Fiorella Fiore – Lègami legàmi

Roma - 18/01/2014 : 25/01/2014

Il lavoro di Fiorella Fiore è di rigorosa astrazione costruttivista, sceglie ora fili di ferro e corde, chiodi e filo spinato, catene, carte e pagine di giornali, smalti e spray, per iniziare un percorso differente che la porta ad unire l’aspetto etico a quello estetico.

Informazioni

  • Luogo: CORONARI 111
  • Indirizzo: Via Dei Coronari 111 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 18/01/2014 - al 25/01/2014
  • Vernissage: 18/01/2014 ore 18,30
  • Autori: Fiorella Fiore
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Il lavoro di Fiorella Fiore è di rigorosa astrazione costruttivista, sceglie ora fili di ferro e corde, chiodi e filo spinato, catene, carte e pagine di giornali, smalti e spray, per iniziare un percorso differente che la porta ad unire l’aspetto etico a quello estetico. Nelle sue opere bisogna rilevare la stretta connessione tra simbolo, concetto e cosa, che si uniscono tra loro con estrema compattezza e univocità. I suoi lavori sono oggetti estetici in quanto artefatto caratterizzato intenzionalmente da una funzione simbolica che l’artista non si preoccupa di abbellire, ancora meno di decorare

Le sue opere sono come delle esortazioni che si rivolgono al mondo. Un’arte inseparabile dall’etica e dalla morale, perciò scarna, essenziale, frontale. Il rigore, se non addirittura l’austerità, e il rifiuto del superfluo creano un forte contrasto con l’immagine della società circostante. In questo senso le sue opere costituiscono una sana provocazione e un superamento, un oltrepassare il limite per il raggiungimento di un mondo invisibile. Il suo è una sorta di appello a forze benefiche, dal buio nasce un aspetto luminoso e scintillante, che supera la dimensione spazio temporale e accenna al legame esistente tra sacrificio e bellezza e che, soprattutto, comunica un sapere. La sua è una profonda riflessione, un cammino dentro il disagio scaturito dal sempre più evidente cortocircuito del sistema mondo e, di conseguenza, della vita di ciascuno. Il senso delle sue opere oscilla dalla sfera pubblica a quella privata, come uno specchio impietoso che riflette un’immagine inquietante e lacera, taglia, imprigiona, inchioda, immobilizza, dissangua. Francesca Pietracci