Luca Vitone – Per l’Eternità

Genova - 05/10/2013 : 05/12/2013

Una mostra che si presenta con il medesimo titolo di Per l’Eternità, la scultura acromatica monolfattiva a base di rabarbaro, o meglio di rabarbari, realizzata in collaborazione con il maestro profumiere Maria Candida Gentile, che ha impregnato di sé l’aria del padiglione italiano della Biennale di Venezia, annunciandosi, talvolta, perfino all’esterno dei suoi perimetri.

Informazioni

  • Luogo: PINKSUMMER - PALAZZO DUCALE
  • Indirizzo: Piazza Giacomo Matteotti 28r - Genova - Liguria
  • Quando: dal 05/10/2013 - al 05/12/2013
  • Vernissage: 05/10/2013 ore 18,30
  • Autori: Luca Vitone
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30.
  • Email: info@pinksummer.com

Comunicato stampa

Luca Vitone

Per L’Eternità

Inaugurazione il 05 Ottobre 2013 ore 18.30
La storica dell’arte Barbara Rose nell’articolo dedicato alla 55

Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia, tuttora in corso, pubblicata su “The Wall Street Journal” del 18 giugno, scrive a proposito del Padiglione Italiano: “Given that Italy is the host country of the Biennale, it is an insult to its artists that the management displaced them from their main pavilion in the giardini, crowding them into the most remote spaces at the end of the Arsenale to transform what was the Italian pavilion into the keynote curated international exhibition (…)”. (Considerando che l’Italia è il paese ospitante della Biennale, è un insulto ai suoi artisti che l’organizzazione li abbia spodestati dal loro padiglione principale ai giardini, stipandoli nel più remoto spazio alla fine dell’Arsenale per trasformare quello che è stato il padiglione italiano nella chiave di volta della curatela internazionale della mostra).
Con questa citazione, abbiamo inteso incominciare il comunicato stampa della seconda personale di Luca Vitone da pinksummer. Una mostra che si presenta con il medesimo titolo di Per l’Eternità, la scultura acromatica monolfattiva a base di rabarbaro, o meglio di rabarbari, realizzata in collaborazione con il maestro profumiere Maria Candida Gentile, che ha impregnato di sé l’aria del padiglione italiano della Biennale di Venezia, annunciandosi, talvolta, perfino all’esterno dei suoi perimetri.
L’odore, dinamico e ambivalente, inteso dall’artista come ritratto anamnesico dell’Eternit, il materiale edile, versatile e inodore, il cui nome è stato ispirato dal latino aeternitas, e che invece ha causato, attraverso l’inalazione delle sue particelle minerali fibrose, tanta e troppa morte, in Italia soprattutto a Casale Monferrato, dove lo stabilimento Eternit era ubicato. Da qui il titolo del progetto “Per l’Eternità”, e da qui l’idea di realizzare per Venezia una variante invisibile della sua riflessione sul monocromo incentrato sul concetto di anti-pigmento: le polveri inquinanti presenti nell’aria, che della pittura di Vitone sono nel contempo causa formale e materiale.
Il 3 giugno di quest'anno, qualche giorno dopo l’inaugurazione della Biennale di Venezia, la corte di appello di Torino, ha condannato a 18 anni di carcere, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, co-proprietario dello stabilimento Eternit di Casale Monferrato, insieme a Jean-Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, deceduto qualche giorno prima della sentenza, il 21 maggio, nella sua villa in Belgio. Il processo ai proprietari di Eternit era stato istituito nel Palazzo di Giustizia di Torino nel 2009, in seguito a un’azione legale collettiva per aver causato la morte , per esposizione all’amianto, di circa 3000 persone, tra cittadini e lavoratori dello stabilimento.
