Incontro con Luca Maria Patella

Bologna - 29/01/2016 : 29/01/2016

Dopo i precedenti incontri con Marina Abramović (2011), Luigi Ontani (2012), Arrigo Lora Totino (2013), Franco Vaccari(2014)i e Fabrizio Plessi (2015), protagonista nel 2016 è Luca Maria Patella (1934), multiforme inventore di nume rose modalità di espressione.

Informazioni

  • Luogo: SALA BORSA
  • Indirizzo: Piazza Del Nettuno 3 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 29/01/2016 - al 29/01/2016
  • Vernissage: 29/01/2016 ore 21
  • Autori: Luca Maria Patella
  • Curatori: Renato Barilli
  • Generi: incontro – conferenza

Comunicato stampa

Dopo i precedenti incontri con Marina Abramović (2011), Luigi Ontani (2012), Arrigo Lora Totino (2013), Franco Vaccari(2014)i e Fabrizio Plessi (2015), protagonista nel 2016 è Luca Maria Patella (1934), multiforme inventore di nume rose modalità di espressione.

L’incontro con Luca Maria Patella (1934) rientra nella serie di eventi dedicati a richiamare in scena alcuni dei protagonisti delle Settimane internazionali della Performance, tenutesi a partire dal 1977 fino al 1982 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna, allora ubicata nel quartiere fieristico e finanziate in gran parte dalla rassegna Arte Fiera

Le rievocazioni di quel fecondo clima di sperimentazione artistica intendono anche rendere omaggio a Francesca Alinovi e Roberto Daolio, i due critici d'arte prematuramente scomparsi che coadiuvarono il curatore Renato Barilli nell'animazione di quegli eventi divenuti storici per la loro dirompente novità.

La formula del talk show con una libera conversazione tra Barilli e Patella consente di ricostruire criticamente la carriera straordinaria di un artista “totale” che si è dedicato a uno stupefacente spettro di ricerche sperimentali su vari media, a partire dalle primissime intuizioni di Land Art esplorate con l’aiuto della moglie, passando per la pionieristica creazione di ambienti sonori interattivi attraverso il posizionamento di piccoli audiotape nelle cavità di muri e alberi resi “parlanti”, fino a una ripresa delle famose invenzioni di Duchamp riportate a nuova vita. La sua inesauribile attività si è rivolta inoltre verso opere pittoriche e letterarie, grazie alla pubblicazione di libri-oggetto in cui le immagini si fondono con una scrittura ricca di di neologismi e di giochi di parole, secondo il modello del Finnegans Wake joyciano.