Inferno (1911) – Il film

Milano - 10/02/2016 : 10/02/2016

Prodotto da Milano Films e girato nel suggestivo scenario del Massiccio delle Grigne, "Inferno" è stato il primo lungometraggio - cioè film lungo 5 bobine - prodotto in Italia e venne presentato per la prima volta al Teatro Mercadante di Napoli.

Informazioni

  • Luogo: VIASATERNA
  • Indirizzo: via Giacomo Leopardi 32 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 10/02/2016 - al 10/02/2016
  • Vernissage: 10/02/2016 ore 20
  • Generi: cinema
  • Biglietti: ingresso libero fino a esaurimento posti
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

VIASATERNA Arte Contemporanea, in occasione della mostra "Your Silent Face", doppia personale di Luca Andreoni e Zhou Siwei, presenta "Inferno", kolossal del 1911 con la regia di Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe De Liguoro. La proiezione si terrà negli spazi della Galleria in via Leopardi 32 a Milano, mercoledì 10 febbraio alle ore 20.00.

Prodotto da Milano Films e girato nel suggestivo scenario del Massiccio delle Grigne, "Inferno" è stato il primo lungometraggio - cioè film lungo 5 bobine - prodotto in Italia e venne presentato per la prima volta al Teatro Mercadante di Napoli

Composto da 54 scene, veri e propri quadri animati ispirati alle illustrazioni di Gustave Doré, la pellicola narra fedelmente la Prima Cantica della Divina Commedia dantesca, ripercorrendo il viaggio di Dante e Virgilio negli inferi. L'utilizzo di effetti speciali all'avanguardia e un montaggio visionario rendono questo film unico nel suo genere per valore artistico e letterario.

Dopo un primo intervento nel 2002, nel 2006 il film è stato interamente restaurato dalla Cineteca di Bologna che nel 2011 l’ha pubblicato in DVD nella collana "Cinema Ritrovato", con la colonna sonora di Edison Studio.

La mostra "Your Silent Face" - aperta al pubblico fino a venerdì 11 marzo 2016 – oltre al lavoro dell’artista Zhou Siwei, presenta una serie inedita di fotografie di Luca Andreoni, uno degli autori più attivi della fotografia italiana contemporanea, che dalla pellicola del 1911 ha tratto ispirazione. Gli scatti di Andreoni ritraggono infatti le stesse suggestive ambientazioni che sono state teatro del film.

La Grigna di Andreoni è severa, un ambiente ostile di roccia calcarea e nebbia che cala lo spettatore in un'atmosfera sospesa ed enigmatica dove la fotografia, mezzo privilegiato per penetrare nelle pieghe della realtà, si trasforma in strumento di occultamento. E di perdita: della superficie delle cose, dell'orientamento, della tranquillità.

Con "Inferno 1911" Andreoni investiga un campo intermedio: non si tratta più di vedere, ma di intravedere. Concentrando l'attenzione su una porzione delle sue immagini, si ritrova una quantità di dettagli minimi e inaspettati (vegetazione, persone, oggetti...), ma non c'è certezza. Resta lo sforzo ininterrotto di guardare, di capire, di scoprire, svestendo letteralmente la pelle della montagna dai drappi bianchi delle nuvole e della foschia. In un percorso ugualmente ambiguo che nel tendere a una costante ascesa sembra condurre alle porte degli inferi.


Inferno (Italia, 1911)
Regia: Francesco Bertolini, Adolfo Padovan, Giuseppe De Liguoro
Durata: 1 ora e 11 minuti
Soggetto: dalla prima cantica di La Divina Commedia di Dante Alighieri
Restauro digitale curato da Mariann Lewinsky nell’ambito del laboratorio L’immagine Ritrovata
Musica elettroacustica con voci e suoni d’ambiente, composta da Edison Studio

LUCA ANDREONI
Luca Andreoni (1961) è uno dei più prolifici autori nel panorama della fotografia italiana contemporanea. Il suo precoce impegno nel campo artistico della fotografia di paesaggio, supportato da una ricerca scrupolosa quanto poetica, lo ha portato a intense espressioni di forti valori simbolici che caratterizzano il suo lavoro. La sua opera rigorosa è ben nota nel mondo della fotografia e dell'arte contemporanea e molte prestigiose istituzioni hanno richiesto la sua partecipazione a importanti mostre e pubblicazioni. Le sue fotografie sono state incluse in collezioni importanti, tra cui quelle di proprietà della Deutsche Bank e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Tra le ultime mostre cui l’artista ha preso parte si ricordano: Alberi (Project Wall, Mart, Rovereto, 2015), Macchine per abitare – Fotografie e disegni d’architettura dalla collezione della Galleria Civica di Modena (Galleria Civica di Modena, 2013), With a little help from my friends (MA*GA, Gallarate, 2013), E subito riprende il viaggio (La Triennale, Milano, 2013).

