Francesco Mattuzzi – The Weight of Dreams

Varese - 27/01/2012 : 21/02/2012

Francesco Mattuzzi presenta a riss(e) The Weight of Dreams, un progetto composto di un’installazione video, materiale fotografico e radiografico, recentemente oggetto di una mostra alla Galleria Civica di Trento, a cura di Denis Isaia. Il lavoro di Francesco Mattuzzi è incentrato sulle relazioni che soggiacciono ai processi di transito e di trasporto delle merci.

Informazioni

  • Luogo: RISS(E)
  • Indirizzo: Via San Pedrino 4 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 27/01/2012 - al 21/02/2012
  • Vernissage: 27/01/2012 ore 18
  • Autori: Francesco Mattuzzi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Uffici stampa: METAMUSA

Comunicato stampa

Francesco Mattuzzi presenta a riss(e) The Weight of Dreams, un progetto composto di un’installazione video, materiale fotografico e radiografico, recentemente oggetto di una mostra alla Galleria Civica di Trento, a cura di Denis Isaia.
Il lavoro di Francesco Mattuzzi è incentrato sulle relazioni che soggiacciono ai processi di transito e di trasporto delle merci.

“The Weight of Dreams è il racconto di ciò che sta alle nostre spalle. Risultato finale di 7 anni di ricerca fra interviste, testi, reperti, fotografie e video

The Weight of Dreams si sporge nel mondo dei camionisti per descrivere lo stato dei nostri sogni fra bulimia dei bisogni, sovraesposizione ai segni e ripristino del desiderio. Il progetto è anche la ricerca di una narrazione antropologica: più che un'indagine sulla circolazione delle merci, la condivisione della vita che si consuma nel loro trasporto. Un viaggio a cavallo del paradosso che attraversa i nostri tempi. Da una parte c'è il ricordo della libertà dono della società del benessere. Dall'altro la constatazione che l'incarnazione della stessa nella sola circolazione delle merci e dei segni ne erode, nel peso quotidiano, il valore.”
Denis Isaia


Francesco Mattuzzi
Dopo essersi formato alla scuola d'arte di Rovereto, studia fotografia all'Università di Bolzano con Francesco Jodice. In questo contesto prende avvio Startrucks, uno studio sociologico sui camionisti attraverso l'analisi della stratificazione decorativa dei segni culturali. In seguito collabora con lo Studio Jodice e con Armin Linke. Con quest'ultimo nel 2008 firma la regia di Future Archaelogy, un progetto di indagine parte di Decolonizing Architecture di Alessandro Petti, Eyal Weizman e Sandi Hilal. Future Archaelogy si propone di analizzare secondo una prospettiva urbanistica, politica e culturale l’occupazione e la trasformazione dei territori palestinesi da parte degli israeliani, anche con l'uso di tecniche filmiche sperimentali. Future Archaelogy ha partecipato a varie rassegne di cinema fra cui si la 67° mostra del cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti.
La fase di ricerca sulla circolazione delle merci in Europa inaugurata da Startrucks dà luogo nel 2009 all progetto DE.MO./Movin'UP - Residenze 2009. Nel contesto di Platform Garanti Contemporary Art Center di Istanbul, Startrucks si evolve nel progetto E-Roads. Nel 2010 il progetto subisce un'ulteriore fase di implementazione che lo porta a chiudere l'indagine. L'incontro di Aurelio e Latifa - una coppia di camionisti che condivide per 26 giorni alla settimana quattro metri cubi di spazio - è lo spunto per Dodiciruote, un documentario sul mondo dei camionisti la cui presentazione è prevista nell'estate 2012. Dodiciruote ha ricevuto diverse lettere di interessamento da festival di cinema internazionali quali la 69a mostra del cinema di Venezia, il CPHDOX di Cophenaghen e l' Horse Pistes al Centre Pompidou di Parigi.

I sentieri si costruiscono viaggiando.
(Franz Kafka)


Non c’è etica senza riattribuzione del senso e non c’è senso senza ripensamento del valore del fare.
Riss(e) nasce così. Oggi la realtà è talmente cruda da non consentire perbenismi. Dunque un terreno di confronto fuori dai limiti.
E poi “Riss” in tedesco è “fessura”, “crepa”, “squarcio”; e dalla crepa entra la luce.
È valicando i limiti che si può riattribuire un senso al fare e più nello specifico al fare artistico.
Non è cosa nuova, ma forse ora assume il valore di un’emergenza imprescindibile.

Valicare i limiti è varcare i confini: è l’attitudine del viandante. Senza mappa, senza meta, senza ritorno; perché l’unica meta è il ricominciare ad andare via.
Riss(e) ha questo spirito. È uno spazio fisico solo accidentalmente perché non può essere “qui”. Riss(e) vuole essere piuttosto un “dovunque”, un “altrove”; una sorta di piattaforma che si sposta trovando nell’erranza la propria dimensione etica.

Riss(e) non è un project-space perché non ha una linea curatoriale organica. Propone “mostre”, anche ma non soprattutto, e vuole misurarsi con un continuo “fuori registro” ; quella condizione che deriva dalla consapevolezza che, abbandonata la mappa, non resta che stupirsi degli incontri.
Riss(e) raccoglie una disposizione al dialogo che ha fatto nascere altri progetti, come ROAMING, L’OSPITE E L’INTRUSO, DIALOGOS; diversi tra loro ma accomunati da un bisogno di confronto, in una dimensione relazionale che attraversa la domanda sul “che fare? “ un po’ con lo spirito dell’interrogativo di Leonardo da Vinci: “la luna, come sta la luna?”.

Ermanno Cristini


(Riss(e) è nata con il contributo ideale e di discussione di diversi “passanti”: Cesare Biratoni, Sergio Breviario, Alessandro Castiglioni, Giancarlo Norese, Vera Portatadino, Luca Scarabelli.

Oggi, nella sua fase di avvio, sta incrociando altri “passanti”, tra cui: Marion Baruch, Antonio Catelani , Viviana Checchia, Francesca Marianna Consonni, Simone Frangi, Cecilia Guida, Patrick Gosatti, Erika La Rosa, Francesco Mattuzzi, Metamusa, Giovanni Morbin, Chiara Pergola, Cesare Pietroiusti, Jean Marie Reynier, Lidia Sanvito, Noah Stolz.
In attesa dei prossimi. )