Giancarla Frare – Hic sunt leones

Roma - 05/05/2014 : 30/05/2014

Lavori inediti (china e pigmenti naturali su carta, e innesti fotografici) ispirati alla scultura dell’Abbazia di Trisulti che presidia la piazza di Collepardo. Il leone, figura mostruosa dell’immaginario medievale, si erge a difesa della città ed è,al contempo, simbolo di una forza contenuta.

Informazioni

  • Luogo: AOCF58 GALLERIA BRUNO LISI
  • Indirizzo: Via Flaminia 58 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/05/2014 - al 30/05/2014
  • Vernissage: 05/05/2014 ore 18,30
  • Autori: Giancarla Frare
  • Curatori: Francesca Gallo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì ore 17.00 –19.30 (chiuso sabato e festivi)

Comunicato stampa

Giancarla Frare (1950) spazia dall’incisione alla pittura, mescolando la vena figurativa con quella astratta, a cui si aggiungono sovente innesti fotografici. Veneta di nascita e romana da anni, Frare si è formata all’Accademia di Belle Arti di Napoli, coltivando un segno che le ha assicurato grande visibilità nelle Biennali della Grafica, nei musei internazionali e nelle collezioni pubbliche italiane.
Nella personale Hic sunt leones, Frare espone un ciclo di lavori inediti (china e pigmenti naturali su carta, e innesti fotografici) ispirati alla scultura dell’Abbazia di Trisulti che, come un fantasma di antico lignaggio, presidia la piazza di Collepardo

Il leone, figura mostruosa dell’immaginario medievale, si erge a difesa della città ed è, al contempo, simbolo di una forza contenuta.
La serie del Bestiario fantastico, infatti, prosegue lungo una linea che connota la ricerca di Giancarla Frare, cioè il dialogo con il passato e le sue vestigia: sono note, ad esempio, le fotografie di angoli del Palatino incastonate in uno spazio mentale, o le allegorie barocche corrose da profondi e violenti chiaroscuri che consumano l’immagine, quasi quest’ultima fosse passata attraverso un flusso magmatico, per riemergerne solo parzialmente e distorta.
Hic sunt leones, quindi, allude al pericolo di sporgersi oltre il noto, al rischio di avventurarsi in territori sconosciuti, che ormai sono forse più quelli della mente e della memoria, visto che l’uomo contemporaneo si è dotato di dispositivi di visione, orientamento e controllo globali.