Le stampe giapponesi di Frank Lloyd Wright

Milano - 28/11/2011 : 20/12/2011

In mostra settantacinque esemplari della collezione di Surimono dell'architetto, un patrimonio scoperto a piu' di trent'anni dalla scomparsa e poi presentato al pubblico nel 1995 con la mostra allestita al Phoenix Art Museum e al Los Angeles County Museum.

Informazioni

  • Luogo: CASABELLA LABORATORIO
  • Indirizzo: Via Marco Polo 13 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 28/11/2011 - al 20/12/2011
  • Vernissage: 28/11/2011 ore 19
  • Generi: collettiva, disegno e grafica
  • Orari: martedì-venerdì h.16-20, sabato h.12-20
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: Promosso da Casabella laboratorio Con la collaborazione di The Frank Lloyd Wright Foundation, Scottsdale, Az Sponsor CityLife Lo spazio di Casabella laboratorio è stato allestito grazie al contributo de iGuzzini e di Unifor.

Comunicato stampa

Non vi ho mai confidato sino a che punto le stampe giapponesi sono state per me fonte di ispirazione. Non mi sono mai liberato dall’effetto prodotto dalla prima impressione che mi procurarono e probabilmente non me ne libererò mai. Era l’incedere della grande dottrina della semplificazione, dell’eliminazione di tutto ciò che è insignificante


Frank Lloyd Wright

Casabella laboratorio ospita, per la prima volta in Europa, settantacinque esemplari della collezione di Surimono dell’architetto Frank Lloyd Wright, provenienti dalla Frank Lloyd Wright Foundation, un patrimonio scoperto a più di trent’anni dalla scomparsa dell’architetto e poi presentato al pubblico nel 1995 con la mostra allestita al Phoenix Art Museum e, nello stesso anno, al Los Angeles County Museum.

Il Surimono rappresenta la forma più raffinata dell’arte della stampa giapponese. La parola significa semplicemente “oggetto dipinto”.

Nate all’inizio dell’Ottocento, ed affermatesi nel corso del secolo grazie alla crescita della domanda da parte di un pubblico interessato all’acquisto di stampe prodotte in poche copie, le opere venivano richieste agli artisti da una committenza raffinata e in particolare dai poeti in occasioni speciali, o come doni in coincidenza dell’inizio del nuovo anno. Risultato della collaborazione tra l’artista e il poeta, spesso il Surimono contiene scritti che alludono alle caratteristiche dell’anno che annunciano o testi che spiegano il contenuto della stampa. L’intreccio e il dialogo tra raffigurazione e scrittura costituiscono una delle caratteristiche principali del Surimono.

Una donna che legge una pagina di poesia, una scena di caccia, lo stupore di due bambini al primo incontro con una tigre, la parodia di un guerriero… Questi sono solo alcuni esempi delle scene immortalate nelle preziose stampe realizzate dai celebri artisti giapponesi che la mostra espone. Istantanee di vita quotidiana eppure profondamente colte nel sapere indagare e raffigurare le forme mosse dell’animo umano. Realizzati con la medesima cura altri Surimono rappresentano oggetti inaspettati, spesso scelti per attinenza al tema della celebrazione, altre volte per suggestione letteraria o assonanza mitologica. Grappoli d’uva, strumenti musicali avvolti da rami fioriti, antichi strumenti per la cerimonia del tè, i pennelli di un pittore, conservano la stessa intensità ottenuta grazie alla sapiente maestria degli artisti nel rendere il pathos del testo letterario che accompagna le immagini con un tratto preciso e leggero.

La mostra presenta una selezione di opere di artisti le cui biografie si snodano l’una con l’altra. Hokusai (Katsushika Hokusai, 1760-1849), il più celebre, è noto in particolare per le stampe di scene teatrali e per i suoi Manga. I più famosi fra i suoi capolavori sono le Cento vedute del monte Fuji che pubblica negli anni della maturità. Del suo lavoro rimane anche il Trattato sul colore del 1849. Ispirato dalla poetica di Hokusai è Gakutei (Yashima Gakutei, 1786-1868), originario di Edo, che, dopo essere stato allievo anche del maestro Hokkei, dedica la sua attività esclusivamente ai Surimono e all’illustrazione di volumi. Ricordiamo la serie di Vedute a colpo d’occhio di Tenpozan del 1843. Anche Hokkei (Totoya Hokkei, 1780-1850) è allievo di Hokusai, suoi sono preziosi Surimono e raffigurazioni paesaggistiche come i Luoghi celebri in varie province. Shinsai (Ryurykyo Shinsai, 1764-1820) continua questa tradizione. Esperto di stampe a soggetto teatrale e profondo conoscitore del disegno della figura umana è Shun’ei (Katsukawa Shun’ei, 1762-1819). Shunman (Kubo Shunman, 1757-1820) oltre ad essere pittore è anche scrittore, si distingue per i colori leggeri e la grande carica poetica dell’immagine.

Frank Lloyd Wright (1867-1956) iniziò ad interessarsi alle stampe giapponesi, alla cultura e all’arte del Giappone alla fine dell’Ottocento a Chicago e sin dall’inizio del Novecento venne considerato come uno dei più abili e perspicaci collezionisti di stampe giapponesi. Fu solo però dopo la sua morte che, una ventina d’anni fa, dagli archivi della Frank Lloyd Wright Foundation di Scottsdale (AZ) emerse una scatola di legno, sino ad allora ignorata, contenente più di settecento stampe giapponesi, cinquecento circa della quali classificabili come Surimono.
Questa raccolta è una delle più cospicue esistenti al mondo e offre la grande opportunità, data la varietà, l’ampiezza e la qualità delle opere che contiene, di studiare l’arte del Surimono.


Frank Lloyd Wright compì sette viaggi in Giappone tra il 1905 e il 1922, e tra il 1917 e il 1922 e si trattenne in Giappone per trentaquattro mesi. Durante questi soggiorni molti collezionisti lo incaricano di acquistare e selezionare per loro stampe, mentre porzioni significative della sua collezione vennero cedute ad alcuni dei principali musei americani, dal Metropolitan Museum di New York al Museo di Boston.

A prova delle conoscenze da lui maturate e a sostegno del ruolo che interpretava di mercante tra i più ricercati negli Stati Uniti, nel 1912 Wright pubblicò un libro fondamentale, The Japanese Print: An Interpretation, pubblicato da Electa in edizione italiana che accompagnerà l’esposizione
(Le stampe giapponesi. Una interpretazione, con saggi di Francesco Dal Co e Margo Stipe, Electa, Milano 2008).