Boundary Issues

Roma - 01/02/2017 : 01/04/2017

La mostra collettiva Boundary Issues indaga il concetto di “confine” attraverso i lavori di una particolare generazione di artisti, nati tra il 1950 e il 1965, che hanno spinto la loro ricerca ai limiti del minimalismo pittorico ripensando il rapporto dell’opera con lo spazio e l’effetto che l’ambiente ha su di essa e, al tempo stesso, esplorando la materialità e il carattere plastico della superficie pittorica.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra collettiva Boundary Issues indaga il concetto di “confine” attraverso i lavori di una particolare generazione di artisti, nati tra il 1950 e il 1965, che hanno spinto la loro ricerca ai limiti del minimalismo pittorico ripensando il rapporto dell’opera con lo spazio e l’effetto che l’ambiente ha su di essa e, al tempo stesso, esplorando la materialità e il carattere plastico della superficie pittorica.

Il lavoro di Simon Callery esplora le qualità fisiche della pittura come modo per riflettere e rispecchiare l’esperienza materiale del paesaggio e dello spazio circostante

La sua pratica si basa sullo sviluppo di metodi alternativi rispetto alle convenzioni artistiche stabilite, mettendo in risalto gli aspetti materiali dell’arte contemporanea. Invece di esporre dipinti nel senso classico e acquisito del termine, i lavori di Callery presentano diversi elementi innovativi e singolari quali spazi vuoti e multistrati spessi che illustrano la sua volontà di esplorare i confini dell’arte.

Il modus operandi di Maria Morganti consiste nel ripetuto e reiterato gesto del dipingere. La sua pratica si basa sull’esperienza del colore inteso come entità fisica, come traccia del tempo e dell’esistenza. Ogni
giorno uno strato di colore viene steso sulla tela o su carta come fosse un diario, una stratificazione di pensieri, emozioni e memorie evocante altre realtà e altri spazi reali o immaginari.

L’esperienza come atto cognitivo attraverso i diversi mezzi e processi dell’arte, la variazione della percezione e la formazione di un proprio punto di vista sono gli elementi fondamentali dell’opera di Paolo Parisi. Egli pratica l’astrazione pittorica per riflettere sui meccanismi della visione e realizza monocromi per creare un’esperienza fisica trasformando la dimensione architettonica e stabilendo nuove relazioni tra contenuto e contenitore.

Marco Tirelli è noto come pittore d’immagini geometriche che emettono luce mediante una misteriosa luminosità. Le immagini raccolte raffigurano forme essenziali, in cui l’oggetto fisico diventa un pretesto per attraversare il confine tra luce e ombra, creando cosi un rapporto metafisico con lo spazio: l’architettura si espande e diffonde fino a scomparire in un illusorio monocromo che avvolge lo spettatore. Le opere di Tirelli creano un’ambiguità tra illusione e realtà e indagano il concetto di confine nelle sue diverse accezioni.

All'inizio degli anni Ottanta Gerwald Rockenschaub è stato associato alla tendenza Neo-Geo, abbreviazione di neo geometric conceptualism, termine nato per definire il lavoro di diversi artisti che condannavano il modernismo e la civiltà tecnologica contemporanea. Nonostante il lavoro di Rockenschaub non possa essere inserito all’interno di un unico stile, le sue animazioni, i suoi pittogrammi, le sue installazioni rimandano tutte al modernismo e ai fenomeni della cultura contemporanea.

The group show Boundary Issues investigates the concept of “boundary” through the work of a particular generation of artists born between 1950 and 1965 who pushed their research off to the thresholds of pictorial minimalism, by thinking back on the relationship between the work and the space, and the effect the environment brings on it, and at the same time, by exploring the pictorial surface’s materiality and plastic feature.

Simon Callery’s work explores the physical qualities of painting as a way of reflecting the experience of
the material landscape and of the surrounding space. His approach to art is based on developing alternatives to established conventions by exalting and highlighting the material aspects of contemporary art. Rather than displaying paintings in the finished sense that most people think of, Callery’s works present different elements as thick layers, voids and multi-layered surface which illustrate well his will to explore the boundaries of art.

Maria Morganti’s works are about the endlessly repeated gesture of painting. Her practice focuses on the experience of colour understood as substance and trace of time and existence. One colour a day, which the artist often relates to other realities, other spaces, real or imaginary, and which is layered and smeared on the canvas, board or paper, just like thoughts, emotions and memories.

Experiencing art as a cognitive act through its various materials and processes, the variation of perception and the formation of a personal point of view are fundamental elements in Paolo Parisi’s work. He has explored abstract painting to reflect on ways of seeing and has used monochrome to create a physical experience, transforming architectural space and establishing a new relation between the container and its contents.

Marco Tirelli is known as a painter of geometric images which glow with a mysterious lightness. The images he stores are of essential forms in which the physical object becomes an excuse to cross the border between light and shadow, thus creating a metaphysical relationship with space: here architecture expands until it disappears in an illusory monochrome that envelops the viewer. Tirelli’s works create ambiguity between illusion and reality and investigate the concept of limen in its various meanings.

At the beginning of the Eighties Gerwald Rockenschaub has been associated with Neo-Geo, short for neo-geometric conceptualism, which is a term that emerged in the 1980s to unify the varying work of artists who criticized the mechanisation and commercialism of the modern world. Although Rockenschaub's art cannot be simply categorised in any particular style, his animations, paintings based on signs, pictograms, foil pictures and site-related installations, refer in equal measure to ideas of modernism and to phenomena of everyday culture.

Dialoghi sul confine. Cinque artisti a Roma

Galleria 1/9 Unosunove, Roma – fino al 18 marzo 2017. La galleria capitolina ospita una conversazione sul tema del confine. Mettendo in campo linguaggi artistici differenti e complementari.