Luca Vitone – Romanistan

Prato - 07/11/2019 : 15/03/2020

Romanistan è il racconto del viaggio compiuto da Luca Vitone per ripercorrere a ritroso, da Bologna a Chandigarh, il cammino di Rom e Sinti dall'India nord occidentale fino all’Italia.

Informazioni

Comunicato stampa

Romanistan, progetto vincitore della quarta edizione dell’Italian Council (2018), è il racconto del viaggio compiuto da Luca Vitone (Genova, 1964) per ripercorrere a ritroso, da Bologna a Chandigarh, il cammino di Rom e Sinti dall'India nord occidentale fino all’Italia. Sulle tracce di una migrazione avvenuta tra l’VIII e il XIV secolo, l’artista
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Il racconto dell’itinerario migratorio Rom e del nomadismo, dell’emarginazione e segregazione subita nei secoli, diviene strumento per una riflessione più ampia sull’idea di luogo e viaggio, di comunità, di tradizione, del perpetuarsi di cliché e stigma sociali

Il titolo Romanistan deriva dalle parole di Manush Romanov, rappresentante Rom proveniente dalla Bulgaria, il quale immaginò la possibilità di dar vita ad un paese Rom. Per Vitone invece il popolo Rom, grazie al suo vivere senza patria, senza esercito e senza confini, rappresenta un ideale moderno e transnazionale di popolo, che assume quasi una possibilità precorritrice, anche alla luce anche delle attuali migrazioni di massa che stanno sconvolgendo gli equilibri socio-politici del pianeta.
approfondisce un interesse, quello per la cultura romaní, che è stato presente nel suo lavoro fin dagli anni Novanta. La sua prima mostra legata al tema, Der unbestimmte Ort (Il luogo imprecisato), tenutasi nel 1994 alla Galleria Christian Nagel di Colonia in collaborazione con la comunità Rom della città, costruiva situazioni d’incontro che davano vita a relazioni vitali e condivise tra diversi gruppi sociali.
Il viaggio alla base del progetto di Romanistan, durato sei settimane, ha preso avvio dalla città di Bologna, dove per la prima volta nel 1422 la presenza di persone Rom è stata ufficialmente documentata, e si è concluso nella città di Chandigarh in India, passando per Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia, Georgia, Armenia, Iran, Pakistan. A distanza di 25 anni dalla seminale mostra presso la galleria tedesca e a 42 anni da un viaggio compiuto con i genitori in macchina da Genova al Golfo Persico, Luca Vitone compie un tragitto epico e grandioso in cui ancora una volta memorie personali si connettono alla Storia. Il viaggio di ritorno alle origini del popolo Rom è di fatto rappresentato con lo sguardo esterno di chi non ne condivide cultura e tradizioni, ma allo stesso tempo con la volontà di non raccontare gli stereotipi di marginalità e povertà a cui i Rom sono comunemente associati, concentrandosi sulla rappresentazione della borghesia intellettuale attraverso l’incontro con personalità della politica, attivisti sociali, accademici.
Romanistan è un progetto multiforme composto da un film, una serie fotografica e un libro d’artista, originatosi a partire da un canovaccio di viaggio aperto alla casualità delle esperienze e degli incontri. Il percorso in mostra ne restituisce il carattere stratificato e nutrito di rimandi, attraverso la connessione di lavori specificatamente pensati per l’occasione assieme a lavori storici nella produzione dell’artista.
La pratica di Luca Vitone (Genova, 1964), iniziata nella seconda metà degli anni Ottanta, si concentra sull’idea di luogo, che nella riflessione dell’artista assume un significato rinnovato, dove la memoria personale si lega alla storia collettiva e le convenzioni territoriali, culturali e politiche postmoderne si perdono. Lo spazio per Vitone è uno spazio sociale e comunitario, che viene indagato attraverso il video, l’installazione, la fotografia, il suono e la performance. La sua esplorazione si muove su territori che da fisici divengono mentali: mappe e cartografie, centrali nella produzione dell’artista, perdono il loro valore topologico, evidenziando il mancato rapporto dell’uomo con- temporaneo con il proprio ambiente, ma allo stesso tempo si caricano di una maggiore complessità, frutto di una costante rielaborazione tra memorie private, tradizioni sociali, esperienze spazio- temporali.
Il lavoro di Vitone si è concentrato negli anni sul concetto di nomadismo e sull’identità delle minoranze etniche mediante un’analisi delle sue produzioni culturali affrontate in senso ampio e sfaccettato, dall’arte alla cartografia, dall’architettura alla musica e al cibo, questi ultimi intesi come elementi della cultura materiale che meglio invitano alla conoscenza tra persone di culture diverse.
Il materiale raccolto durante il viaggio è confluito nel libro Romanistan, edito da Humboldt Books, una sorta di atlante e diario di bordo con testimonianze, materiali visivi e documentaristici dell'itinerario percorso, e completa- to dai testi di Daniele Caspar, Cristiana Perrella e Luca Vitone.
Giovedì 14 novembre alle ore 22.00 il film sarà presentato in anteprima e con la presenza dell'artista a Lo Schermo dell’Arte Film Festival (Firenze). Seguiranno proiezioni al Centre D’Art Contemporain (Ginevra), Istituto Italiano di Cultura (Londra), Istituto Italiano di Cultura (San Paolo), Magazzino Italian Art (New York), MAXXI (Roma), n.b.k. (Berlino), Weserburg Museum für Moderne Kunst (Brema).
Romanistan di Luca Vitone è un progetto promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, vincitore della IV edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, per promuovere l’arte con- temporanea italiana nel mondo.


