Erika Hock – Performing domesticity

Milano - 10/10/2017 : 18/11/2017

La pratica artistica di Erika Hock esplora il corpo e il suo porsi in relazione con lo spazio, con riferimento all’architettura al design e alla moda, nella creazione d’ibride costruzioni antropomorfe di simil-oggetti privati della propria funzionalità.

Informazioni

  • Luogo: RITA URSO ARTOPIA GALLERY
  • Indirizzo: Via Lazzaro Papi 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 10/10/2017 - al 18/11/2017
  • Vernissage: 10/10/2017 ore 18,30
  • Autori: Erika Hock
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

RITAURSO è lieta di inaugurare la nuova stagione espositiva con la prima mostra personale in Italia di Erika Hock (Dshangi - Dsher, 1981).

La pratica artistica di Erika Hock esplora il corpo e il suo porsi in relazione con lo spazio, con riferimento all’architettura al design e alla moda, nella creazione d’ibride costruzioni antropomorfe di simil-oggetti privati della propria funzionalità. Queste creazioni – non meglio definibili se non quasi sculture, oggetti o giocattoli – si presentano come corpi di quotidiana interazione, presenze che riconosciamo come familiari e con le quali intratteniamo un rapporto reciproco



Nella mostra performing domesticity Erika Hock esplora il dialogo e gli estremi dell’interazione tra i corpi, apparentemente inanimati, degli oggetti negli spazi intimi delle nostre vite quotidiane. A partire dal suo interesse per i mobili tubolari e in particolare per la sedia cantilever, che ricorda nelle sue linee il modello di una figura umana appoggiata, Erika Hock considera gli oggetti non solo come supporti o strumenti per i nostri corpi ma come corpi in se stessi. Indifferente alla nozione di funzionalità, lavora sulla fisicità degli interni – qui destrutturata e sovvertita - per rivelarne l’unicità. Così le sedie, per esempio, non saranno più tali ma alla ricerca di nuove forme, colte nel movimento dell’esplorazione di nuove possibilità d’esistenza, invitando chi le osserva a fare lo stesso. Le sculture si trasformano in corpi e assumono caratteristiche di vita, si appoggiano al muro o allungano una gamba formando composizioni inaspettate. Ci invitano a occupare lo spazio con flessibilità e a sovvertire la loro compostezza di strumenti sociali.

Accompagna la mostra una pubblicazione con un testo di Giulia Bortoluzzi e alcune immagini delle opere in galleria.


Nata nel 1981 a Dshangi-Dsher, Kirghizistan, Erika Hock ha studiato Storia presso la Westfälischen Wilhelms Universität Münster e Arti Visive presso la Kunstakademie Münster, nonché presso la Kunstakademie Düsseldorf. Dal 2012 al 2013 ha studiato presso HISK, Istituto Superiore di Belle Arti, Gent. Recenti mostre personali includono: Second Home, Philara Collection, Düsseldorf; The Phantom Table, Sofie Van de Velde Gallery, Anversa; Body Body, Kunsthaus Essen; What Bananas Say, Salzburger Kunstverein, Salisburgo; Elbows & Knees, COSAR HMT Gallery, Düsseldorf; The Seamstress, Her Mistress, the Mason and the Thief, Tenderpixel Gallery, Londra. Recenti mostre di gruppo includono: Inhabited by Objects, CAB, Brussels; The People’s Cinema, Salzburger Kunstverein, Salisburgo; Every Letter Is a Love Letter, Tallinn Art Hall, Tallinn; Un-Scene III, Wiels, Brussels; The Catwalk, Komplot, Brussels; The Unfettered Gaze, Museum Marta, Herford; Concept Store, NEST, L’Aia; Fair shape of the whip, Herrman Germann Contemporary, Zurigo.