigi Bianchi è il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano, un'esigenza d'espressione in una tensione costante verso la comunicazione di massa e la partecipazione del pubblico al senso dei propri interventi.

Biljana Bosniakovic
Origin
L'intervento dell'artista serba che vive e lavora a Verona, si esprime in una sorta di rito sacrale. La performance della Bosnjakovic, accompagnata dai tipici canti popolari delle donne della terra d'origine - un villaggio nella Serbia sud-occidentale, ha la forza di un grido che viene dal profondo, verso se stessa e il mondo, quasi a urlare un senso di appartenenza alla propria terra, alle proprie origini, di cui poi condividerà alcuni frammenti con il pubblico.

Clark's Collection
Si tratta di un'esposizione particolare di un collezionista particolare, Clark Lawrence. Cresciuto nella campagna della Pennsylvania, attualmente Clark vive a pochi km dalla città di MN, alla Corte dell'Eremo, dove ospita una collezione che conta più di 200 opere di quindici artisti provenienti da dodici paesi diversi. Opere raccolte in un modo inusuale, un modo che non ha nulla a che fare con la compravendita tramite canali primari o secondari di gallerie o case d'asta ma strettamente connesso, semmai, allo scambio e alla convivenza reale, quotidiana, con gli artisti invitati ad esporre. In un'atmosfera unica e famigliare gli artisti vengono ad esporre in una "casa" che diventa per qualche giorno la loro casa.
Clark non sceglie razionalmente di evitare l'arte astratta ma in effetti la maggioranza dei lavori raccolti sono figurativi, creati da pittori che hanno seguito un percorso preciso studiando in accademie tradizionali. Non apprezza le opere solo per la precisione e la tecnica, come non apprezza un concerto di pianoforte solo perchè le note sono quelle giuste. Ma quasi sempre la sua scelta torna all'arte tradizionale, dove studio, talento ed esperienza costituiscono le fondamenta di un'artista che vuole esprimere le sue idee ed emozioni.

Giampietro Dalzini
The Big Nest
Tra natura e architettura si nasconde l'anima di Dalzini. Sotto i portici delle Pescherie un folto intreccio di rami sospeso accoglie e protegge la sua creatura.

Franco Fontana
Martedì 21 aprile alle ore 18.00 inaugurerà la mostra del maestro Franco Fontana he si protrarrà sino al 15 giugno 2013.
Protagonista della mostra, il colore, interpretazione psicologica emozionale, modo e mezzo di conoscenza, per questo fondamentale sopratutto nella fotografia. Come diceva Klee, "il luogo dove l’universo e la mente si incontrano, sublima l’oggetto ripreso ma soprattutto lo trasforma in soggetto che deve vivere di luce propria suscitando emozioni e sentimenti."
Questa mostra è la testimonianza di quello che il maestro vede e pensa, condividendo il pensiero di Otto Steinert: "la creazione fotografica assoluta nel suo aspetto più libero rinuncia ad ogni riproduzione della realtà."

Lanfranco Frigeri e Annalisa Venturini
Deja vu
Titolo dell'installazione a quattro mani realizzata dal noto "pittore del fantastico" e dalla Venturini, dolls artist e scultrice, ben rappresenta la sintesi della loro stessa collaborazione artistica. Una bambola gigantesca ritrae la Venturini da bambina mentre osserva l'opera del maestro entrando così nella nube della fantasia.

Gastrovisione, Giorgio Marino
Vero? Falso? Zero!
Una sorta di "galleria del falso" che intende utilizzare lo humor come veicolo per giungere a qualcosa di più profondo all’interno dell’esperienza umana. È così che tra giochi concettuali, assurdità, illusioni e trucchi, nel corso dell’evento sarà possibile ammirare diversi aspetti dell’ironia all’interno della creatività contemporanea, in compagnia dell'arte allusiva di Giorgio Marino, dello shock gastronomico di Gastrovisione e della musica impertinente di un cantante da scoprire.

Paolo Granata
How many man lived before I was born and why did they live?
Installazione di grandi sculture a forma di "punto di domanda", alla ricerca di quelle tracce che ognuno di noi lascia sulla terra. Gli interrogativi che pone l'artista, sono rivolti al genere umano, alla sua esistenza e all'ambiente che lo circonda, in cerca di una verità e di un equilibrio.

Knit Cafè di Silvia Antoniazzi, Valentina Novello, Valentina Pisciotta
Trame Urbane
Quando la creatività corre sul filo di lana...tre amiche si incontrano e non possono desiderare nient'altro che vestire la città di maglia. Il progetto nasce dall’idea di realizzare un evento di yarn bombing - letteralmente “bombardamento di filati”, arte urbana nata nelle strade degli Stati Uniti nel 2005 - con l’intento di far conoscere questa divertente forma di arte strettamente connessa alla socialità e all'aggregazione. Le stesse installazioni che vestiranno la città saranno il risultato di opere collettive realizzate prima e durante la rassegna.