Luca Vitone (Genova, 1964)
Vive e lavora tra Milano e Berlino. Dal 2006 è docente presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.
Il lavoro di Luca Vitone è stato esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero, tra cui: Openspace, Milano, (1998); Accademia di Francia, Villa Medici, Roma, OK Centrum, Linz, (mostra personale) (1999); PS1, New York (mostra personale); Palazzo delle Esposizioni, Roma (mostra personale); Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Prato; PAC, Milano (2000); Casino Luxemburg, Lussemburgo; Lenbachaus Kunstbau, Monaco (2001); Natio- nal Centre for Contemporary Arts, Mosca (2002); MAMCO, Ginevra; 2nd Bienal de Valencia, Valencia; 50th Venice Biennal, Venezia; ARC Musée d’Arte Moderne de la Ville de Paris, Parigi (2003); Villa Arson, Nizza (2004). Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (2005); PAC, Milano; Casino Luxemburg Lussemburgo (mostra personale) (2006); MART, Rovereto (mostra personale); 8th Sharjah Biennial; OK Centrum, Linz (mostra personale) (2007); Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo, (mostra personale); XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carra- ra; Museion, Bolzano (2008); Nomas Foundation, Roma, (mostra personale); Museo Riso, Palermo; 4th Tirana Biennial (2009); MART, Rovereto; MAXXI, Roma (2010); Schirn Kunsthalle, Francoforte; MMOMA, Mosca; CAPC, Bordeaux (2011); NGBK, Berlino, Fondazione Brodbeck, Catania (mostra personale); Museion, Bolzano (mostra personale); 1st Montevideo Biennial; (2012) Italian Pavillon and IILA Pavillion at 55th Biennale di Venezia; MART, Rovereto (2013); BOZAR, Bruxelles; Neuer Berliner Kunstverein, Berlino (mostra personale) (2014); Triennale di Milano (2015) P.A.C., Milano (mostra personale) (2017); Fondazione Zimei, Montesilvano (PE) (mostra personale); Jewish Museum and Tolerance Center, Mosca (2018).

Ufficio Stampa Centro Pecci
Ivan Aiazzi – [email protected] - +39 331 3174150
Pickles PR
Maria Cristina Giusti – [email protected] - +39 339 8090604
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana
Viale della Repubblica 277 – Prato
Orari d'apertura: tutti i giorni 10-20, venerdì e sabato 10-23, lunedì chiuso
www.centropecci.it