L’approccio caleidoscopico di Vitone al fibrocemento del progetto Per l’Eternità da pinksummer si svilupperà in un video delicatissimo di voce e di paesaggio, in cui la violenza di un trauma collettivo si smaterializza anche nelle parole di una donna che accenna alla sua strana paura del vento. Il paesaggio immobile e orizzontale pare come un volto ritratto nella fissità di un pensiero, il fremito della vita al suo interno sembra mero accidente. L’altro oggetto primario della mostra di Genova è un monocromo che sussume, quasi in antitesi con la delicatezza del video, l’ingombro simbolicamente pesante di una memoria prematuramente archeologica, remotizzata , sterilizzata, e in qualche modo esteticizzata, dentro a un suo sigillo materico appropriato.
Abbiamo poi iniziato questo comunicato con la citazione di Barbara Rose su “The Wall Street Journal” per denunciare come la mancanza di lungimiranza dell’Italia contemporanea sia anche manifesta nello scadente sostegno che questo paese accorda ai suoi artisti . Un paese, l’Italia, di cui il microcosmo geografico esemplare delle nazioni all’interno della Biennale di Venezia, tra Giardini e Arsenale, restituisce con chiarezza la dimensione culturalmente e politicamente marginale. La Rose prosegue l’articolo affermando che la condizione di marginalità in cui sono stati presentati gli artisti italiani, ammassati sul confino del Giardino delle Vergini, è particolarmente sfortunata, considerando che, secondo il giudizio personale della critica, una delle migliori installazioni dell’intera Biennale è quella di Marco Tirelli.
A differenza dei paesi europei e extraeuropei che, da sempre, al proprio padiglione nazionale conferiscono un valore simbolico, metaforico e anche economico, non solo di investimento, ma anche di ritorno, l'Italia curatoriale tende a non ottimizzare le sempre più esigue risorse nel mare più (Beatrice, Sgarbi) o meno (Pietromarchi) magnum della collettivona.
Bartolomeo Pietromarchi, il curatore del padiglione italiano, per sopperire alla decurtazione dei fondi ministeriali per le arti visive alla Biennale di Venezia, si è inventato un crowdfunding. I nomi di tutti coloro che hanno sostenuto la mostra “Vice-Versa” nell'indistinzione del collettivismo, sono stati menzionati sul pannello all’ingresso del Padiglione e sul catalogo. Coloro che hanno sostenuto, e che qui ringraziamo ancora per l'aiuto prezioso, il progetto curatoriale di Pietromarchi, scegliendo di sostenere l'installazione ambientale di Luca Vitone, sono stati omessi dalla lista del crowdfunding, che peraltro comprendeva democraticamente anche i donnors da 5 euro, e emarginati nella sola didascalia dell’opera specifica. Precisione discriminante davvero poco comprensibile. L’invito poi al vernissage dell’intera Biennale di Venezia ai sostenitori del progetto di Luca Vitone al Padiglione italiano è arrivato, tranne per chi già lo riceveva da Fondazione Biennale, dal Padiglione latino americano, dove Luca Vitone è stato invitato a partecipare dai curatori, con un lavoro prodottogli. Rispetto alla posizione degli artisti sul piano curatoriale, riferendoci a Vitone che pinksummer rappresenta, ci viene da citare Renato Barilli su “L’Unità “: “Luigi Ghirri, accoppiato a Luca Vitone, non riesce a schiacciarlo, pur dall'alto della sua maestria di fotografo, in quanto interviene il criterio distintivo tra chi usa l'obiettivo fotografico allo stato puro, per trarne responsi di cronaca, e chi invece, Vitone, lo gestisce alla pari con altri strumenti concettuali. Vitone infatti potrebbe altrettanto bene valersi di cartoline illustrate, diagrammi, scritte sentenziose”.
Con il solito fatalismo italiano concludiamo affermando che avrebbe potuto andare peggio.
Si ringraziano i sostenitori del progetto di Luca Vitone “Per L’eternità” al Padiglione Italia della 55. Esposizione Internazionale d’arte della Biennale di Venezia :
AGI Verona; Francesco Berti Riboli, Genova; Dena Foundation for Contemporary Art, Parigi; Fondazione Sambuca, Palermo; Andrea Fustinoni e Fabio D’Amato, Santa Margherita Ligure (GE); Eva e Alessandro Nieri, Fucecchio (FI).



