In questa mostra il paesaggio è un codice linguistico, o meglio un topos attraverso il quale mettere a fuoco come guardiamo, quando guardiamo attraverso l’arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Per iniziare, una sorta di nota autobiografica: insieme abbiamo curato mostre per quasi quattro anni, ma mai al di fuori della programmazione che abbiamo costruito per la fondazione che dirigiamo. Questa è quindi la prima mostra che curiamo insieme fuori casa, per cos“ dire



Alcune riflessioni nate all’interno di quel percorso sconfinano all’interno di questo progetto: la ricerca sul medium, che insieme portiamo avanti da diverso tempo, sembra inevitabilmente averci condotto a riflettere sui generi della storia dell’arte; la scansione temporale di una programmazione ci ha fatto immaginare questa mostra come un primo appuntamento di una serie; l’abitudine a pensarci come uno spazio in mezzo a tanti altri che vorremmo coinvolgere, ci ha suggerito di costruire questo progetto disseminandolo in diverse luoghi, che con la loro specificità offrono una lettura diversa delle opere, e della mostra stessa.

Iniziamo dunque questa nostra nuova riflessione - e attuale percorso - dal paesaggio, perchŽ se stiamo ragionando all’interno di categorie date, possiamo permetterci anche di giocare con ci˜ che potrebbe risultare (in Toscana per eccellenza) un topos. Il genere ha un aspetto del tutto seducente per noi: funziona come lo specchio nero che gli artisti, nel quattrocento, usavano per controllare la composizione del quadro senza farsi distrarre dal colore.

Il paesaggio è in altre parole un dispositivo di lettura e un sistema visivo: Poussin dipingendo un paesaggio non raccontava un territorio specifico, ma una teoria della visione all’interno della storia dell’arte. In maniera simile la mostra Fig. 1: Paesaggio rintraccia nel termine paesaggio un modo di disporsi dell’opera o di disporsi davanti all’opera, nel tentativo di mostrare come l’interpretazione di linee, simboli, parole sia la conseguenza di una conoscenza determinata e di una certa teoria dello sguardo. In questa mostra quindi il paesaggio è un codice linguistico, o meglio un topos attraverso il quale mettere a fuoco come guardiamo, quando guardiamo attraverso l’arte.
Al plurale: gli artisti, nel dispiegarsi dell’opera, il pubblico, nel percepirla.

Cecilia Canziani & Ilaria Gianni





Programma degli incontri

21 marzo, 2013, ore 15.30
Introduzione al progetto Fig. 1: Paesaggio con Cecilia Canziani & Ilaria Gianni
Villa La Magia, Quarrata (PT)

22 marzo, 2013, ore 18.00
Maria Morganti in conversazione con Giacomo Bazzani
Mac,n Museo d’arte contemporanea e del Novecento, Monsummano (PT)

23 marzo, 2013, ore 11.30
erformance di Chiara Camoni
Fattoria di Celle, Santomato (PT)
(solo su prenotazione, max 40 posti - tel. +39.347.7936933)








Si ringraziano per la collaborazione gli artisti e le gallerie BolteLang, ZŸrich,
Gaudel de Stampa, Paris e Mary Mary, Glasgow.



Fig. 1: Paesaggio
curated by Cecilia Canziani and Ilaria Gianni

OPENING
Thursday March 21, 2013, 6.00 pm
until May 11, 2013
Tue. - Sat. | 11.00 am - 2.00 pm / 3.00 pm - 7.00 pm
or by appointment

Sara Barker
Chiara Camoni
Daniel Gustav Cramer
Marcelline Delbecq
Luigi Ghirri
Maria Morganti
Jessica Warboys


Press Release

Exhibition venues
Uscita Pistoia - VIA MODENESE, 165 PISTOIA
SpazioA - VIA AMATI 13, PISTOIA
NextSpazioA - VIA AMATI 9, PISTOIA
Mac,n - VILLA RENATICO MARTINI. VIA GRAGNANO, 349 MONSUMMANO (PT)

Talks venues
Mac,n - VILLA RENATICO MARTINI. VIA GRAGNANO, 349 MONSUMMANO (PT)
Villa La Magia, VIA VECCHIA FIORENTINA I TRONCO, 63 QUARRATA (PT)
Fattoria di Celle - VIA MONTALESE, 7 - SANTOMATO (PT)

An autobiographical note of sorts, as a way of an introduction. We have been curating exhibitions together for almost four years, though never outside the programme developed for Nomas Foundation: the institution that we direct. This is the first show that we curate extra muros, so to say.

Some of the ideas that started there, made their way in this project: the research on medium, on which we have been focusing for some time now, seems to have inevitably conducted us to reflect on art history’s genres; the structure of a programming as opposed to the planning of an event, made us wish to think of this project as the first episode of a series; the habit to think of ourselves as one element of a large constellation of spaces, suggested us to disseminate the project involving different venues each contributing to give, with its own specificity, a new reading of the works as well as of the exhibition itself.

We thus start our new meditation - and journey - from landscape, since accepting to play within a set of given rules and limits, we can as well dare to begin from what might seem (in Tuscany, of all places), an obvious topos. Generes are seducing for the same reason for which artists in the Renaissance used a black mirror to judge a painting, thus to exclude the distraction that the colour would offer.

Landscape is a tool for reading, its a visual system, or in other words a linguistic code: when painting a landscape Poussin was not talking of a specific place, but of a theory of vision within art theory. Similarly, this exhibition Fig. 1: Paesaggio traces through the term landscape the way in which the work positions itself, as well as the positioning of the viewer in front of the work. Here, Landscape is therefore a topos focusing on how we see, when we see through art.
Us, plural: the artist, in deploying the work, the public, receiving it.

Cecilia Canziani & Ilaria Gianni







Programme of talks

March 21, 2013, 3.30 pm
Introduction to the project Fig. 1: Paesaggio with Cecilia Canziani & Ilaria Gianni
Villa La Magia, Quarrata (PT)

March 22, 2013, 6.00 pm
Maria Morganti in conversation with Giacomo Bazzani
Mac,n Museo d’arte contemporanea e del Novecento, Monsummano (PT)

March 23, 2013, 11.30 am
Performance by Chiara Camoni
Fattoria di Celle, Santomato (PT)
(reservation required, max 40 places - tel. +39.347.7936933)







We would like to thank for the collaboration the artists and the galleries
BolteLang, ZŸrich, Gaudel de Stampa, Paris and Mary Mary, Glasgow.