Fabrizio Prevedello e Michele Tocca – Verticale terra

Roma - 23/04/2021 : 05/06/2021

Verticale terra è una mostra di Fabrizio Prevedello e Michele Tocca, non una doppia personale, ma un dialogo tra due poetiche lungo il filo di un unico racconto.

Informazioni

Comunicato stampa

Verticale terra è una mostra di Fabrizio Prevedello e Michele Tocca, non una doppia personale, ma un dialogo tra due poetiche lungo il filo di un unico racconto, che coinvolge le tre sale della galleria e fa incontrare i linguaggi dei due artisti – la scultura nel caso di Prevedello, la pittura nel caso di Tocca – sulla base di prospettive e movimenti dello sguardo tracciati dalle loro opere, e alcune, pur vaghe, ricorrenze tematiche


Il lavoro di Prevedello si sviluppa attraverso alcuni materiali d’elezione – differenti tipi di marmo, ma anche ardesia, onice e gesso – ritrovati e prelevati nel paesaggio, in particolare quello delle Alpi Apuane, dove l’artista ha scelto di vivere che è da sempre fonte di sollecitazioni per il suo lavoro. Molte sue sculture nascono a partire da frammenti di luoghi conosciuti e attraversati camminando che, combinati, assemblati o isolati in strutture realizzate con materiali da costruzione come il cemento armato e il ferro (e attraverso una gestualità bassa, che include uno spettro di azioni declinabili in verbi all’infinito) danno vita a forme compostamente tridimensionali. Molto spesso i suoi lavori, pur lasciando intravedere la possibilità di un dentro, di un sotto e di un rovescio, non si discostano dal muro, e offrono allo spettatore un verso privilegiato, superfici e campiture capaci di espandere, nello spazio, il carattere di un paesaggio o indicazioni provenienti da paesaggi diversi, dispositivi in grado di riconfigurare e reinventare la visione di un luogo.
I lavori di Tocca sembrano invece nascere da visioni minime e ordinarie, di cose incontrate nel corso di passeggiate o all’interno dello spazio domestico, in zone marginali, e di cui ogni dipinto è un ritratto, la traduzione di un ‘qui e ora’ della cosa che si basa su processo di registrazione del dato visivo e atmosferico dal vivo. La pittura di Tocca può dunque coincidere con il paesaggio, un paesaggio che reca le tracce di suggestioni che vengono inevitabilmente dalla storia (in particolare dal vedutismo e da una certa pittura di viaggio), o far combaciare il quadro con l’immagine di un oggetto che, dipinto su un piano indefinito, conserva, nelle pieghe e nelle impurità di superficie, le tracce del tempo e dell’atmosfera. I soggetti dei quadri di Tocca chiamano lo spettatore a uno sguardo diretto e ravvicinato, spingendolo verso il basso o verso l’alto (verso una linea dell’orizzonte che può sfiorare il margine superiore del dipinto) e, ripetuti in serie, registrano minime variazioni di luce e atmosfera che determinano il timbro e il tono generale dei dipinti.
Verticale terra è dunque una mostra di superfici, a tratti dure e taglienti a tratti polverose e brumose, un dialogo tra campiture – la gamma di bianchi, grigi e neri dei marmi di Prevedello e la tavolozza terrosa dei dipinti di Tocca, di gialli, grigi e marroni – che può assumere le forme di un confronto o di uno spartito in cui differenti toni si attivano e rilanciano reciprocamente.
I lavori di Tocca e Prevedello vengono inoltre accostati sulla base di alcuni aspetti di natura formale: la tendenza di entrambi a costruire immagini che si articolano attorno a un primo piano molto ravvicinato, un primo piano stretto, con lievi accenni di profondità in costante equilibrio e contrasto con la tattilità di superficie.
Verticale terra è anche il racconto di un movimento che ha a che fare con l’articolazione dei lavori in mostra: dall’idea di un paesaggio che si dispiega in verticale, di salita e progressione verso l’alto, a una discesa verso il piano orizzontale (che coincide con i lavori esposti nell’ultima sala), verso il basso e la zona di terra più prossima ai piedi, approdo del dialogo tra Michele Tocca e Fabrizio Prevedello.
Davide Ferri

Chiedi alla polvere. Fabrizio Prevedello e Michele Tocca in mostra a...

Due artisti distanti ma non troppo, una doppia personale orchestrata con sagacia. Da una parte i reperti significativi di un artista-trekker, dall’altra una pittura incentrata su soggetti silenziosi e terrigni.