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On Thursday 7 November the Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci will present Romanistan, a solo exhibition by Luca Vitone, curated by Cristiana Perrella and Elena Magini.
Romanistan, the winning project of the fourth edition of the Italian Council (2018), is the story of the journey Vitone made to retrace, from Bologna to Chandigarh, the route the Roma and Sinti people took from northwest India to Italy. Tracing a migration that occurred between the 8th and 14th centuries, the artist explores an interest, namely the Romani culture, which has featured in his work since the Nineties. His first exhibition linked to this topic, Der unbestimmte Ort (The Unspecified Place), held in 1994 at the Galerie Christian Nagel in Cologne in collaboration with the city’s Roma community, created occasions for meeting that gave rise to vital and shared relationships bet- ween different social groups.
The account of the Roma migration route, and of nomadism and the marginalization and segregation suffered over the centuries, becomes a tool for a broader reflection on the idea of place and travel, community, tradition, and the perpetuation of social clichés and stigma. The title Romanistan derives from the words of Manush Romanov, a Roma spokesperson from Bulgaria, who imagined the possibility of creating a country for the Roma people. For Vi- tone instead, the Roma population, living without a homeland, an army or borders, represents a modern and trans- national ideal of a population, almost becoming a forerunner, even in light of the current mass migrations that are upsetting the socio-political balance of the planet.
The journey behind the Romanistan project, which lasted six weeks, started in the city of Bologna, where the presence of Roma people was officially documented for the first time in 1422, and ended in the city of Chandigarh in India, passing through Slovenia, Croatia, Serbia, Romania, Bulgaria, Macedonia, Greece, Turkey, Georgia, Armenia, Iran, and Pakistan. 25 years after the seminal exhibition at the German gallery and 42 years after a car journey with his parents from Genoa to the Persian Gulf, Luca Vitone completed an epic and impressive journey in which once again personal memories formed connections with history. The journey back to the origins of the Roma people is in fact represented through the external gaze of those who do not share their culture or traditions, but at the same time there is a wish to go beyond the stereotypes of marginality and poverty with which the Roma are commonly associated, focusing instead on representing the intellectual bourgeoisie through encounters with political personalities, social activists, academics.
Romanistan is a multi-faceted project made up of a film, a series of photographs and an artist's book, originating from a travel canovaccia open to the randomness of experiences and encounters. The exhibition path recreates its layered and substantial cross references by connecting works specifically designed for the occasion with historical works in the artist's production.
The practice of Luca Vitone (Genoa, 1964), which started in the second half of the Eighties, focuses on the idea of place, which in the artist's reflection assumes renewed meaning, where personal memory is linked to collective hi- story and post-modern territorial, cultural and political conventions are lost. Space for Vitone is social and community space, which is explored through video, installation, photography, sound and performance. His exploration covers territories that transform from physical to mental: maps and cartography, central to the artist’s production, lose their topological value, highlighting the lack of a relationship between contemporary humans and their environment, but at the same time they are burdened with greater complexity, the result of a continuous reworking of private memories, social traditions and spatial-temporal experiences.
Over the years, Vitone’s work has concentrated on the concept of nomadism and the identity of ethnic minorities through an analysis of his cultural productions addressed in a broad and multifaceted way, from art to cartography, architecture, music and food, the latter understood as elements of the material culture that encourage awareness among people and different cultures.
The material collected during the journey has been compiled in the book Romanistan, published by Humboldt Books, a sort of atlas and logbook containing testimonies, visual and documentary materials of the route travelled, complete with texts by Daniele Caspar, Cristiana Perrella and Luca Vitone.
A preview of the film will be screened on Thursday 14 November at 10.00 pm in the presence of the artist at Lo Schermo dell’Arte Film Festival (Florence). This will be followed by screenings at Centre D’Art Contemporain (Geneva), Istituto Italiano di Cultura (London), Istituto Italiano di Cultura (San Paolo), Magazzino Italian Art (New York), MAXXI (Rome), n.b.k. (Berlin), and Weserburg Museum für Moderne Kunst (Bremen).
Romanistan by Luca Vitone is a project promoted by the Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, winner of the 4th edition of Italian Council (2018) a competion conceived by the Directorate-General for Contemporary Creativity and Urban Regeneration – an organism of the Italian Ministry for Cultural Heritage and Activities and Tourism to promote Italian contemporary art in the world.

Luca Vitone (Genoa, 1964)
He lives and works between Milan and Berlin. He is a lecturer at the Nuova Accademia di Belle Arti in Milan since 2006.
Luca Vitone’s work has been exhibited in public and private spaces in Italy and abroad, including: Openspace, Milan, (1998); French Academy, Villa Medici, Rome, OK Centrum, Linz, (solo exhibition) (1999); PS1, New York (solo exhibition); Palazzo delle Esposizioni, Rome (solo exhibition); Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; PAC, Milan (2000); Casino Luxemburg, Luxembourg; Lenbachaus Kunstbau, Munich (2001); National Centre for Contemporary Arts, Moscow (2002); MAMCO, Geneva; 2nd Bienal de Valencia, Valencia; 50th Venice Biennale, Venice; ARC Musée d’Arte Moderne de la Ville de Paris, Paris (2003); Villa Arson, Nice (2004). Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Rome (2005); PAC, Milan; Casino Luxemburg, Luxembourg (solo exhibition) (2006); MART, Rove- reto (solo exhibition); 8th Sharjah Biennial; OK Centrum, Linz (solo exhibition) (2007); Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo, (solo exhibition); XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara; Museion, Bolzano (2008); Nomas Foundation, Rome, (solo exhibition); Museo Riso, Palermo; 4th Tirana Biennial (2009); MART, Rovereto; MAXXI, Rome (2010); Schirn Kunsthalle, Frankfurt; MMOMA, Moscow; CAPC, Bordeaux (2011); NGBK, Berlin, Fondazione Brodbeck, Catania (solo exhibition); Museion, Bolzano (solo exhibition); 1st Montevideo Bien- nial; (2012) Italian Pavillon and IILA Pavillion at the 55th Biennale di Venezia; MART, Rovereto (2013); BOZAR, Brussels; Neuer Berliner Kunstverein, Berlin (solo exhibition) (2014); Triennale di Milano (2015) P.A.C., Milan (solo exhibition) (2017); Fondazione Zimei, Montesilvano (PE) (solo exhibition); Jewish Museum and Tolerance Center, Moscow (2018).