Contemporaneamente Castel Belasi

Campodenno - 10/08/2019 : 27/10/2019

L’arte contemporanea dialoga con gli spazi del castello.

Informazioni

  • Luogo: CASTEL BELASI
  • Indirizzo: SP55, 38010 - Campodenno - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 10/08/2019 - al 27/10/2019
  • Vernissage: 10/08/2019 ore 17,30
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione
  • Orari: La mostra rimarrà aperta da domenica 11 agosto a domenica 27 ottobre
  • Biglietti: Il costo del biglietto è di 5€ (gratuito fino ai 14 anni d’età e per i residenti del comune di Campodenno)

Comunicato stampa

Con la mostra di arte contemporanea ‘Contemporaneamente a Castel Belasi’, sabato 10 agosto ad ore 17.30 verrà inaugurato il restaurato Castel Belasi.
L’evento apre finalmente il castello al pubblico, dopo quasi vent’anni di lavori di restauro voluti e sostenuti con forza dal Comune di Campodenno, di concerto con la Provincia autonoma di Trento e con il Consorzio BIM dell’Adige


Come scrive all’interno delle pagine del corposo catalogo della mostra il vicesindaco Oscar Pedò, “passato, presente e futuro si intrecciano in Castel Belasi: una struttura simbolo dei secoli che furono, rivive oggi nella contemporaneità del proprio ritrovato splendore e dialoga, grazie agli ampi spazi privi di arredo, con i molteplici contenuti che può ospitare, divenendo un potenziale volano per il futuro e lo sviluppo della comunità che lo circonda, la quale dovrà essere protagonista, non solo spettatrice”.
Castel Belasi rappresenta un punto di riferimento ed un valore identitario per tutto il territorio di Campodenno e della bassa Val di Non; l’apertura del maniero, dirimpettaio di Castel Thun, è il primo passo di un percorso di rinascita e di valorizzazione che contribuirà a favorire uno sviluppo del territorio, sia culturale che turistico. In merito il dott. Franco Marzatico, Soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, ricorda come l’apertura del castello rappresenti “un atteso, significativo punto di arrivo, dopo anni di impegnativi lavori di restauro che hanno visto come primo attore il Comune di Campodenno, nell’avvicendarsi delle diverse amministrazioni. L’importante avvenimento rappresenta, d’altra parte, anche un decisivo punto di partenza, nelle sollecitanti prospettive della valorizzazione di un bene culturale consegnato alla fruizione, alla conoscenza, all’interesse e alla curiosità di residenti e turisti. Il maniero si aggiunge alla ricca rete di castelli pubblici e privati che definiscono la peculiare fisionomia del territorio solcato dal fiume Noce, disseminato di altri preziosi beni architettonici monumentali, quali le dimore storiche e i luoghi della fede, a partire dal santuario di San Romedio, ma anche di nuove realtà come il Museo Retico di Sanzeno. È dunque un ambito geografico in cui il museo diffuso costituisce un terreno fertile, da coltivare con cura”.
LA MOSTRA
La mostra d’arte “Contemporaneamente a Castel Belasi”, curata dallo storico dell’arte Marcello Nebl, è il primo dei contenuti che si interfaccia con gli ampi vani restaurati, dove il castello ospita l’arte contemporanea grazie all’espressione di importanti artisti nazionali, internazionali e locali. L’Amministrazione comunale di Campodenno, guidata dal sindaco Daniele Biada, ha deciso quindi di inaugurare il castello con un evento espositivo originale, in cui le arcigne architetture del castello e i suoi grandi spazi ricchi di fascino e storia vengono esaltati dai forti contrasti creati dall’arte contemporanea.
Nelle sale del primo e secondo piano e nell’avvolto del piano terra, il castello si apre dunque alle opere di dieci artisti: i trentini Federico Lanaro, Bruno Fantelli, David Aaron Angeli, Aldo Valentinelli e Pietro Weber, il sudtirolese Willy Verginer, il marchigiano Simone Pellegrini, i piemontesi Luigi Stoisa e Marcovinicio, lo scozzese Andrew Gilbert.
La scelta del curatore, coadiuvata da importanti gallerie d’arte e istituzioni quali Studio d’Arte Raffaelli e Cellar Contemporary di Trento e Fondazione 107 di Torino, è ricaduta su artisti accomunati da un legame con l’arte figurativa, evitando volutamente di sconfinare nel puro concettuale, prediligendo opere caratterizzate da un rapporto forte con iconografie e simbologie archetipiche e da ricercati contrasti tra l’artificiale ed il naturale, tra il costruito e lo spontaneo. Nel testo critico a catalogo, Marcello Nebl scrive come “l’esposizione sia giocata sulla rottura che si va a creare tra la natura stessa del castello, nato per controllare il territorio e rinchiudersi, contrapposta alla libertà espressiva dell’artista; il dentro ed il fuori, il circoscritto e l’infinito della creatività umana”.
GLI ARTISTI
Marcovinicio, Pietro Weber, David Aaron Angeli e Simone Pellegrini utilizzano stili e medium assolutamente diversi, ma sono accomunati da una volontà di confronto con il passato, con la storia profonda e nascosta dell’uomo, con tutto ciò che è primigenio: nelle loro opere si succedono allegorie inconsce e primordiali, riferimenti all’iconografia tardoantica e medievale, all’arte africana ed orientale. Sono opere sacrali, dove si avvicendano icone e simboli arcaici che mettono in contatto l’umano e il trascendente, la natura terrena e l’infinito.
Una ricerca del tutto interiore è anche quella di Luigi Stoisa. Nelle sue ceramiche riecheggiano echi della scultura rinascimentale e manierista, delle vibrazioni di Leonardo e Michelangelo. In Stoisa però la figura umana è spesso lacerata, svuotata. Alla base un pensiero drammatico sulla fragilità dell’esistenza, sull’incedere del tempo che scorre e consuma.
Il sudtirolese Willy Verginer, grazie al legno scolpito ed il trentino Federico Lanaro, attraverso tele grafiche ed essenziali, accese da colori fluo, entrano nel delicato rapporto tra uomo e ambiente sottolineando la necessità di maggior rispetto ed impegno per la sua conservazione. La natura come Musa da ritrarre con deferenza e con voluto distacco è alla base dell’opera del giovane pittore Aldo Valentinelli: ricordi dai contorni sfuocati di animali e paesaggi montani.
Per certi versi distanti ma al contempo apocalittiche e surreali sono le opere di Andrew Gilbert e Bruco Fantelli: i loro lavori sono scossi da vorticosi movimenti di personaggi e figure che si scontrano e incrociano. In Gilbert le figure umane, burattini in abiti coloniali, si scontrano per via di guerre e lotte sanguinose; in Fantelli l’umanità è un gorgo rabbioso, allucinato e sconvolgente: riecheggiano echi di opere di Otto Dix e George Grosz riletti in chiave contemporanea.

GLI EVENTI
Durante il periodo di apertura della mostra il castello ospiterà anche alcuni eventi culturali, dalle serate di musica jazz e classica alle conferenze di tema storico e artistico.
INAUGURAZIONE E APERTURA
La mostra sarà inaugurata sabato 10 agosto alle ore 17.30. L’evento inaugurale sarà aperto a tutti e gratuito. La mostra rimarrà aperta da domenica 11 agosto a domenica 27 ottobre, con la gestione congiunta del Comune di Campodenno e dell’APT Val di Non. Il costo del biglietto è di 5€ (gratuito fino ai 14 anni d’età e per i residenti del comune di Campodenno)