Karin Sander – 43°45’51.8″N 11°15’46.8″E

Firenze - 08/02/2020 : 21/03/2020

mMostra dal titolo 43°45'51.8"N 11°15'46.8"E che Karin Sander, artista che dagli anni '90 propone una riflessione concettuale sulla natura dell'opera d'arte, ha appositamente ideato per lo spazio non profit di Firenze.

Informazioni

  • Luogo: BASE - PROGETTI PER L'ARTE
  • Indirizzo: Via Di San Niccolò 18R - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 08/02/2020 - al 21/03/2020
  • Vernissage: 08/02/2020 ore 18
  • Autori: Karin Sander
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al venerdì dalle 18 alle 20 | dalle 20 alle 24 come vetrina Per appuntamenti oltre l’orario d’apertura: +39 3286927 778 | +39 3292298 348 | +39 347 7210222

Comunicato stampa

Base / Progetti per l'arte presenta sabato 8 febbraio 2020 dalle ore 18,30 la mostra dal titolo 43°45'51.8"N 11°15'46.8"E che Karin Sander, artista che dagli anni '90 propone una riflessione concettuale sulla natura dell'opera d'arte, ha appositamente ideato per lo spazio non profit di Firenze e che indaga la relazione tra luogo espositivo, opera e pubblico al tempo di google maps e degli altri social media digitali e globali



Il progetto di Karin Sander per Base consiste nel visualizzare i tre strumenti o i tre gesti tipici che l'utente digitale compie per cercare un luogo e recarsi in esso: le coordinate di geolocalizzazione della destinazione, il puntatore che fissa il luogo in google maps, la traccia del polpastrello sul touch screen. L'artista allo stesso tempo, con un approccio straniante, visualizza questi elementi nello spazio fisico utilizzando i medium che l'arte processuale degli anni ‘70 ha adottato e che vanno dalle scritte sulla parete con il prespaziato a quelle in tubo di neon colorato, fino all'intervento pittorico volto a segnare e trasformare un perimetro dell'architettura. Il suo intento non riguarda il creare una lista fredda dei mezzi dell'arte o del muoversi nella realtà attraverso coordinate virtuali, bensì ricorda che tali elementi non sono il fine bensì il punto di partenza per un processo che porta ad altro. È questo altro che lei evoca con questa mostra e questa sua riflessione sul ruolo dell'arte e dello spettatore a confronto con l'attuale era globale e post-internet. È la stessa modalità che fa dire all'artista: Devo essere in grado di lavorare utilizzando risorse che esistono effettivamente, che sono già presenti all'interno del sistema, e che possono mettere il sistema contro se stesso e che, nel 1997 per Skulptur Projekte, l'ha portata a evidenziare il centro reale, geometrico e geografico, della città di Münster con una base circolare in cemento rosso evidenziando sia un'area che passava inosservata, sia la relazione tra fattori scientifici, storici, economici ed identitari con cui rilevare oggettivamente il centro (in quel caso distante dal “centro città” comunemente inteso).

Karin Sander (Bensberg, Germania, 1957; vive e lavora tra Berlino e Zurigo) agisce da sempre sull'intersezione tra opera, destinatario e istituzione, tra ciò che si trova e ciò che si aggiunge, tra presenza e assenza. I suoi Mailed Paintings (iniziati nel 2004) sono tele dalle forme geometriche primarie che vengono spedite nei luoghi in cui devono essere esposte senza imballaggio e accettando così le tracce casuali prodotte dal trasporto all'interno del processo creativo. Sono da citare anche i suoi famosi Wall Pieces (in corso dal 1986) realizzati lucidando una porzione di parete e le sue sculture in miniatura (iniziate nel 1997) con cui propone la traccia del pubblico stesso di quel contesto adottando le prime tecniche di copia in 3D. Tra le sue molte mostre personali recenti vi è quella al Kunstmuseum Winterthur, Winterthur, 2018 e tra quelle collettive: Talking Picture Blues (Voices Rising), Songwong Art Center, Seoul, 2015; Solides Fragiles, MUDAM -Musée d'Art Moderne Grand-Duc Jean, Luxemburg, 2014; Lens Based Sculpture - The transformation of sculpture through photography, Akademie der Künste, Berlin, 2014; Faster and Slower Lines, Reykjavíc Art Museum, Reykjavíc, 2011; Contemplating The Void, Solomon R. Guggenheim Museum, NewYork, 2010; Photography on Photography: Reflections on the Medium since 1960, The Metropolitan Museum of Art, NewYork, 2008; Painting, MoMA, NewYork, 2007.

Base / Progetti per l'arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Attualmente fanno parte del collettivo di BASE / Progetti per l’arte: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Fino adesso si sono tenute a BASE mostre di Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Basetalks(!) (Gum Studio, Brown Project Space, 26cc, Sottobosco, Trastevere 259), Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, Radicaltools (Ufo, Gianni Pettena, Archizoom, Zziggurat, Remo Buti, 9999, Superstudio), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, BaseOpen (Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvé, Gaia Geraci, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani/Marco Andrea Magni/Agostino Osio), Jiří Kovanda, Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard Long, Roman Ondak, Ryan Gander, Gerhard Merz, Ian Kiaer, vedovamazzei che hanno presentato progetti inediti pensati per lo spazio di BASE. Prossime mostre: Deimantas Narkevičius, Saadane Afif, Stephen Willats, Michael Sailstorfer, Gregor Schneider, Simon Fujiwara, Pierre Huyghe, John Armleder, Daniel Buren, ...

Base / Progetti per l'arte è uno spazio non profit la cui attività, coordinata da Lorenzo Bruni, è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo di: Associazione BASExBASE / Regione Toscana.

L’arte spaziale di Karin Sander a Firenze

BASE / Progetti per l’Arte, Firenze ‒ fino al 21 marzo 2020. Una mostra site specific che coniuga alcune tecniche del linguaggio espressivo degli Anni Settanta con l’era digitale. Per innescare una riflessione sul ruolo dell’arte e sulla sua capacità di leggere e interpretare la realtà.