Corso Aperto e conferenza Andrea Kleine

Como - 25/07/2015 : 25/07/2015

Corso Aperto è inteso come momento pubblico del lavoro svolto dagli artisti partecipanti al XXI CSAV - Artists Research Laboratory. E conferenza di Andrea Kleine durante la quale l'artista parlerà della sua più recente performance.

Informazioni

Comunicato stampa

Corso Aperto - Performances
h 15-16, Spazio Culturale Antonio Ratti, Ex chiesa San Francesco, Largo Spallino, 1, Como
h 16.30-21, Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota, via per Cernobbio 19, Como

Andrea Kleine - Conferenza
Pretending To Be Who I Am. Andrea Kleine infiltrates Yvonne Rainer (or vice versa)
h 19, Sala Conferenze FAR
A seguire altre performance degli artisti partecipanti




Corso Aperto è inteso come momento pubblico del lavoro svolto dagli artisti partecipanti al XXI CSAV - Artists Research Laboratory che si svolgerà sabato 25 luglio a partire dalle ore 15 presso due sedi:
dalle ore 15 alle ore 16 presso la Ex Chiesa di San Francesco e dalle ore 16.30 alle ore 21 presso la sede della Fondazione Antonio Ratti; nello specifico si tratta di un’occasione in cui il pubblico è invitato a condividere progetti realizzati appositamente, progetti che includono lavori collettivi, indagini personali, documentazione video, esperimenti site-specific e collaborazioni tra il sé e il corpo collettivo.
Alle ore 19, si terrà la conferenza di Andrea Kleine durante la quale l'artista parlerà della sua più recente performance, Screening Room, or, The Return of Andrea Kleine (as revealed through a re-enactment of a 1977 television program about a ‘long and baffling’ film by Yvonne Rainer). A seguire ulteriori performance degli artisti partecipanti.

La prima fase del corso, segnata dalla conduzione serrata di Yvonne Rainer, che nel suo percorso ha aperto possibilità inedite sia nell’ambito della danza sia nell’ambito del cinema sperimentale, mettendo in campo una serie di questioni legate alla consapevolezza fisica e politica del corpo, alla costruzione dello sguardo, agli effetti che esso può generare, così come alla precisa volontà di elaborare una resistenza concreta a logiche spettacolari, ha costruito un terreno ideale d’incontro con il gruppo e con i singoli. Il lavoro da lei avviato sull’improvvisazione collettiva, dove è la messa in atto consapevole di alcuni principi strutturali a creare le condizioni perché le singolarità possano emergere, ha generato una comunanza dove lo spazio condiviso è costituito dalle domande più che dalle risposte.
Nella seconda fase di lavoro, con la conduzione altrettanto serrata di Andrea Kleine, gli artisti hanno progressivamente iniziato a dare vita ai loro progetti, in dialogo con l’esperienza vissuta a Como, con il loro lavoro prodotto in precedenza, continuando a interrogare la natura stessa della performance e le implicazioni che essa di volta in volta innesca.

Nelle parole di Andrea Kleine i progetti comprendono:

"Empatia, giustapposizione, invasione, bastoni, tracce, glutine, lattosio, acqua, potere materno, mimica, copie, insicurezza, diritto, implosione, tutorials, "mansplaining", taccuini, carta stropicciata, sei minuti, conversazione non-stop, movimento non-stop, disegno non-stop, cuscini, sedie, un dito del piede ferito, un telescopio, novanta gradi, quaranta gradi, non è il tavolo, il perché, il metro da sarta, la lista del “non riprendermi”, i mezzi ma non il fine, lo sputare, autorialità, Gertrude Stein, passare la maglia, oggetti morti, virgolette, polvere. Sto facendo un enorme sforzo per essere un pappamolle, ma credo di essere sul punto di cominciare a capire come farlo."

Gli artisti partecipanti al laboratorio di quest'anno sono:
Harold Batista (USA), Alexis Blake (USA), Barbara Boiocchi (Italia), Mikaela Boxström (Finlandia), Eduardo Cachucho (Sud Africa), Klaas Devos (Belgio), Giovanni Paolo Fedele (Italia), Cassandra Guan (Cina), Clara J:son Borg (Svezia), Przemek Kaminski (Polonia), Emma LaMorte (Canada), Luzie Meyer (Germania), Paulien Oltheten (Olanda), Luna Paese (Italia), Amol Patil (India), Eshan Rafi (Pakistan).