Si ringraziano:

Anna Maria Amato Falcone, Francesco Berti Riboli, Antonella Berruti, Gerardo Cejas, Fabio D’Amato, Paolo Falcone, Giorgio Fasol, Andrea Fustinoni, Roberta Garufi, Daniele Gasparinetti, Maria Candida Gentile, Marco Giammona, Rossella Giammona, Loredana Gintoli, Alessandro Nieri, Massimo Palazzi, Francesca Pennone, Eva Perini Nieri, Bruno Pesce, Giuliana Setari Carusi, Cristiana Stona, Angela Tenca, Gianni Villa, Maria Villa, Leo Vitone.



in particolare si ringrazia i collaboratori dello studio: Floriana Giacinti, Elvio Manuzzi, Giovanni Oberti







La galleria è aperta dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.30.

pinksummer
Palazzo Ducale-Cortile Maggiore
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Genova Italy
t/f + 39 010 2543762
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[email protected]

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Luca Vitone
Per L’ Eternità
Opening October 5th 2013, h 6.30 p.m.
Press release
In her article devoted to the 55th Venice Biennale, published by " The Wall Street Journal" on June 18th, the art historian Barbara Rose writes about the Italian Pavilion: "Given that Italy is the host country of the Biennale , it is an insult to its artists that the management displaced them from their main pavilion in the gardens, crowding them into the most remote spaces at the end of the Arsenale to transform what was the Italian pavilion into the international exhibition curated keynote ( ... ) ".
We have chosen this quotation to open the press release of Luca Vitone’s second solo show at pinksummer, an exhibition that shares its title with Per l’eternità, the achromatic and mono-olfactory sculpture based on rhubarb – or more exactly rhubarbs - created in collaboration with the master perfumer Maria Candida Gentile, that has thoroughly permeated the air of the Italian pavilion at the Venice Biennale and sometimes even its surroundings.
The smell, dynamic and ambivalent, is considered by the artist an anamnestic portrait of Eternit, the versatile and odor-free building material, that, in spite of its name, coming from the Latin word aeternitas (eternity), has caused so much and too much death in Italy because of the inhalation of its fibrous minerals particles, especially in Casale Monferrato, where the Eternit plant was located. Hence the project’s title Per l’eternità (To Eternity) and the idea of ​​creating an invisible piece after Luca Vitone’s previous reflection on monochrome painting, based on the gist of an anti-pigment made from those pollutant powders floating in the air, which are both material and formal cause of his paintings.
On June 3rd of the current year, a few days after the opening of Venice Biennale, the Court of Appeal of Turin has sentenced the Swiss billionaire Stephan Schmidheiny, co-owner of the Eternit plant in Casale Monferrato, to 18 years jailing, together with Jean-Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, who died a few days before the judgment on May 21st in his villa in Belgium. The trial against the Eternit owners started in the Palace of Justice in Turin in 2009, following a class-action lawsuit after the death of about 3000 people, including citizens and factory workers, caused by the exposure to asbestos.
At pinksummer, the kaleidoscopic approach performed by Luca Vitone with his project Per l’eternità will take the form of a very delicate video made of voice and landscape , in which the violence of a collective trauma is dematerialized in the words of a woman, who tells about her strange fear of the wind. The still and horizontal landscape seems like a face portrayed by the fixity of a thought, within which the thrill of life feels like a mere accident. The other main piece of Genoa exhibition is a monochrome that subsumes, almost as an antithesis to the delicacy of the video, the symbolically heavy clutter of a prematurely archaeological memory, made remote, sterile and somehow appealing by an appropriate material enclosure.
We started this press release with Barbara Rose’s quotation from "The Wall Street Journal" to denounce how the lack of foresight of contemporary Italy is also present in the miserable support given by the country to its artists. Italy, a country which marginal political and cultural situation is clearly represented within the geographic microcosm sample of nations featured at Giardini and Arsenale by the Venice Biennale. Barbara Rose continues her article claiming that the marginal condition in which the Italian artists are presented, confined to the Giardino delle Vergini, is particularly unfortunate, considering that , according her personal judgment, one of the best installation of the entire Biennale is that of Marco Tirelli.
Unlike European and non-European countries, that have always conferred to their national pavilion a symbolic value, metaphorically but also in terms of economy, not only as an investment but also as a profit, Italy and its curators does not tend to optimize the always scantier resources poured in the larger (Beatrice , Sgarbi) or smaller (Pietromarchi) pool of the group show.
Bartolomeo Pietromarchi, the curator of Italian pavilion, to overcome the curtailment of ministerial funds for visual arts allotted to the Venice Biennale, has adopted a crowd funding strategy. The names of all the people who supported his exhibition “Vice-Versa”, according to the indistinctive way of collectivism, were mentioned on a board at the entrance of the Pavilion and on the catalogue. Those who have supported - and here we thank them again for their invaluable help - the curatorial project of Pietromarchi choosing to support the environmental installation of Luca Vitone were omitted in the crowd funding list, which democratically included 5 euro donors too, and marginalized by being mentioned in the caption of the work. A discriminating distinction that is indeed hard to understand.
Also, the supporters of Luca Vitone’s project for the Italian Pavilion, except those who usually receive their invitation from the Biennale Foundation, were invited to the official opening of the exhibition just by the Latin American Pavilion, where Luca Vitone was admitted as requested by its curators who offered the production of one of his works.

Speaking about the artist’s position from a cultural point of view, we would like to mention Renato Barilli" on “L’Unità”: ”Luigi Ghirri when coupled with Luca Vitone, cannot crush him, even by using his photographic skill, because of the distinction between the professionals who use the photographic lens for reportage and those who use photography as a conceptual medium. As a matter of fact, Vitone could use postcards, diagrams, sententious writings with the same effect.”
Sticking to the old Italian fatalism, we conclude by asserting that it could have been worse.
Luca Vitone and pinksummer thank the people who supported Luca Vitone’s project “Per L’Eternità” for the Italian Pavilion at 55th Venice Biennale:
AGI Verona; Francesco Berti Riboli, Genova; Dena Foundation for Contemporary Art, Parigi; Fondazione Sambuca, Palermo; Andrea Fustinoni e Fabio D’Amato, Santa Margherita Ligure (GE); Eva e Alessandro Nieri, Fucecchio (FI).
Thanks to: Anna Maria Amato Falcone, Francesco Berti Riboli, Antonella Berruti, Gerardo Cejas, Fabio D’Amato, Paolo Falcone, Giorgio Fasol, Andrea Fustinoni, Roberta Garufi, Daniele Gasparinetti, Maria Candida Gentile, Marco Giammona, Rossella Giammona, Loredana Gintoli, Alessandro Nieri, Massimo Palazzi, Francesca Pennone, Eva Perini Nieri, Bruno Pesce, Giuliana Setari Carusi, Cristiana Stona, Angela Tenca, Gianni Villa, Maria Villa, Leo Vitone.


in particular we thank contributors of the studio: Floriana Giacinti, Elvio Manuzzi, Giovanni Oberti


The gallery is open from Tuesday to Saturday, 3.00 pm to 7.30 pm.