Michele Molinari
Pulmon de Aires
Installazione audiovisiva plastica su musica di Stefano Gueresi, pulmon dei aires racconta di come lo spettatore viva la città ricreata, Buenos Aires, attraverso gli aspetti aniconici veicolati dagli artisti tramite immagini e suoni. La costanza perpetua del procedimento con cui sono state realizzate le immagini fa sì che la percezione dell'ordinario cambi e muti dall'ovvio a una moltitudine di colori, suoni e quindi inattese identità.

Claudia Moretti
Pecore da viaggio
È il piccolo racconto immaginario di un gruppo di pecore che decidono di darsi appuntamento in uno spazio a loro sconosciuto per esplorarlo, passeggiare silenziose e discrete, sagge, ordinate e ironiche con i loro grandi occhi che ci guardano. Il racconto si ispira al romanzo di Mukarami Haruki " Nel segno della pecora", uno scenario onirico in cui il quotidiano diventa surreale.




Andrea Morucchio
Cross Shoots
La scelta di questa forma come ideogramma rende possibile stabilire legami con una forma simbolica molto antica: rappresenta l’unione del cielo con la terra, della dimensione orizzontale con quella verticale, congiunge i quattro punti cardinali ed è usata per misurare e organizzare le piante degli edifici e delle città. Cross Shoots, in un’ottica differente, si dirige verso i punti cardinali dell’Io ed è base dei simboli d'orientamento: del soggetto in rapporto a se stesso e del soggetto in rapporto ai punti cardinali terreni e celesti, cercando un orientamento che sembra smarrito. L'artista si interroga su tali relazioni nel realizzare questo lavoro, per il quale sceglie una tecnica altrettanto antica e ancestrale: sciogliere sabbia e polveri ad altissime temperature per forgiare un vetro nero, denso e oscuro.

Paola Ponti e Fabiola Prato
Unter vielen Aas (Fra tante carogne )
Accadde ma adagio. Che Dio la scordò a poco a poco. Prima scordò il suo viso poi le mani e i capelli...
Una carogna fra tante carogne. Performance ispirata a un testo di Bertold Brecht cantato da Milva.

Gastón Ramírez Feltrin
Intervention M13
L’intervento itinerante di video installazione, realizzato da Gastón Ramírez Feltrin - 1972, Tepic, Messico, dal 2007 commissario del padiglione Messicano alla Biennale di Venezia - si traduce in una proiezione sulle facciate dei palazzi del centro storico: immagini in bianco nero riprendono la tragedia abbattuta nella città di Guadalajara, Messico, il 22 Aprile 1992 alle ore 10:09. In quel giorno Guadalajara è stata sconvolta da una serie di esplosioni nella rete fognaria che sono continuate per oltre quattro ore e hanno distrutto otto chilometri di strade. Ufficialmente, la contabilità dei Lloyd di Londra parlò di 252 persone uccise, circa 500 feriti e 15.000 senzatetto. Il danno monetario stimato all’epoca variava tra i 300 milioni e 1 miliardo di dollari. Tre giorni prima dell’esplosione, gli abitanti si erano lamentati di un forte odore di benzina proveniente dalle fogne e di carburante che usciva dai tubi dell’acqua. Livelli pericolosamente alti di gas di scarico erano stati rilevati nelle fogne dai tecnici pubblici. Ciò nonostante le autorità non ritennero necessario evacuare i quartieri interessati e garantirono che non c’era alcun rischio di esplosione.
L'intenzione di rievocare l'immane tragedia di Guadalajara tra i palazzi del centro di Mantova ancora ingabbiati dalle impalcature in seguito al terremoto di un anno fa, vuole essere un monito per non dimenticare lo scempio della superficialità e del disinteresse nei confronti dell'uomo così come dell'ambiente che lo circonda, in memoria di tutte le tragedia di uguale origine e natura.


Medhat Shafik, Galleria MARCOROSSI Artecontemporanea di Verona
Tempo Sospeso
Indicato nel sito del Metropolitan Museum di New York come uno dei più interessanti artisti del mondo arabo del XX secolo, Shafik, artista di successo internazionale, coniuga le suggestioni e i colori dell'arte orientale con le più avanzate tecniche compositive delle avanguardie occidentali, creando un linguaggio in equilibrio tra il mondo contemporaneo, l’incisione rupestre e il segno arabo. In particolare la suggestiva installazione intende proiettare lo spettatore in una dimensione mitica sacrale e metaforica di grande forza evocativa. Il volere dell'artista infatti è proprio quello di sottrarre il visitatore dal frastuono del mondo esterno per proiettarlo in una sorta di visione incantata e concedergli un senso di quiete.

