Luca Vitone / George Grosz – Berlin 192010

Bologna - 31/10/2015 : 20/02/2016

La mostra nasce dal progetto di Luca Vitone di mettere a confronto due immagini di Berlino: quella sotto la Repubblica di Weimar e quella del periodo della Repubblica Federale dell’unificazione dopo la caduta del muro.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA DE' FOSCHERARI
  • Indirizzo: Via Castiglione 2B - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 31/10/2015 - al 20/02/2016
  • Vernissage: 31/10/2015 ore 18,30
  • Autori: Luca Vitone, George Grosz
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì – sabato 10.00 -12.30 / 15.30 – 19.30

Comunicato stampa

La Galleria de'Foscherari è lieta di annunciare la mostra di Luca Vitone, Berlin 192010, che inaugurerà sabato 31 ottobre alle ore 18:30. La mostra nasce dal progetto di Luca Vitone di mettere a confronto due immagini di Berlino: quella sotto la Repubblica di Weimar e quella del periodo della Repubblica Federale dell’unificazione dopo la caduta del muro


Vitone “invita” George Grosz a presentare sue opere che raccontano la città del primo dopoguerra nel momento più effervescente e dinamico di una Berlino in espansione che la vede meta indiscussa, desiderata e raggiunta da autori del cinema, del teatro, della musica, della letteratura e delle arti visive, tanto da farne una capitale mondiale della creatività culturale. In quel lungo decennio, tra la fine degli anni Dieci e gli inizi dei Trenta, Berlino è anche una laboratorio politico che il mondo guarda con curiosità e apprensione, fino alle decisive elezioni del 30 gennaio 1933.
Insieme ad un olio e a preziosi disegni e acquerelli di Grosz, Vitone presenta parte di una sua serie di opere dedicate alla città tedesca in cui racconta una personale interpretazione di come ha vissuto il cambiamento di Berlino da prima del muro, grazie a un soggiorno estivo avvenuto nel 1985, al ritorno nel 1996 per una borsa di studio e successivamente sempre più spesso fino a decidere di trasferirsi definitivamente.
Con il crollo del muro, Berlino torna a essere un’attrattiva per la ricerca culturale internazionale tanto da diventare per una seconda volta meta desiderata per molte personalità di discipline e ambiti diversi. L’immaginario collettivo non tocca solo l’aspetto della cultura, ma necessariamente anche quello politico e la città diventa laboratorio di un atteggiamento utopico che tenta di trasformare l’aspetto sociale dell’abitante in una figura consapevole della propria autonomia e libertà individuale. Aspetti di un socialismo libertario opposti a ciò che era avvenuto, mediante il dogma, con la realizzazione del socialismo di stato che ha governato una parte della città per circa quarant’anni.
Mappe, oggetti che provengono dalla quotidianità e finestre aperte sul mondo sono gli elementi che compongono queste opere, affiancate dai colori della bandiera tedesca e da una giostra di biciclette da cui, pedalando, si può vedere un video che racconta in soggettiva l’attraversamento della ex-Berlino orientale da nord a sud soffermandosi sui dettagli del cambiamento.
La mostra si apre esattamente un anno dopo, il 31 ottobre 2014, di quella svoltasi nella Galerie Nagel Draxler di Berlino, in cui per la prima volta sono state esposte le opere della serie “Der Zukunft Glanz” (Lo splendore del futuro) titolo che poeticamente si riconduce al motto italiano di tradizione socialista “il sol dell’avvenire” inesistente nella lingua tedesca.



de’Foscherari Gallery is pleased to announce the Luca Vitone exhibit Berlin 192010, opening on Saturday, October 31st 2015.
The exhibit was born from Vitone’s idea to compare two scenes of Berlin: one under the Weimar Republic with another during the period of the Unified Federal Republic after the fall of the wall.
Vitone “invites” George Grosz to present his work, which tells of the city just after World War I, a Berlin in expansion, enjoying its most dynamic and effervescent moment, where it is seen as the undisputed and most desired destination for many. Filmmakers, playwrights, musicians, writers and visual artists flock to Berlin, making it a world capital of cultural creativity. In that long decade from the end of the 1910’s to the beginning of the 1930’s Berlin is also a political laboratory that the world is watching with curiosity and concern, up to the decisive elections on January 30,1933.
Together with an oil painting, some precious drawings and watercolors by Grosz, Vitone presents a part of a series he dedicated to the German city which tells a personal interpretation of how he lived the changes in Berlin from before the wall, thanks to a summer trip which took place in 1985, to his return in 1996 on a scholarship, after which numerous visits led him to move there permanently.
With the fall of the wall Berlin goes back to being an attractive destination for international cultural research and once again is the place to be for many characters from a diverse number of fields and disciplines. The collective consciousness affects not only the cultural perspective, but also quite necessarily the political perspective and the city becomes a laboratory of utopian attitude that attempts to transform the social aspects of the inhabitant into an individual who is aware of his own freedom and autonomy. Such aspects formed libertarian socialism, opposed to what had taken place as a result of the dogma and created a national socialism that then governed a part of the city for almost forty years.
Maps and objects originating from everyday life, open windows with a view of the world – these works are assembled of such elements, alongside the colors of the German flag and a carousel of bicycles, from which, while pedaling one can watch a video that subjectively recounts the crossing of ex-East Berlin from north to south, lingering on the details of the changes.
The exhibit opens exactly one year later, on October 31st 2014, which takes place in Galerie Nagel Draxler in Berlin and showcases two works from the series “Der Zukunft Glanz” (The Splendor of the Future) for the first time, a title that poetically returns to the Italian motto of socialist tradition “the sun of the future,” which doesn’t exist in German.