Chiralità #2

Varese - 19/11/2011 : 12/12/2011

Chiralità è un’esperienza di scambio e di negoziazione dei saperi che ha preso avvio lo scorso ottobre a partire da un’installazione di Oppy De Bernardo realizzata, a cura di Jean Marie Reynier, presso i Sotterranei dell’Arte a Monte Carasso, Bellinzona (CH).

Informazioni

  • Luogo: RISS(E)
  • Indirizzo: Via San Pedrino 4 - Varese - Lombardia
  • Quando: dal 19/11/2011 - al 12/12/2011
  • Vernissage: 19/11/2011 ore 18
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: Tutti i giorni su appuntamento

Comunicato stampa

La chiralità è un paradosso: un'immagine speculare non sovrapponibile a se stessa. Articola e problematizza dunque l’immagine, anzi l’archetipo dello “Specchio”, cioè del doppio, del riflesso, del guardato che guarda.


Chiralità è un’esperienza di scambio e di negoziazione dei saperi che ha preso avvio lo scorso ottobre a partire da un’installazione di Oppy De Bernardo realizzata, a cura di Jean Marie Reynier, presso i Sotterranei dell’Arte a Monte Carasso, Bellinzona (CH)


Un gruppo di lavoro composto da quattro artisti -Ermanno Cristini, Barbara Fässler, Marzia Rossi, Lidia Sanvito-, un filosofo -Simone Frangi-, un critico d’arte -Alessandro Castiglioni-, si è misurato con le distorsioni spazio-temporali proposte dal lavoro di Oppy De Bernardo.
Assumendo questa questione dello sfasamento di spazio e tempo come nucleare e seminale, gli invitati hanno sviluppato un processo di lavoro autonomo e imprevisto, che ha generato una piattaforma aperta di confronto mettendo in campo la diversità delle competenze e dei punti di vista.
Il risultato di questo workshop e l’ulteriore sviluppo dei contributi sono ora esposti nello spazio di riss(e), come secondo momento dialogante, tappa di un percorso che troverà a dicembre un terzo momento di evoluzione all’interno di un appuntamento di ROAMING al Teatro Margherita di Bari.


In occasione di CHIRALITA’ parte seconda sabato 19 novembre sono previsti due ulteriori contributi che percorrono il tema dello sfasamento spazio-temporale:

- Metti una sera a pranzo, di Giancarlo Norese: alle 19 ora di Pechino, alle 12 ora italiana.
Giancarlo Norese a Pechino invita a cena, nello spazio di Za Jia, Alessandro Rolandi, Cecilia Freschini, Ambra Corinti, Julie Peters, Lin Jingjing, Sara Bortoletto e altri.
Ermanno Cristini invita a pranzo nello spazio di Riss(e) Oppy De Bernardo, Luca Scarabelli, Alessandro Castiglioni, Lidia Sanvito e altri.
In collegamento skype una chiacchierata sul futuro in tempi e spazi diversi ma uguali.

- Io sono preciso anche se gli altri non lo sanno, di Cesare Biratoni. Per tutta la giornata del 19 novembre Cesare Biratoni invierà da Barcellona una serie di immagini scattate con il cellulare, collegate direttamente ai suoi ricordi d’infanzia. I tempi dell’invio seguiranno i tempi di una camminata, di una “deambulazione”. Il contrasto tra l’utilizzo della tecnologia per trasmettere in tempo reale le immagini e l’impossibilità di comunicare l’esperienza del passato serviranno a creare uno scarto in grado di mettere in discussione l’efficacia dell’immagine stessa.

I sentieri si costruiscono viaggiando.
(Franz Kafka)


Non c’è etica senza riattribuzione del senso e non c’è senso senza ripensamento del valore del fare.
Riss(e) nasce così. Oggi la realtà è talmente cruda da non consentire perbenismi. Dunque un terreno di confronto fuori dai limiti.
E poi “Riss” in tedesco è “fessura”, “crepa”, “squarcio”; e dalla crepa entra la luce.
È valicando i limiti che si può riattribuire un senso al fare e più nello specifico al fare artistico.
Non è cosa nuova, ma forse ora assume il valore di un’emergenza imprescindibile.

Valicare i limiti è varcare i confini: è l’attitudine del viandante. Senza mappa, senza meta, senza ritorno; perché l’unica meta è il ricominciare ad andare via.
Riss(e) ha questo spirito. È uno spazio fisico solo accidentalmente perché non può essere “qui”. Riss(e) vuole essere piuttosto un “dovunque”, un “altrove”; una sorta di piattaforma che si sposta trovando nell’erranza la propria dimensione etica.

Riss(e) non è un project-space perché non ha una linea curatoriale organica. Propone “mostre”, anche ma non soprattutto, e vuole misurarsi con un continuo “fuori registro” ; quella condizione che deriva dalla consapevolezza che, abbandonata la mappa, non resta che stupirsi degli incontri.
Riss(e) raccoglie una disposizione al dialogo che ha fatto nascere altri progetti, come ROAMING, L’OSPITE E L’INTRUSO, DIALOGOS; diversi tra loro ma accomunati da un bisogno di confronto, in una dimensione relazionale che attraversa la domanda sul “che fare? “ un po’ con lo spirito dell’interrogativo di Leonardo da Vinci: “la luna, come sta la luna?”.

Ermanno Cristini


(Riss(e) è nata con il contributo ideale e di discussione di diversi “passanti”: Cesare Biratoni, Sergio Breviario, Alessandro Castiglioni, Giancarlo Norese, Vera Portatadino, Luca Scarabelli.

Oggi, nella sua fase di avvio, sta incrociando altri “passanti”, tra cui: Marion Baruch, Antonio Catelani , Viviana Checchia, Francesca Marianna Consonni, Simone Frangi, Cecilia Guida, Patrick Gosatti, Erika La Rosa, Francesco Mattuzzi, Metamusa, Giovanni Morbin, Chiara Pergola, Cesare Pietroiusti, Jean Marie Reynier, Lidia Sanvito, Noah Stolz.
In attesa dei prossimi. )