Lupo Borgonovo – Alexandra

Milano - 14/03/2018 : 12/05/2018

Prima mostra personale di Lupo Borgonovo presso la sede di Milano; in mostra lavori su carta e sculture dal forte impatto visivo.

Informazioni

Comunicato stampa

Il titolo ALEXANDRA, che deriva dal nome del più grande esemplare di farfalla al mondo vuole essere, per l’artista, l’incontro di elementi che in modi diversi attraversano tutte le opere in mostra: la simmetria, il colore, la geometria come matrice della decorazione, la ripetizione alla base del ritmo, l’impulso del collezionare e il mimetismo.
Attraverso una ricerca intrapresa negli ultimi anni, Borgonovo ha sviluppato un corpus di opere che unisce il linguaggio visivo tradizionalmente inteso con un immaginario esotico e un interesse per i processi di trasformazione della materia

Ogni opera è così un tassello di una narrazione, che ricongiunge in un’unica cosmogonia, miti ancestrali e narrazioni contemporanee.
L’artista costruisce la mostra ALEXANDRA come un insieme di concatenazioni evocative ed estetiche, articolando le stanze con un intenso ritmo di ramificazioni storiche. Il tempo non è percepito solamente come una membrana che circonda le cose, ma come un materiale che può essere utilizzato nella creazione di un’opera. Nella ricerca di Borgonovo spazio e tempo emergono come forze generatrici.
Nella prima sala sono esposte due grandi opere della serie "Agua", realizzate su carta di riso, durante un soggiorno dell’artista in Cina. I disegni hanno iconograficamente rimandi alle antiche stampe orientali, rappresentazioni di abiti e di farfalle. Il procedimento con cui sono realizzati è una delicata immersione dei lavori in acqua, per poi attendere le molteplici ed evanescenti immagini prendere forma.
Nella sala adiacente, un’esplosione di colori circonda lo spazio; come tante farfalle a muro o antichi paramenti sacri, i “mantelli “ dal titolo "Alix" anch’essi realizzati su carta, si stagliano su tutte le pareti.
I pastelli a olio "Chevalon", ottenuti con la stesura e la sottrazione di diversi strati di colore, hanno come unico tema la raffigurazione da diversi punti di vista di una sella in avorio della tradizione tedesca del 1700. A terra la grande scultura in bronzo "Konko", il guscio della tartaruga è mostrato al negativo per evidenziare il disegno e la geometria presente sul carapace.
Nella sala conclusiva s’incontrano le sculture "Ibu", fusioni in bronzo ottenute dal calco di un ramo di palma da cocco, nelle quali il processo plastico assume i toni della cerimonia e del rituale. Nell’intervenire sulla materia, l’artista dà origine a lavori che amplificano la loro ambiguità formale, facendoli somigliare a utensili arcaici, pugnali da collezione, code animali. Queste ultime opere sembrano aver mantenuto un legame più stretto con la precedente produzione dell’artista, più vicina allo studio del mondo naturale e animale.

Lupo Borgonovo è nato a Milano nel 1985, dove vive e lavora. Tra le collettive recenti ricordiamo: Villa Medici, Roma (2017 – 2016) Biennal of Young Art Moscow (2017) e Fondante presso Museo della Frutta, Torino; nel 2015 partecipa ad Ennesima presso La Triennale di Milano e a L'Hospices des Milles-Cuisses, CAN, Neuchâtel, Together Forever, 138 Eldrige St. a New York. Nel 2014 espone ad Habitat, Minerva, Sydney; Italian Summer, Galleria Monica De Cardenas, Zuoz; Cocu ou Marron, CAN, Neuchâtel.

L’attualità dell’antico. Lupo Borgonovo a Milano

Galleria Monica De Cardenas, Milano ‒ fino al 12 maggio 2018. Una mostra dinamica, articolata fra sculture, acquerelli su carta cinese e pastelli a olio, racconta un universo dove l’antico è tramandato e riletto con canoni moderni. Lasciandone inalterata la sostanza.