Indigestible IPEP 2014

Parma - 16/01/2015 : 13/02/2015

Collettiva internazionale di incisione.

Informazioni

  • Luogo: OFFICINE ON/OFF
  • Indirizzo: Strada Naviglio Alto 4/1 43122 - Parma - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 16/01/2015 - al 13/02/2015
  • Vernissage: 16/01/2015 ore 18,30
  • Generi: collettiva, disegno e grafica
  • Orari: Aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00

Comunicato stampa

International Print Exchange Programme (IPEP) è un programma di interscambio internazionale ideato dall’artista indiano Rajesh Pullarwar, fatto da e per incisori per favorire lo scambio e la circolazione delle opere: ogni artista aderente ospita infatti i lavori dei diversi collaboratori nel proprio territorio d'origine, innescando così una catena di interazioni e sinergie creative


Come oggetto della sua II edizione è stato scelto il tema universale dell' Indigesto, collegato al cibo e alle pratiche consumistiche ad esso connesse e che verrà interpretato da ben 17 incisori provenienti da tutto il mondo:
Aditi Pandey | India
Babiscia Barbara Fallini | Italia
Chhering Negi | India
Jorge Bacelar | Portogallo
Kay Watanabe | Australia
Martha Castellanos | Spagna / Messico
Maryana Myroshnychen | Ucraina
Mimma Maspoli | Italia
Montserrat Ansotegui | Spagna
Nayan Kalita | India
Paul Valadez | USA
Prapti Chavnke | India
Rajesh Pullarwar | India
Reynado Santiago | Spagna
Sergio Aragon | Spagna
Silvia Sala | Italia
Yogesh Aadkine | India

Testo critico del curatore Rajesh Pullarwar
(tradotto dall’inglese)
I percorsi tortuosi e le ragioni che ci fanno ingerire, respingere o desiderare il cibo sono molti. Il cibo e le relazioni potranno pur avere un legame discontinuo, ma tra loro esisterà sempre un’armonia sottostante, nascosta. Il cibo è moda proprio come l’abbigliamento, la musica, i libri e gli amici. In realtà, non siamo sempre noi a scegliere il cibo: il più delle volte, è lui a sceglierci, a causa di fattori prevalentemente socio-economici, culturali e religiosi.
Il cibo è un inno. Abbatte le nostre più appassionate romanticherie con la vita, il ricordo e il ringiovanimento. È pieno di colore, consistenza, aroma e sostanza. Il cibo, e quindi la vita stessa, si può assaporare, sorseggiare, mordere, ingoiare o masticare. L’insieme di aromi stuzzicanti è presente anche nella nostra quotidiana monotonia: per suscitarne il pieno potenziale, abbiamo solo bisogno di una pausa di tanto in tanto e di farci sommergere dal comitato dei legislatori del cibo!
Nel cibo, tuttavia, esistono pochissime regole. E assolutamente nessun limite. È un peccato che, proprio come per altri fenomeni della vita, nell’epoca post-moderna sia stato ridotto a un cliché. Enigmatico, continua a sollevare ancora e ancora la sua magnifica testa attraverso le foreste del tempo, rifiutando di essere denigrato da soffocanti definizioni. Il cibo, in ultima analisi, non tratta certo di ingredienti o componenti o nozioni di pratica culinaria; è, infatti, un poroso terreno di livellamento nel quale gli uomini e le donne, poeti e pazzi, il ritmo e il blues, forchette e coltelli mutano per riemergerne integri.
Dopo tutto, spezzare il pane con coloro che amiamo, non è per nulla un atto banale.

Rajesh Pullarwar
Ideatore e curatore di IPEP