Etica

Cremona - 21/03/2014 : 07/04/2014

ETICA nasce dalla riflessione dell’agire, dove, come mette in risalto Foucault, “il fare è tutto”. Non si cercherà dunque di risalire a un'origine pura del concetto di etica, ma di tracciare una mappa esperienziale di questo, creando un enunciato ed unendolo ad un gesto artistico.

Informazioni

  • Luogo: CRAC - CENTRO RICERCA ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Vittori, 8 - 26100 - Cremona - Lombardia
  • Quando: dal 21/03/2014 - al 07/04/2014
  • Vernissage: 21/03/2014 ore 13.15
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: da lun a ven h 10.00/12.00 - 15.00/19.00, sab h 10.00/12.00 e su app, festivi chiuso

Comunicato stampa

Enunciare il concetto di ETICA, oggi, attraverso le voci di c.ca 400 adolescenti, delle loro famiglie, dei loro amici, di operatori della scuola e del mondo dell’arte, è il tentativo di scattare un’istantanea del nostro comune vivere contemporaneo. Per questo gli artisti Fabrizio Basso e Silvia Cini, che fino dai primi anni ‘90 operano e agiscono pratiche di arte partecipata, hanno creato il workshop ETICA, con l’interazione degli alunni del Liceo Artistico Bruno Munari, che darà luogo all’omonima mostra presso il CRAC di Cremona a partire dal 21 Marzo 2014


Gli studenti saranno coinvolti attraverso una riflessione pluridisciplinare sul loro personale concetto di ETICA che porterà in primis a una discussione on line aperta ai loro genitori, parenti, amici, a critici e artisti sull’account fb ETICrAc. In un secondo momento saranno raccolti i pensieri di ognuno e legati a un palloncino bianco liberati il giorno dell’inaugurazione, come in una fiera di paese o come in una settecentesca scultura effimera pensata per durare il solo giorno di una nobile festa, ma in questo caso non c’è santo o nobile da festeggiare, se non una corale ricerca di senso.
ETICA nasce dalla riflessione dell’agire, dove, come mette in risalto Foucault, “il fare è tutto”. Non si cercherà dunque di risalire a un'origine pura del concetto di etica, ma di tracciare una mappa esperienziale di questo, creando un enunciato ed unendolo ad un gesto artistico. Una somma di pensieri che diventa un archivio volante che si disperde come “Una sola e stessa voce per tutto il multiplo delle infinite vite, un solo e stesso Oceano per tutte le gocce, un solo clamore dell’Essere per tutti gli essenti” Gilles Deleuze.

Silvia Cini (Pisa 1972)
artista e curatore, le sue opere vivono del dialogo, spesso personale, che crea con il pubblico. Il suo interesse si focalizza frequentemente sul paesaggio, come metafora sociale, integrando installazioni audio ambientali e ricerca botanica.
Giovanissima, è tra i fondatori del Gruppo Immagini, collabora con Keith Haring alla realizzazione dell'evento che porterà al murale di Pisa. Studia teatro con Stefano Vercelli e Luisa Pasello al Piccolo Teatro di Pontedera, sotto la direzione di Roberto Bacci e la supervisione di Jerzy Grotowsky. Nel 1994 crea a Milano con Salvatore Falci il gruppo AAVV, collabora con Cesare Pietroiusti per DisorsordinAzioni, il Gioco del Senso e Non senso (XII Quadriennale di Roma), e il Gruppo Oreste con il quale parteciperà alla 48^ Biennale di Venezia. Nel 1997 cura mostre al Ferro di Cavallo in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Roma, promuovendo gli albori dell'arte di relazione e dell'arte pubblica in Italia. Collabora con Carolyn Christov Bakargiev e Hans Hulrich Obrist all'Accademia di Francia a Roma. Continua negli anni l'attività curatoriale, (Triennale di Milano, Invideo, Icityperiferiche, Palazzo Re Enzo Bologna, Loggia della Mercanzia Genova, Cartabianca, Museo d'Arte Contemporanea Villa Croce, Genova), affiancandole quella espositiva. Dalla fine degli anni novanta collabora con la Galleria Neon, alternando mostre personali e collettive (Continua, Zero, GoldanKauf) in Italia e all’estero. Ha collaborato negli anni con la Facolta di Architettura del Paesaggio di Genova. Nel 2000 riceve da Fabio Mauri, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma il premio Atelier. La città di Genova, in occasione di Genova 2004 Capitale Europea della Cultura, le assegna, tramite il Museo Villa Croce, il Premio Duchessa Galliera come miglior artista operante sul territorio ligure.

Fabrizio Basso (La Spezia 1962)
inizia la sua ricerca artistica alla fine degli anni ottanta investigando, tra i primi in Italia, il mezzo video e radiofonico per trasformarne le potenzialità di trasmissione in linguaggio artistico. La memoria, sempre in chiave politica è un concetto fondamentale nella ricerca di Basso, memoria che spesso s’intreccia con il paesaggio, sia questo solo narrato attraverso installazioni audio dei suoni di territori, o ripercorso nei luoghi vissuti da poeti e pirati, o narrato attraverso testi e interazioni.
Progetti: nel 1991 è in ViaFarini, nel 1992 realizza Radio Belin, seguono le trasmissioni TV pirata, Fuck Iternational TV 1995. Tra il 1994 fino al 1998, attiva il collettivo Strange & Alternative Team. La notte dell’anarchia a cura di Gabi Scardi. Nel 1999 Memorie Sommerse a cura di Gabi Scardi e Alessandra Pioselli. Dello stesso anno è la mostra Molteplicittà, a cura di Bartolomeo Pietromarchi per la Fondazione Olivetti di Roma. Nel 1999 In My Amac, a cura di Elio Grazioli, mostra alla Galleria Continua di San Gimignano. Nel 2000, crea per la personale alla Kunst Raum di Monaco di Baviera, Free Field tavolo di dibattito diffuso via radio e la tavola rotonda via web Mind-Negare l’immagine, in collaborazione con Undo.net,
Nel 2006 espone al Centro Internazionale Arte Contemporanea Castello di Genazzano. Ai percorsi sonori, si affiancano le azioni urbane. Nasce la collaborazione con la Facoltà di Architettura del paesaggio di Genova.