Federico Clavarino / Tami Izko – Eel Soup

Milano - 09/12/2019 : 14/02/2020

Viasaterna presenta Eel Soup di Federico Clavarino e Tami Izko, con una selezione dalle rispettive produzioni di opere, di matrice fotografica per Clavarino e di natura scultorea per Izko.

Informazioni

  • Luogo: VIASATERNA
  • Indirizzo: via Giacomo Leopardi 32 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 09/12/2019 - al 14/02/2020
  • Vernissage: 09/12/2019 ore 18
  • Autori: Federico Clavarino, Tami Izko
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 12 alle 19. Mattine e sabato su appuntamento. Chiusa: dal 23 Dicembre 2019 al 6 Gennaio 2020
  • Uffici stampa: PAOLA C. MANFREDI STUDIO

Comunicato stampa

Viasaterna presenta Eel Soup di Federico Clavarino e Tami Izko, con una selezione dalle rispettive produzioni di opere, di matrice fotografica per Clavarino e di natura scultorea per Izko. Il progetto espositivo ruota intorno alle connessioni tra i due medium, narrando la loro congiunzione nello spazio e nelle superfici specchianti dell’allestimento, pensato per abbracciare le opere e il visitatore favorendone la compresenza.

Il titolo della mostra Eel Soup evoca l’immagine straniante di una zuppa di anguille, senza estremità, fluida e informe

Allo stesso modo, i lavori presentati si torcono, si chiudono e si aprono nello spazio creando una serie di configurazioni significative. Clavarino si concentra su dettagli sfuggenti, su lievi presenze naturali e umane, rivelandone alcune relazioni, forze e intrecci che si instaurano tra loro e che rimarrebbero invisibili se non catturati dall’obiettivo. Clavarino mette in luce la fragilità delle connessioni contemporanee, mostrando lo spazio e la vicinanza tra gli elementi fotografati, ritagliandone i dettagli e creando una tensione tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane fuori dalla cornice. In un secondo momento, le opere vengono associate in un racconto in grado di ampliare il registro e suscitando la messa in scena di una realtà effimera. Le immagini rimandano alle sculture di Izko, che formano apparati epidermici, organici, capace di traslarne i tratti nelle fessure e nelle giunture dell’argilla. La plasticità della ceramica viene usata come fonte per restituire la forma umana nelle sue differenti dimensioni e moduli come risultato, a sua volta, di un incontro e una concatenazione alchemica di elementi naturali. Ad accompagnare il visitatore la fluidità delle superfici specchio che tagliano le fotografie, ne incorniciano dettagli e riflettono l’immagine insieme alla plasticità scultorea.

I segni e le relazioni che si creano tra le opere in mostra inglobano nella loro sfera il visitatore, cui viene lasciato il compito di ricercare e ricreare nuove trame di connessione. A partire da una logica legata al frammento, si tesse quindi un terreno condiviso, che gioca e si corrisponde tra eteronomia e negoziazione di spazi, in un flusso continuo.


Un ringraziamento speciale a










PRESS CONTACTS
PCM STUDIO
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GLI ARTISTI
FEDERICO CLAVARINO. Nato a Torino, 1984. Vive e lavora a Londra.
Ha studiato scrittura creativa alla Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino e fotografia documentaria presso BlankPaper Escuela di Fosi Vegue a Madrid dove ha anche insegnato tra il 2012 e il 2019. Attualmente sta conseguendo il Master of Research presso il Royal College of Art di Londra. Le opere di Clavarino ruotano intorno a questioni di potere, storia e rappresentazione. Finora ha pubblicato sei libri: Ukraina Pasport (Fiesta Ediciones, 2011), Italia o Italia (Akina, 2014), The Castle (Dalpine, 2016), La Vertigine (Witty Kiwi, 2017), Hereafter (Skinnerboox, 2019) e Alvalade (XYZ, 2019). Le sue opere sono state esposte in vari paesi europei all’interno di spazi espositivi pubblici e privati tra cui festival (Photo España, Les Recontres d'Arles, Fotofestiwal Łódź), in gallerie (Viasaterna a Milano, Temple a Parigi, Espace JB a Ginevra) e nei musei (Caixa Forum Madrid / Barcellona, MACRO Roma). Inoltre, collabora per workshop e conferenze con musei (MACRO a Roma, CCCB a Barcellona, Museo San Telmo a San Sebastian), scuole (ISSP in Lettonia, D.O.O.R. e Officine Fotografiche a Roma) e università (Leeds, Roehampton, South Wales, Navarra).


TAMI IZKO. Cochabamba, Bolivia, 1984. Vive e lavora a Londra.
Ha studiato cinema e giornalismo e, a partire dal 2016, ha iniziato un periodo di sperimentazione con diversi medium avvicinandosi al discorso sulla forma in parallelo alla scrittura. Si concentra sulla scultura con l’utilizzo dell’argilla, e nel contesto di questa ricerca ha iniziato a collaborare con Federico Clavarino nel 2018, sviluppando la serie Eel Soup che è stata esposta a Bruxelles, (Pinguin, 2018) e all’Istanbul Biennal (2019). Lo scorso anno il suo progetto On Light and Small Lives, un racconto costituito da immagini e scrittura creativa, è stato esposto al Royal College of Art (Londra, 2019). Attualmente sta sviluppando nuovi progetti esplorando tematiche legate alle forme del paesaggio e l’ambiente urbano.