Benjamin Royaards – Sguardi
Seconda mostra personale del pittore fiammingo Benjamin Royaards a Bergamo.
Comunicato stampa
Era circa un anno fa quando ci siamo ritrovati per assistere alla nascita di un nuovo pittore, Benjamin Royaards, e scoprire le sue prime tele. E non siamo rimasti delusi, tutt’altro. Se era un esordio, portava già con sé tutti i segni di una voce autentica e riconoscibile. Verità, realismo, ma anche gioia, empatia e umorismo, tutti ingredienti che fanno di un dipinto un’opera viva e coinvolgente.
Oggi, a distanza di un anno, ritroviamo Royaards per vedere insieme la strada che ha percorso, scoprire le sue opere più recenti e, magari, intuire le nuove direzioni del suo lavoro, già in parte anticipate da tre opere presentate dalla Galleria Ceribelli nella primavera scorsa.
Royaards non si è fermato ai primi risultati, al contrario, incoraggiato dall’accoglienza calorosa del pubblico, ha continuato a dedicarsi con grande energia alla pittura cercando ogni volta di restituire nel modo più autentico ciò che vede, ciò che sente e ciò che lo affascina.
È una vera gioia constatare come le promesse racchiuse nelle sue prime opere siano rimaste intatte e, allo stesso tempo, siano cresciute insieme a lui. Il tratto, già sicuro nella sua spontaneità, si è fatto ancora più saldo; i volumi e le sfumature sono più raffinati, conferiscono maggiore consistenza ai soggetti e ne accentuano il realismo. La composizione si fa più audace e il controllo dell’immagine più maturo, senza perdere quella naturalezza che appartiene al suo modo di dipingere.
Se l’anno scorso il visitatore era accolto da un delizioso bambino dall’espressione seria, incoronato di fiori, quest’anno è una giovane adolescente, dallo sguardo profondo, insieme rivolto all’interiorità e proteso verso il futuro, che emerge da un ampio manto rosso e invita il visitatore a entrare nel Centro Culturale San Bartolomeo per condividere gli SGUARDI di Benjamin Royaards.
Ancora una volta restiamo colpiti da questi personaggi, colti nei gesti semplici della loro quotidianità, con una straordinaria autenticità e un’empatia che sfiora la tenerezza. Benjamin dona loro una presenza che va oltre il momento rappresentato, come se riuscisse a fermare sulla tela qualcosa della loro vita. Così vediamo un anziano signore con un simpatico berretto giallo che passeggia con il suo bassotto; un intellettuale distratto che tenta invano di accendersi una sigaretta; oppure un automobilista che si smarrisce davanti alla complessità di un moderno parchimetro. Il ricorso ai grandi formati rende queste figure ancora più presenti.
Si noterà inoltre, quest’anno, la comparsa di nature morte e paesaggi, anch’essi permeati dalla stessa spontaneità e sempre orientati all’essenziale. Così, nella seconda sala, in fondo a destra, il visitatore è invitato a intraprendere un viaggio nel cuore dell’Engadina. Circondato da montagne possenti, sulle quali Hermann Hesse sogna e riflette, accompagnato dall’immancabile carrozza a cavalli, rimane affascinato, proprio come quel piccolo gruppo di passeggiatori che contempla una Natura capace, nello stesso tempo, di avvolgere l’uomo e di elevarlo.
È forse proprio qui che si intravede una nuova direzione nel lavoro di Benjamin Royaards. Se all’inizio la sua pittura sembrava nascere soprattutto dal desiderio di comprendere e raccontare l’essere umano, oggi quello sguardo sembra allargarsi alla Natura e al rapporto dell’uomo con essa.
Benjamin Royaards sembra essere approdato alla pittura per un desiderio profondo: esprimere la sua comprensione dell’essere umano e, attraverso la pittura, condividere il modo in cui guarda il mondo. Oggi il suo pennello è più sicuro e la sua capacità di costruire lo spazio della tela è cresciuta, ma ciò che colpisce è che rimane intatta la gioia di guardare, di scoprire e di dipingere.
Ed è su questa strada, ancora tutta da percorrere, che continueremo a seguirlo con curiosità e con entusiasmo.
Arlette Brunel-Frosio