comunicazione.guerriglia – Come mantenere la forma

Scafati - 15/11/2012 : 15/11/2012

Sette computer portatili, posti in maniera tale da assecondare particolarmente la planimetria dello spazio, modulano così un percorso ove il costante e regolare movimento sviluppato dalla forma geometrica piana che ciascuno di essi trasmette e rimato quanto radicalizzato, nel suo dinamismo, da martellanti tracce elettroniche, richiede allo spettatore una particolare prontezza di riflessi, inducendolo ad una sorta di ginnastica psichica e fisica che assecondi il suo “mantenimento della forma”.

Informazioni

  • Luogo: DISTURB
  • Indirizzo: Corso Nazionale 131 ( primo piano), 84018 - Scafati - Campania
  • Quando: dal 15/11/2012 - al 15/11/2012
  • Vernissage: 15/11/2012 ore 19
  • Curatori: Stefano Taccone
  • Generi: performance – happening, serata – evento

Comunicato stampa

Dopo la mostra pseudocollettiva e pseudoretrospettiva Chi vive muore, inauguratasi il 13 ottobre scorso presso l’Associazione culturale Art Tre di Salerno, ove Giovanni Franco riuniva eccezionalmente in un solo evento tutte le varie personalità artistiche con le quali si è presentato nel corso della sua trentennale carriera – secondo un’attitudine pressoché schizofrenica, ma anche aliena da ogni preoccupazione di riconoscibilità, fattore invece imprescindibile per il sistema mercantile dell’arte. Tale schizofrenia appare più che confermata qualora la mostra salernitana si ponga a confronto con la videoistallazione che, tornando alla prassi del singolo pseudonimo, propone per la serata di Di.st.urb

Sette computer portatili, posti in maniera tale da assecondare particolarmente la planimetria dello spazio, modulano così un percorso ove il costante e regolare movimento sviluppato dalla forma geometrica piana che ciascuno di essi trasmette e rimato quanto

radicalizzato, nel suo dinamismo, da martellanti tracce elettroniche, richiede allo spettatore una particolare prontezza di riflessi, inducendolo ad una sorta di ginnastica psichica e fisica che assecondi il suo “mantenimento della forma” intesa quale buon funzionamento della mente e del corpo, attraverso il “mantenimento della forma” proprio delle figure geometriche che, essendo brevi

loop, non mutano mai definitivamente le proprie sembianze, ma tornano sempre e comunque, nel giro di pochi secondi, al punto di partenza. Esse, non prive di una certa accezione paradossale, in quanto solitamente associate ad un’idea di staticità e persino di immutabilità, prendono così a somigliare quasi ad entità organiche – e l’organico, si sa, è il contrario del geometrico -, ad esseri dotati di respiro e di vita.



Di.st.urb. (Distretto di studi e relazioni urbane/in tempo di crisi), spazio dedicato alle arti visive annesso al circolo culturale Ferro3, si pone l’obbiettivo di attirare ed aggregare un ampio e diversificato gruppo, costantemente in fieri, di artisti, di critici e curatori, nonché di intellettualiafferenti ad altri ambiti e discipline interessati al confronto con i linguaggi dell’arte, adottando una prospettiva globale, ma prestando la massima attenzione anche al territorio. Prima ancora che area espositiva, funzione che pure gli è assolutamente propria, esso va dunque inteso come un cantiere in cui soggettività differenti per formazione e vocazione concorrono nell’articolazione di un discorso sempre suscettibile di nuovi apporti e sconfinamenti, ma anche costantemente fedele a due linee-guida ben definite. Esse sono sintetizzabili nei termini di un’arte come esercizio di strenua messa in questione della sua stessa natura, nonché come pratica votata al continuo confronto con la dimensione socio-politica, il che, allo stato attuale, si traduce inevitabilmente nell’intreccio con i nodi costituiti dai molteplici volti - economico, ecologico, politico, sociale – della crisi mondiale in corso, che è in definitiva crisi irreversibile dei paradigmi sui quali da oltre due secoli si fonda la civiltà occidentale.