Hans Josephsohn

Lugano - 18/09/2020 : 21/02/2021

Il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio ad Hans Josephsohn in occasione del centenario della sua nascita.

Informazioni

Comunicato stampa



Dal 19 settembre 2020 al 21 febbraio 2021, il Museo d’arte della Svizzera italiana rende omaggio ad Hans Josephsohn in occasione del centenario della sua nascita. La mostra, realizzata in collaborazione con il Kesselhaus Josephsohn di San Gallo (Svizzera), propone una scelta di opere in ottone realizzate tra il 1950 e il 2006, selezionate dai curatori Ulrich Meinherz e Lukas Furrer.


Hans Josephsohn, nato nel 1920 a Königsberg nell’allora Prussia orientale, è considerato uno dei principali scultori del XX secolo

Date le sue origini ebraiche gli fu negata la possibilità di intraprendere studi artistici nella Germania nazista. Nel 1938 frequentò per alcuni mesi l’Accademia di Belle Arti di Firenze ma fu poi costretto a fuggire in Svizzera a causa dell’introduzione delle leggi razziali fasciste. A Zurigo continuò la sua formazione di scultore e si dedicò con profonda dedizione all’opera scultorea fino alla morte avvenuta nel 2012.

L’atelier di Hans Josephsohn a Zurigo ca. 2006 Foto Katalin Deér, Kesselhaus Josephsohn


L’atelier di Hans Josephsohn a Zurigo ca. 2006

Foto Katalin Deér, Kesselhaus Josephsohn

L’esposizione presenta in uno spazio aperto una ventina di sculture la cui disposizione non segue un criterio cronologico o tematico, ma si propone piuttosto di sottolineare le affinità e i contrasti fra le forme e le superfici di opere realizzate in epoche diverse. Questo approccio minimalista, unitamente alla sobrietà dei materiali scelti per l’allestimento, ben si accordano con l’immediatezza che contraddistingue l’opera di Josephsohn. Le pareti e il pavimento dello spazio espositivo sono volutamente presentati in uno stato non finito, provvisorio che richiama il trattamento delle superfici scultoree di Josephsohn. L’aspetto grezzo e movimentato di queste ultime è in realtà frutto di un accurato lavoro e di ripetuti interventi da parte dell’artista.

Kesselhaus Josephsohn, San Gallo, veduta dell’allestimento Foto Katalin Deér, Kesselhaus Josephsohn


Kesselhaus Josephsohn, San Gallo, veduta dell’allestimento

Foto Katalin Deér, Kesselhaus Josephsohn

La selezione di sculture in ottone presentata al MASI non ha la pretesa di ripercorrere retrospettivamente l’intera carriera dello scultore ma esemplifica il tema centrale della ricerca artistica di Hans Josephsohn: la figura umana, sia nella configurazione a tutto tondo sia nei rilievi dove più figure sono poste in relazione tra loro. Il vocabolario artistico di Josephsohn comprende un numero circoscritto di tipologie scultoree: teste, mezze figure, figure in piedi, figure distese e rilievi. Sebbene il punto di partenza per le opere siano modelli appartenenti alla cerchia di amici e parenti, il lavoro di Josephsohn rifugge un approccio realistico privilegiando immediatezza e vivacità, enfatizzando elementi anatomici e sommando diversi punti di vista che rendono difficile individuare la frontalità della scultura.



In Svizzera due spazi espositivi espongono in maniera permanente allestimenti di opere di Hans Jospehsohn: il museo La Congiunta di Giornico, progettato dagli architetti Peter Märkli e Stefan Bellwalder, inaugurato nel 1992, e il Kesselhaus Josephsohn di San Gallo, inaugurato nel 2003.

Scolpire la figura. Hans Josephsohn in mostra a Lugano

È tutto chiuso a Ginevra, Neuchâtel, Giura, Friburgo e Vaud, ma non a Lugano, che, seppur con qualche restrizione, lascia aperti i suoi musei. Giusto o sbagliato che sia ‒ non è questa la sede per discuterne ‒ al piano inferiore del LAC prosegue con una serie di nuove limitazioni la mostra che rende omaggio a Hans Josephsohn, in occasione del centenario della sua nascita.