Bilico

Casso - 15/09/2012 : 28/10/2012

Bilico è la prima esposizione d'arte contemporanea che Dolomiti Contemporanee realizza nel Nuovo Spazio espositivo di Casso, l'ex scuola elementare della frazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Bilico,
un'esposizione d'arte contemporanea per l'avvio del Nuovo Spazio di Casso come motore
creativo per il territorio.
Casso, ex scuole elementari, 15 settembre-28 ottobre 2012.
Bilico è la prima esposizione d'arte contemporanea che Dolomiti Contemporanee realizza nel
Nuovo Spazio espositivo di Casso, l'ex scuola elementare della frazione, che il prossimo 15
settembre riaprirà, dopo quasi 50 anni dalla tragedia del Vajont, con un'idea nuova, che guarda al
futuro


L'arte contemporanea, e la cultura tutta infatti, laddove i progetti siano ben strutturati, possono
rappresentate un'opzione vitale, opponendosi alla stagnazione ed all'inerzia che talvolta
avviluppano e imprigionano i luoghi segnati da eventi gravi (ma non solo quelli).
L'arte e la cultura possono possono fornire impulsi reali, agendo come un motore e contribuendo
concretamente a stimolare e riattivare il territorio.
Nella mostra bilico, alcuni concetti tradizionali, legati all'ambiente ed alla cultura della montagna,
vengono declinati e rivisitati criticamente: lo sguardo contemporaneo fornisce uno stimolo
rinnovativo, che si oppone all'uso stereotipo delle specificità, che sono risorse. L'uso, metaforico e
fisico, di concetti forti (roccia, verticalità, montagna, equilibrio), serve a sottolineare il valore
universale di queste specificità, così fortemente legate ad un contesto territoriale che fornisce
stimoli autentici ad alternativi.
Il titolo di questa prima mostra prende origine dalle caratteristiche, fisiche e storiche, di questo sito
particolare. La frazione di Casso, così arroccata, su un versante inclinato, sembra già in sé stessa
un luogo in bilico, dall'equilibrio instabile. Un luogo sospeso, nello spazio, e anche nel tempo.
Sospeso tra l'oggi, e la necessità di immaginare un domani plausibile, tra il futuro e il passato,
segnato dal terribile evento del '63. Anche nella propria storia, Casso è dunque in bilico. L'edificio
dell'ex scuola elementare, sembra riprendere oggi, nell'architettura rinnovata, questo tema, questa
difficile ricerca d'un equilibrio, e di un'identità che non corrisponda solo alla memoria della tragedia,
che nessuno può e vuole dimenticare, ma che non deve divorare il presente. La storia non è
cristallizzazione, la storia testimonia della vita, e fluisce, come la vita. Il Nuovo Spazio di Casso è
un'occasione, di riflessione, d'azione, per questo luogo, da questo luogo. La passerella superiore è
un ponte, che sposta il baricentro dell'edificio, trascinandolo e proiettandolo, magneticamente,
verso la frana immane del Monte Toc. La stabilità dell'edificio, massiccio e stereometrico, è
continuamente messa in crisi dalla sua stessa collocazione, dal rapporto con i formidabili elementi
esterni, la frana, la diga, l'eco della tragedia, l'ambiente naturale forte, l'isolamento.
Bilico è una riflessione su questo stato d'equilibrio, e sul destino possibile di un luogo tanto
caratterizzato e segnato, che da oggi vuole aprirsi all'esterno, e non chiudersi su sé stesso.
Dolomiti Contemporanee è un progetto che mette in rete l'arte contemporanea, il contesto
dolomitico, e gli spazi dismessi, riaprendoli con un'azione culturale tesa alla rivitalizzazione. Alla
base del progetto vi è dunque un rifiuto culturale del concetto di chiusura, e una forte volontà di
reazione propositiva. Ciò porta ad operare in location periferiche e decentrate (Sospirolo, Taibon
Agordino, Casso), su siti dal grande potenziale. Il livello dell'attività artistica, e la la rete di soggetti,
coinvolti, istituzionali, pubblici e privati, conferiscono al progetto un'apertura nazionale ed
internazionale. Le specificità, ambientali, territoriali, culturali, sono spinte e proiettate fuori dal
contesto locale, e condotte, grazie anche ad un'azione di comunicazione decisa, all'interno di un
network aperto, globale.
Gianluca D'Incà Levis, ideatore e curatoro di Dolomiti Contemporanee