VestAndPage
Sin ∞ Fin - Performance at the Holy Centre
VestAndPage, duo artistico costituito da Verena Stenke e Andrea Pagnes che opera nell’ambito della performance contemporanea, dell’arte visuale e della video arte (curatori della Venice International Performance Art Week di Venezia) propone Episodio #2: “Performances at the Holy Centre” della serie di film ibridi "sin ∞ fin The Movie" ispirati alla trilogia di Peter Sloterdijk Sfere. "Sin ∞ fin The Movie" è il risultato di un’esperienza dove l’assurdità del quotidiano è vissuta dagli artisti come attraverso una lente d’ingrandimento, per percepire e definire sfere del privato, del sociale e dell’universale. I due protagonisti non imitano né rappresentano: intraprendono un percorso, non sono altro che essi stessi. Non vi è alcun cedimento attoriale nelle loro azioni che, per quanto artistiche, dicono sostanzialmente della loro vita reale.

NEI DINTORNI

Valeria Ambi, Collettivo Animal House, Alessio Manfredi, Adele e Enrico Norbiato, Angelo Scardino, Toni Scarduzio, Simona Signorini, Classe 3B – sezione design- Liceo artistico “A. del Prato” di Guidizzolo(MN)
Gli otto finalisti della Prima edizione del PREMIO PARCO DELL'ARTE
Scopo del concorso è la realizzazione di un percorso sia artistico che turistico, che promuova l’arte contemporanea e valorizzi l’area naturalistica della riva Nord-Est del Lago di Mezzo della città di Mantova. Un luogo bellissimo, con affaccia sulla città, sul Castello di San Giorgio e sul palazzo Ducale ma ancora poco conosciuto. Il concorso aperto a tutti gli artisti, senza limiti di età o nazionalità, ha raccolto in questi mesi progetti di sculture o installazioni realizzate con materiali da esterni di basso costo, preferibilmente di riciclo con particolare attenzione alla natura dell’ambiente ospitante. Tra i progetti partecipanti, ne sono stati selezionati otto che verranno installati dagli stessi artisti ed esposti durante la manifestazione. Nell’ultimo giorno della manifestazione la giuria, presieduta dal noto critico d’arte Prof. Emerito dell’Università di Bologna, Renato Barilli, proclamerà il vincitore assoluto del concorso. Per il primo classificato, il premio è di € 3.000, mentre ciascuno dei restanti sette finalisti riceverà un assegno di € 600. Il concorso si svolge in collaborazione con l’Ente Parco del Mincio, Tea spa, Politecnico di Milano sede territoriale di Mantova e con il patrocinio del Comune di Mantova.

Simone Cortellazzi, Pierluigi Gibelli, Stefano Giogli, Alessia Malverdi, Michele Molinari, Giuliana Natali, Paolo Pescasio, Nicola Ricci
INTERVENTI AL FORTE DI PIETOLE
Straordinaria struttura militare di origine napoleonica e austroungarica, raggiungibile via terra e via acqua, il Forte di Pietole riaprirà finalmente le sue porte al pubblico, in occasione di Mantova Creativa, in collaborazione con il Comune di Virgilio, il Parco del Mincio, Tea spa e il Politecnico di Milano - sede territoriale di Mantova.
Il suggestivo percorso che porta ai cunicoli del Forte, caratterizzato da una natura incolta, segno del tempo trascorso, rifiorirà tra interventi di design e di land art come le geometrie di luce di Giuliana Natali o la composizione di forme ed elementi naturali di Alessia Malverdi, floreal designer, andando ad esaltare gli effetti del tempo e delle forze naturali sull'ambiente e talvolta, come nel caso della Malverdi, il passaggio dell'uomo nella natura, non sempre distruttivo. Mentre una rassegna fotografica interamente dedicata ai giardini e organizzata coinvolgendo fotografi professionisti e non solo, tra cui Pierluigi Gibelli, Stefano Giogli, Paolo Pescasio, Nicola Ricci, si potrà ammirare tra le meraviglie degli spazi architettonici, così come le installazioni pittoriche site specific di Michele Molinari e Simone Cortellazzi.
Saranno esposti i progetti di futuro possibile recupero degli architetti Gorni Silvestrin e Cisi e lo studio storico con presentazione di un libro sulle strutture fortificate a cura dell’Ing. Francesco Rondelli.