Fabio Mauri – Manipolazioni. Ideologia Natura e Cultura

Informazioni Evento

Luogo
CART - CENTRO PERMANENTE DOCUMENTAZIONE ARTE CONTEMPORANEA
Palazzo Pergoli, Piazza Giuseppe Mazzini , Falconara Marittima, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

MA e GI 9,30-13 e 15-18; ME e VE 9,30-13; SA 9,30-13 e 18-19,30; DO 10,30-12,30 e 18-19,30; LU chiuso

Vernissage
29/10/2026

ore 17,30

Artisti
Fabio Mauri
Curatori
Stefano Tonti, Federica Facchini
Generi
personale, arte moderna

La mostra dedicata a Fabio Mauri (1926 – 2009), uno dei più influenti artisti visivi, drammaturghi e intellettuali italiani del secondo Novecento, celebre per la sua rigorosa indagine sul rapporto tra arte, memoria storica, linguaggio e ideologia.

Comunicato stampa

Prosegue con notevole qualità la scelta espositiva programmata nelle sale del CART di Falconara Marittima, in provincia di Ancona.

Giovedì 29 ottobre si apre “Manipolazioni. Ideologia, Natura e Cultura”, la mostra dedicata a Fabio Mauri (1926 – 2009), uno dei più influenti artisti visivi, drammaturghi e intellettuali italiani del secondo Novecento, celebre per la sua rigorosa indagine sul rapporto tra arte, memoria storica, linguaggio e ideologia.

Promossa dal Comune di Falconara Marittima, in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri di Roma (con il contributo di Serena Basso), la mostra è sostenuta dal partenariato dell’AMIA (Associazione Marchigiana Iniziative Artistiche) e dell’Associazione Artistica Artemisia e si avvale dei contributi di BrikoDue e della Banca di Credito Cooperativo di Ancona e Falconara Marittima.

Il progetto dei curatori

L’idea progettuale della mostra, curata da Federica Facchini e Stefano Tonti, si fonda su due coincidenti ricorrenze: oltre al centenario della nascita dell’artista, quest’anno è anche il cinquantesimo anniversario della presenza di Fabio Mauri a Falconara Marittima nel 1976, presso l'allora “Galleria del Falconiere”, dove aveva presentato la performance Ideologia e natura.

Per celebrare il doppio anniversario, in mostra sarà esposta al pubblico una cartella grafica (multiplo 27/125) di Manipolazione di cultura realizzata tra il 1971 e il 1973 e successivamente edita da Magdalo Mussio sotto forma di libro; l’opera raccoglie fotografie d'archivio risalenti agli anni Trenta (legate al nazismo in Germania) che rappresenta uno dei vertici speculativi dell'artista nel delineare il problema dell'ideologia e dei suoi dispositivi di condizionamento intellettuale. Infatti le didascalie alterano, banalizzano o stravolgono il senso originario delle immagini storiche, mostrando come il potere e le ideologie totalitarie possano distorcere la percezione della realtà, la memoria e, di conseguenza, la libertà intellettuale.

L’opera, che si articola in una serie di 15 tavole caratterizzate da una rigorosa struttura visiva tripartita, secondo la co-curatrice Federica Facchini «affronta i temi cardine dell’intera produzione artistica e intellettuale di Fabio Mauri: l’analisi dell’ideologia, la denuncia dell’oppressione dell’uomo e lo svelamento dei meccanismi di condizionamento della libertà espressiva. In questo senso, il lavoro di Mauri riafferma la propria urgenza e assume un profondo valore simbolico e civile, interrogando il ruolo dell'immagine come strumento di potere e persuasione, e richiamando lo spettatore alla propria responsabilità etica di fronte alla Storia».

La storica performance

Insieme a Manipolazione di cultura viene presentata in questa occasione anche una preziosa documentazione fotografica (realizzata all’epoca da un giovane artista come il fotografo Giorgio Cutini), sull’esecuzione della performance Ideologia e Natura avvenuta a Falconara Marittima il 13 novembre 1976 presso la "Galleria del Falconiere", oggi non più esistente.

«Questi scatti d'archivio – aggiunge Facchini – non si limitano a indagare la complessa trama teorica e la rigorosa ricerca estetica di Fabio Mauri, ma assumono il valore di una straordinaria testimonianza d'epoca in grado di restituire la fitta rete di relazioni intellettuali e umane che gravitava attorno all'evento e alla stessa Galleria. Attraverso gli occhi di Cutini emergono così i volti dei protagonisti e dei sodali accorsi per l'occasione, delineando un frammento cruciale anche della scena culturale marchigiana del secondo Novecento, che unisce la figura del gallerista Alfio Vico allo scultore Valeriano Trubbiani, affiancati dall'artista ed editore Salvatore D’Addario, dal collezionista e curatore Ivano Caferri, dall'attrice Paola Montenero e dalla fotografa Elisabetta Catalano, all'epoca compagna di Fabio Mauri».

La performance del 1976 – di cui lo stesso Mauri precisava come, a differenza di altre, fosse quasi completamente demandata ad un corpo umano –, «presentava allo spettatore lo svelamento e la denuncia del contenuto ideologico attraverso il progressivo percorso verso una nudità simbolica (quale idea di Natura, che vince ogni abito imposto da una cultura d’epoca) – spiega il co-curatore Stefano Tonti –, nello spogliarsi degli abiti del costume del regime. Il messaggio suggerisce la spontanea ostilità alla vestizione ideologica, che toglie quindi serietà alla divisa, in contrasto con la naturalità del corpo nudo».

Memoria popolare

La memoria popolare racconta di un avvenimento straordinario per il luogo, che fece scalpore e discutere per parecchio tempo, valorizzato dall’approdo a Falconara Marittima delle modalità della pratica artistica (già nell’ordinario dell’epoca), per il merito e la passione di Alfio Vico, titolare della “Galleria del Falconiere”, che regalava al territorio un’occasione di concreta e ravvicinata conoscenza dell’arte contemporanea.

Ed è per queste ragioni che accanto alla cartella di grafica d'arte di Manipolazione di cultura, con questa mostra, dopo mezzo secolo dall’avvenimento, i curatori hanno inteso documentare la performance, omaggiare l’artista e l’opera di Fabio Mauri nel centenario della nascita.

La mostra è accompagnata e impreziosita dal catalogo con i saggi dei curatori e le foto delle opere in mostra, edito da Artemisia.