ZHOU SIWEI
Zhou Siwei è nato nel 1981 a Chongqing, in Cina, dove ha studiato e si è laureato nel 2005 presso lo Sichuan Fine Arts Institute, considerato in Cina uno dei centri più innovativi per l’arte contemporanea. L’artista è noto per la sua abilità di unire suggestioni della realtà, di oggetti di uso quotidiano, con simboli frutto della propria immaginazione, fondendo il tutto in una forma d’arte astratta, naturale e armoniosa. Siwei ha esposto in numerose gallerie internazionali tra cui Aike Dellarco (Shanghai, Cina) e Urs Meile (Lucerna, Svizzera). Tra le ultime mostre cui l’artista ha preso parte si ricordano: Schematic (Mostra personale, Galerie Urs Meile, Lucerna, Svizzera, 2015), A Round Studio (Mostra personale, Aike-Dellarco, Shanghai,Cina, 2014), Ministry of Truth II: The Factitious and its Realm (Mostra collettiva, BOERS-LI GALLERY, Pechino, Cina, 2014), 7th A+A, Too Smart too be good (Mostra collettiva , PIFO Gallery, Pechino, Cina, 2014). Your silent face è la sua prima mostra in Italia.

IRENE CROCCO
Irene Crocco è nata a Milano nel 1975; dal 2011 al 2014 organizza nella sua casa di Milano mostre di artisti contemporanei e chiama questo progetto “Da vicino”, con l’idea di avvicinare il pubblico alle opere e agli artisti. Nel 2015 apre a Milano Viasaterna.
In precedenza ha collaborato con gallerie d’arte, quali Antonio Colombo e Nepente, con istituzioni tra cui la Fondazione Bevilacqua La Masa e l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e con riviste di settore.
Irene Crocco è direttore artistico della Fondazione La Raia, nata nel 2013 con l’obiettivo di promuovere una discussione critica sul tema del paesaggio, attraverso incontri e interventi di artisti, filosofi, architetti e paesaggisti.

FANTOM (Selva Barni, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot)
Dalla sua nascita tra Milano e New York nel 2009, con la pubblicazione di una rivista trimestrale e di una serie di libri distribuiti in oltre 20 paesi, Fantom è diventato un punto di riferimento nel mondo della cultura visiva contemporanea. Nel 2012, dopo l'uscita di 10 numeri, l’edizione della rivista è stata interrotta per dar vita a un collettivo curatoriale che prosegue l'investigazione degli "usi e abusi della fotografia” con mostre, un sito e progetti editoriali. Tra le mostre: le personali di Raed Yassin, Mario Milizia, Ruth van Beek e Taisuke Koyama; i progetti speciali di Batia Suter e Maurizio Anzeri per MiArt 2014 e 2015; la cura dei Rencontres Internationales de la Photo de Fès 2014.


IL TEAM DI FANTOM
Selva Barni
Selva Barni ha fondato e dirige Fantom, lavora come consulente editoriale e per la fotografia per aziende e case editrici e insegna “Photography Editing and Publishing” al Master in Photography and Visual Design organizzato dalla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano. È stata fotografa freelance e photo editor a New York, dove ha completato i suoi studi nel dipartimento di fotografia del MoMA.
Massimo Torrigiani
Massimo Torrigiani guida le attività del comitato scientifico del PAC di Milano ed è direttore del nascente polo per le arti contemporanee di Bari. Dal 2014 è direttore creativo di di Art in the City, un festival a Shanghai, città nella quale dal 2010 al 2012 ha diretto la fiera d’arte contemporanea SH Contemporary, e direttore artistico di Capo d’Arte, ciclo di mostre a Gagliano del Capo (LE), per il quale ha curato personali di Yang Fudong e di Soundwalk Collective. È co-fondatore e amministratore delegato dell’agenzia creativa Boiler Corporation.
Francesco Zanot
Curatore di Camera - Centro Italiano per la Fotografia (Torino), Francesco Zanot ha lavorato a mostre e pubblicazioni con alcuni dei maggiori fotografi italiani e internazionali. Ha curato libri di artisti come Mark Cohen (Italian Riviera, Punctum Edizioni, Roma), Guido Guidi (Fiume, Fantom Editions, Milano-New York), Takashi Homma (Widows, Fantom Editions), Linda Fregni Nagler (The Hidden Mother, Mack, Londra), Domingo Milella (Steidl, Goettingen). Suoi saggi sono stati recentemente pubblicati su libri dedicati al lavoro di Ettore Sottsass (Phaidon, Londra), Luigi Ghirri (Kodachrome, Mack, Londra), Antonio Rovaldi (Orizzonte in Italia, Humboldt, Milano), ed è autore con Alec Soth del volume Ping Pong Conversations (Contrasto, Roma). Direttore del Master in Photography and Visual Design organizzato da NABA Milano, ha partecipato come relatore a conferenze e seminari sulla teoria e la storia della fotografia presso numerose istituzioni italiane e internazionali, fra cui la Columbia University di New York, l'American Academy di Roma e il Politecnico di Milano.