Gianluigi Colin – Costellazioni Familiari-Dialoghi sulla libertà

Parma - 26/09/2019 : 01/12/2019

L’esposizione propone un viaggio inedito all'interno della ricerca di Gianluigi Colin, artista visivo, critico e cover editor de La Lettura.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DEL GOVERNATORE
  • Indirizzo: Piazza Giuseppe Garibaldi - Parma - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 26/09/2019 - al 01/12/2019
  • Vernissage: 26/09/2019 ore 18,30 su invito
  • Autori: Gianluigi Colin
  • Curatori: Arturo Carlo Quintavalle
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedì a domenica dalle ore 10 alle 19, ultimo ingresso ore 18.00
  • Biglietti: 10 € intero e biglietto famiglia (due genitori con fino a due bambini); 6€ ridotto; 4€ ridotto speciale per under 26; 3€ ridotto speciale per scolaresche con prenotazione.
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

Costellazioni Familiari-Dialoghi sulla libertà è il titolo della grande mostra curata da Arturo Carlo Quintavalle che occuperà per intero il Palazzo del Governatore di Parma dal 27 settembre al 1 dicembre 2019. L’esposizione propone un viaggio inedito all'interno della ricerca di Gianluigi Colin, artista visivo, critico e cover editor de La Lettura.

La mostra, voluta da Luigi Capitani, presidente e amministratore delegato di Cepim Spa, Interporto di Parma, da sempre vicina all’arte, e con la preziosa collaborazione del Comune di Parma, si inserisce all’interno delle manifestazioni di Anteprima PARMA Capitale Italiana della Cultura 2020



Costellazioni Familiari-Dialoghi sulla libertà si dipana lungo le stanze del Palazzo come un percorso espositivo costruito sul dialogo con altri autori: amici innanzitutto, ma soprattutto artisti, fotografi e poeti contigui a Colin per visione e formazione, grandi personalità con cui ha lavorato o che hanno rappresentato per lui un punto di riferimento culturale.

Gianluigi Colin, Milano - 2013 ©Aurelio Amendola
Il progetto nasce dall’idea di illustrare il rapporto tra il lavoro di Gianluigi Colin e quello degli artisti a lui vicini a partire dal confronto con la Scultura d'ombra, potente installazione permanente di Claudio Parmiggiani collocata al secondo piano del Palazzo del Governatore. Ne deriva una sorta di costellazione, un paesaggio astrale che rivela coincidenze, connessioni, corrispondenze e legami consolidati nel corso dell'intera vita di Colin. Indiretto omaggio al celebre dipinto di Max Ernst del 1922 Au rendez-vous des amis, la mostra riflette sul senso di condivisione proprio al fare arte: accanto a opere storiche e inedite di Colin, alcune delle quali realizzate ad hoc per questa occasione, saranno presentati importanti lavori di autori in forte sintonia culturale con lui, dando vita a un preciso gioco di rimandi tematici e stilistici.

L’allestimento della mostra, curato da Franco Achilli con progetto grafico dello studio Dondina Associati, segue un percorso che si sposa perfettamente con la personalità di Colin, autore capace di muoversi contemporaneamente su differenti piani di scrittura: immagine e parola, ricerca artistica e informazione culturale, invenzioni intorno alla fotografia e complesse installazioni. Colin da sempre fa politica con le immagini: questa mostra mette in luce il suo impegno civile attraverso l'accostamento con linguaggi e scelte di altri grandi artisti come Getulio Alviani, Aurelio Amendola, Nanni Balestrini, John Berger, Pierluigi Cappello, Danilo De Marco, Mario Dondero, Martino Gamper Emilio Isgrò, Marcello Jori, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Uliano Lucas, Brigitte Niedermair, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Gianni Pettena, Antonio Recalcati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Federico Tavan, Franco Vaccari, Velasco Vitali.

La mostra è stata realizzata con il supporto di BPER Banca e lo sponsor tecnico Inser S.p.a.

Politica per immagini. Gianluigi Colin a Parma

Palazzo del Governatore, Parma ‒ fino al 1° dicembre 2019. Un forte impegno civile, diversi linguaggi artistici e uno stretto legame con i quotidiani cartacei. Gianluigi Colin espone i suoi lavori e chiede per loro la compagnia degli artisti a lui più cari, in modo da accendere una sorta di “paesaggio astrale” di opere e riflessioni.