Driant Zeneli – Vedere al buio

Trento - 11/06/2022 : 30/09/2022

Vedere al buio è la mostra di conclusione della ricerca svolta da Driant Zeneli nell’ambito di Waiting Room Residency, residenza che approfondisce la relazione fra arte e psicoanalisi.

Informazioni

Comunicato stampa

Vedere al buio è la mostra di conclusione della ricerca svolta da Driant Zeneli

nell’ambito di Waiting Room Residency, residenza che approfondisce la relazione fra

arte e psicoanalisi a cura di Giusi Campisi e Sara d’Alessandro Manozzo e realizzata

in collaborazione con il Centro di Clinica Psicoanalitica Jonas di Trento.

Fra le metafore che descrivono la psicoanalisi ricorre quella dello spazio buio quale

condizione iniziale dell’analizzando

L’accostamento funziona per il suo inaspettato

svelamento: perché l’analisi non “accende la luce”, ma rende più leggibile l’oscurità,

mostra dove sono gli ostacoli, gli ingombri da evitare. Oppure, come afferma Claudio

Cavallaro, ci indica la “deviazione necessaria”, un inciampo identificato con il sintomo

lacaniano, perché “soltanto cadendo il soggetto si avvera, sfuggendo dalle maglie

repressive del dover aderire al percorso che gli si impone”. È con la caduta, del resto,

che si confronta da sempre l’opera di Driant Zeneli: il fallimento come parte

necessaria della tensione verso l’utopia. E il percorso verso i propri ideali e ambizioni

non è mai lineare perché vi irrompe, appunto, il caso, che, dice l’artista, è come

“vedere al buio”: solo nell’intrecciarsi inaspettato degli eventi, infatti, è possibile

costruire il proprio percorso, di vita e creativo.

Vedere al buio è un progetto costruito sulla pratica della narrazione. Come nella sua

ultima trilogia, The Animals, Once upon a time... in a present time, Zeneli usa, quali

personaggi delle sue storie, animali-robot: apparentemente il massimo dell’altro da

sé, eppure poetici e umanizzati come nelle classiche favole di Esopo. I racconti di cui

sono protagonisti non sono però lineari, né tantomeno terminano con una precisa

morale: sono piuttosto storie frammentate e decostruite, che mostrano la possibilità

di metamorfosi, avvicinandosi così ancora - senza sovrapporsi - al lavoro di analisi,

più volto a fornire paradigmi di interpretazione e trasformazione che regole

unilaterali. Il concetto di metamorfosi ha condotto l’artista alla scelta della realtà

virtuale, mezzo tecnologico che permette di esplorare, in prima persona,

l’embodiment - inteso come incarnazione, personificazione - in un altro corpo:

quello, appunto, digitale.

Il nucleo centrale della mostra è infatti costituito dal video VR Lo Struzzo e la Farfalla,

prima produzione in VR di Zeneli, fruibile su visore e prodotto grazie al sostegno di

Connected Reality, Bolzano. L’opera nasce da una serie di “sedute”, conversazioni

singole fra Zeneli e gli psicoanalisti del team di Jonas; giocando sul ribaltamento dei

ruoli fra paziente e analista, l’artista ha costruito con ciascuno di loro una storia

differente, con protagonisti due animali. Lo Struzzo e la Farfalla costituisce il primo

capitolo, la “puntata pilota”: immersi nell’ambiente virtuale, seguiamo le brevi vicende

di uno struzzo e una farfalla, che fuggono da una guerra distruttiva e dai propri limiti

interiori. Accanto all’opera in VR, nelle sale del Centro di Psicoanalisi Jonas Zeneli

ricrea un mondo immaginario di piccoli personaggi, una storia aperta che parte dalla

rielaborazione dei disegni realizzati dai bambini nel corso del workshop Come

trasformarsi in insectobot, parte del programma pubblico di Waiting Room

Residency e svoltosi al MUSE - Museo delle Scienze nel febbraio 2022. Anche in quel

caso ciascun partecipante creava, con la sua fantasia, il proprio storytelling, il proprio

mondo virtuale, poi rielaborato e reso corale dall’artista.


Waiting Room Residency 2022 è un progetto di Tiring House e Jonas Trento, in

collaborazione con MUSE - Museo delle Scienze e Nuovo Cineforum Rovereto e realizzata

grazie al contributo della Fondazione Caritro. L’opera Lo Struzzo e la Farfalla è prodotta grazie

al sostegno di Connected Reality Bolzano. Hanno inoltre contribuito al programma pubblico il

MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e il Liceo Artistico

Vittoria di Trento.


Driant Zeneli (1983, Shkoder, Albania), vive a Tirana. Nel 2019 ha rappresentato l’Albania alla

58ma Biennale di Venezia. È stato direttore artistico di Mediterranea 18, la Biennale dei Giovani

Artisti dall’Europa e dal Mediterraneo, che si è svolta per la prima volta nel 2017 fra Tirana e

Durres. È co-fondatore di Harabel Contemporary Art Platform, Tirana. Nel 2017 ha vinto il

Premio MOROSO e nel 2009 il Premio Giovane Emergente Europeo Trieste Contemporanea.

Ha esposto presso: Palazzo Grassi, Venezia, (2021); 39th EVA International Biennial, Limerick

(2020); Israeli Center for Digital Art, Holon (2020); Galleria Nazionale della Repubblica del

Kosovo, Pristina (2019); Sharjah Art Foundation, Film Platform, (2019); Latvian Centre for

Contemporary Art, Riga (2019); Autostrada Biennale, Prizren, Kosovo (2019); GAMEC, Museo di

Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo, (2019); Passerelle, Centre d’Art Contemporain,

Brest, (2018); Mostyn Gallery, Galles, GB (2017); MuCEM, Marseille, (2016); Academie de France

à Roma, (2016); Centre Pompidou, Paris (2016); IV Bienal del Fin del Mundo, Chile (2015); GAM,

Museo di Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2013); White House Biennial, Athens (2013);

KCCC, Klaipeda, Lithuania (2013); ZKM, Karlsruhe (2012); MUSAC, Castilla León. Spagna, (2012);

Prague Biennale 5, Prague (2011); Prometeo Gallery, Milano (2010, 2015, 2018); Museo d’Arte

Contemporanea Villa Croce, Genova (2009); National Gallery of Tirana, (2008).

www.driantzeneli.com


Waiting Room Residency, a cura di Giusi Campisi e Sara d’Alessandro Manozzo, nasce

dall’esperienza già consolidata di Waiting Room, serie di cicli di mostre che hanno portato, negli

anni, diversi artisti a interpretare lo spazio di un luogo di cura, la sala d’attesa del Centro di

Clinica Psicoanalitica Jonas di Trento, creando un dialogo fra arte contemporanea e

psicoanalisi. Waiting Room Residency approfondisce ulteriormente questa relazione

coinvolgendo artistə che, per un lungo periodo, entrano in contatto con il Centro Jonas e la sua

équipe attraverso una serie di incontri e visite, per poi restituire l’esperienza in un progetto

espositivo site-specific.


Il Centro di Clinica Psicoanalitica Jonas di Trento opera a Trento dal 2007, si propone come

un luogo di ascolto che consenta a tutti coloro che vi si rivolgono di parlare del proprio disagio

e di individuare i nodi problematici la cui trasformazione consente di interrompere la

ripetizione di ciò che viene vissuto come doloroso.