Conrad Jon Godly – Genesis

Milano - 30/03/2017 : 30/06/2017

Wunderkammer Visionnaire, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2017, è lieta di presentare Genesis, una mostra personale di Conrad Jon Godly.

Informazioni

  • Luogo: WUNDERKAMMER VISIONNAIRE
  • Indirizzo: Piazza Cavour 3 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 30/03/2017 - al 30/06/2017
  • Vernissage: 30/03/2017 ore 11
  • Autori: Conrad Jon Godly
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: ore 11-19

Comunicato stampa

Wunderkammer Visionnaire, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2017, è lieta di presentare Genesis, una mostra personale di Conrad Jon Godly.
Conrad Jon Godly divide il suo tempo tra la Svizzera e il Giappone. E dipinge. L’astrazione non è mai così lontana nei dipinti di Godly. Al contrario, gli sforzi incessanti dell’artista nel catturare l’essenza di ciò che è, o potrebbe essere, un paesaggio su tela, lo trovano inevitabilmente a rincorrere quello che è fondamentalmente uno stile astratto della pittura. Ridurre il suo soggetto all’essenziale richiede una limitazione alla propria libertà stilistica e compositiva

Ciò non comporta solamente un utilizzo del pennello limitato a pochi gesti. Questo processo di concentrazione può implicare una subordinazione dei colori, o la loro totale omissione.
In quest’ultimo caso, i risultati sono quadri monocromi, tendenti al bianco o al nero. Utilizzando una tecnica di pittu- ra radicalmente abbreviata, con la quale percorre la sua strada navigando a vista verso confini ai limiti della realtà, Godly riesce ad eliminare tutto ciò che considera superfluo e si discosta dal nucleo della sua dichiarazione artistica.
Questo metodo diventa più evidente quando le tele sono viste da molto vicino. Se l’ osservatore si avvicina abbastan- za ad una sua opera - a seconda del formato, la distanza dalla tela non deve essere nemmeno così tanto ravvicinata - il mondo della montagna si dissolve nelle sue sorprendenti componenti di colore e pennellate. Quello che, visto da una certa distanza, si fonde nel dipinto per formare una montagna con fianchi luminosi o scintillanti campi di neve e roccia, diventa, da vicino, una formazione crepata di strati e difetti di vernice, di cumuli di masse pastose e congelate di viscosa pittura a olio. Guardando questo accumulo di colore screpolato, ci vengono in mente processi geologici, che formano una topografia ben distinta sulla tela.
Spazio, luce, colore, forma. La composizione di Godly, esprime in maniera convincente la sensazione di nullità dell’essere umano nei confronti della dimensione e della maestosità del mondo della montagna. Questa sensazione si avverte negli strati di vernice, nella potenza del tratto e nel dinamismo che l’artista trasmette sulla tela. Questo modo di dipingere non è semplice pittura, ma possiede anche una dimensione spirituale.
Wunderkammer Visionnaire, on the occasion of Salone internazionale del mobile 2107, is glad to present Genesis, a solo show by Conrad Jon Godly.
Conrad Jon Godly divides his time between Switzerland and Japan. And paints. Abstraction is never far away in Godly’s paintings. On the contrary, the artist’s relentless efforts to capture the essence of what a landscape is or can be on canvas inevitably prompt him to resort to what is basically an abstract style of painting. Reducing his subject to the essential requires that he restrict his stylistic and compositional freedom. This leads not only to brush usage reduced to just gestures. This process of concentration may imply a subordination of the colours, or their omission altogether.
In the latter case, the result is monochrome paintings, limited to either black or white. Using a radically abbreviated pain- ting technique, with which he gropes his way to the outermost edge of the degree of reality, Godly manages to eliminate everything that deviates from the core of the artistic statement.
This method becomes more apparent when the canvases are viewed from extremely close up. If the viewer comes up close enough to a work – depending on the format, the distance to the canvas does not even have to be that small – the mountain world dissolves into its components of striking colour fields and brushstrokes. What when seen from a distance joins together to form a massif with glowing ridges, glistening snow fields and shaded rock falls is, from close up, a cran- nied formation of layers and faults of paint, of mounds of pastose, and frozen masses of viscous, oil paint. We are remin- ded of geological processes when viewing such cracked colour material, which forms a distinct topography on the canvas.
Space, light, color, form. Godly mountain composition convincingly express the experience of human nothingness vis-à- vis the size and grandeur of the mountain world. Such dept lies in the layers of paint, in the power and dynamism with which he applies it to the canvas. This painting is not merely peinture, but also has spititual dimensions.