A Torino riapre la Basilica Mauriziana. Restaurato il grande affresco ottocentesco da 300 figure a 40 metri d’altezza
Si è concluso il cantiere costato oltre 600mila euro per il recupero dell’affresco 'Trionfo della Croce' di Paolo Emilio Morgari. Dal 25 ottobre 2026 la chiesa torna ad accogliere i fedeli, mentre dal 2027 riprenderanno le visite guidate. Tutte le informazioni
Nel cuore del centro storico di Torino, a pochi passi dalla Galleria Umberto I, la Basilica Mauriziana in Via Milano 20si prepara a riaprire le proprie porte dopo sette anni di chiusura. Un intervento di restauro ha restituito leggibilità agli oltre 500 mq di pittura che decorano la cupola, riportando in primo piano uno dei cicli pittorici ottocenteschi meno accessibili della città. La riapertura segna una nuova fase per un edificio che intreccia storia religiosa e architettonica sabauda, con l’obiettivo di renderne più accessibile il patrimonio artistico alla comunità.
Il restauro della cupola della Basilica Mauriziana a Torino
Chiusa dal 2019, il cantiere ha richiesto un investimento superiore ai 600mila euro, finanziato per il 60% dalla Fondazione Ordine Mauriziano. I lavori, condotti a circa quaranta metri d’altezza, hanno permesso di recuperare oltre trecento figure dipinte nella cupola e nel tamburo dell’aula. Il protagonista dell’intervento è il Trionfo della Croce, realizzato da Paolo Emilio Morgari (Torino, 1815–1882) tra il 1858 e il 1859, un ciclo che ha ritrovato leggibilità cromatica e compositiva dopo i danni subiti nel corso del tempo, a cui si aggiungono quelli provocati dai bombardamenti del 1943.
Il programma di riapertura
La riapertura ufficiale è prevista per domenica 25 ottobre 2026 con l’evento Armonie in Basilica, una giornata che mette in dialogo il recupero del patrimonio storico artistico e la tradizione musicale. Il programma prevede alle 16 la visita guidata Memoria e Contemporaneità: la storia e l’anima della Basilica Mauriziana nel cuore della città (già al completo), seguita alle 17 dalla presentazione degli interventi di restauro e delle prospettive di valorizzazione dell’edificio. Alle 17.30 è la musica a segnare il ritorno della Basilica alla vita culturale della città con il concerto Musica alla corte del Palatinato. Johann W. A. Stamitz e la Scuola di Mannheim, affidato all’Orchestra Barocca dell’Accademia di Sant’Uberto e ai suoi corni da caccia. In programma quattro sinfonie di Johann Wenzel Anton Stamitz, Franz Xaver Richter e Ignatz Holzbauer, compositori legati alla cappella musicale di Mannheim. Sotto la guida di Stamitz, la scuola di Mannheim contribuì a rinnovare il linguaggio orchestrale del Settecento, introducendo una scrittura fatta di contrasti dinamici, dialoghi tra archi e fiati e una nuova concezione della sinfonia, destinata a influenzare profondamente lo sviluppo della musica strumentale europea.
Infine, alle 19, è attesa la messa domenicale, celebrata da Paul Ndè, rettore dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro. Mentre dal 2027 sono in programma visite guidate nell’ambito del progetto Passepartout, promosso dalla Fondazione Ordine Mauriziano per accompagnare il pubblico alla scoperta di luoghi e spazi normalmente poco accessibili.
La storia della Basilica Mauriziana
Le origini della Basilica Mauriziana risalgono al Medioevo, sulle ceneri di quella che era una chiesa romanica documentata nel 1207 e dedicata a San Paolo. Alla fine del Cinquecento, l’Arciconfraternita della Santa Croce ne promosse il recupero, avviando una trasformazione che sarebbe proseguita nei secoli successivi. Nel 1678 l’architetto Antonio Bettino, già collaboratore di Guarino Guarini, intervenne sull’edificio introducendo la grande cupola ellittica che caratterizza ancora oggi lo spazio interno. Nel 1728, per volontà di Vittorio Amedeo II, la chiesa passò all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e all’Arciconfraternita, assumendo il titolo di Basilica magistrale dell’Ordine. L’anno successivo Filippo Juvarra ridisegnò la facciata nell’ambito delle trasformazioni urbanistiche della zona; l’attuale prospetto è invece frutto dell’intervento ottocentesco di Carlo Bernardo Mosca, datato 1836. Oltre alla cupola affrescata, l’edificio conserva opere e arredi di interesse storico e artistico, tra cui le statue lignee attribuite a Perrucca presso l’altare maggiore, il pulpito e i confessionali eclettici progettati da Carlo Ceppi, nonché una singolare macchina processionale settecentesca in cartapesta raffigurante la Resurrezione, realizzata da Francesco Ladatte.
Un cantiere ancora aperto e nuove prospettive di visita
La riapertura non coincide con la conclusione definitiva del percorso di recupero della Basilica. Restano da affrontare il restauro della cupola del coro, le cappelle laterali, i pennacchi e la cripta sottostante, luogo di sepoltura che custodisce le spoglie di membri della famiglia Savoia e dell’Arciconfraternita. È inoltre prevista una raccolta fondi da 70mila euro per il recupero dell’organo, alla quale potranno contribuire anche i cittadini. Un progetto di recupero che la Fondazione Ordine Mauriziano intende accompagnare anche attraverso il progetto Passepartout, già sperimentato nel settembre 2024 con visite eccezionali sui ponteggi, fino a 40 metri d’altezza, per osservare da vicino gli affreschi prima del restauro.
Armonie in Basilica
Basilica Mauriziana, Via Milano 20, Torino
Domenica 25 ottobre 2026, dalle 16 alle 19.
Ingresso libero e gratuito per tutti gli appuntamenti
Per info e prenotazioni
https://www.ordinemauriziano.it/basilica-mauriziana/eventi/armonie-in-basilica
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati