Sembra un parco sospeso ma è un nuovo ospedale pubblico di Milano. L’anteprima

Siamo entrati nel nuovo Padiglione Sforza del Policlinico della Ca' Granda assieme all'architetto Stefano Boeri: 7mila metri quadrati di verde fra orti, percorsi riabilitativi e un teatro all’aperto

“Siamo sospesi a 25 metri dalla città, senti che silenzio”. Stefano Boeri (Milano, 1956) indica il grande giardino che sta prendendo forma sopra uno dei corpi del Policlinico, nel centro di Milano. Settemila metri quadrati, quasi un campo da calcio, appoggiati sulla copertura del nuovo Padiglione Sforza. Durante la nostra visita gli operai lavorano ancora alle aiuole, ma gli alberi sono già al loro posto pronti a crescere (“pur non essendo ovviamente in piena terra, hanno parecchia terra per prosperare“). La misura del progetto si capisce così: dalle camere dell’ospedale i degenti di cardiologia e, soprattutto, maternità e pediatria potranno godersi un paesaggio, con sentieri, arbusti, teatri di verzura e luoghi di sosta.

Il giardino pensile del nuovo Policlinico di Milano

Il disegno si sviluppa attraverso grandi aiuole circolari, lievi collinette, prati e gruppi di alberi. I percorsi collegano ambienti pensati per usi diversi, mentre altre fasce di vegetazione corrono lungo il perimetro del corpo centrale. Boeri spiega che anche le camere ai livelli inferiori devono avere un affaccio sul verde e infatti il giardino, come uno ziqqurat, ha dei gradoni verdi che scendono verso il basso. La grande area verde, insomma, entra nella quotidianità di chi può passeggiare e di chi deve rimanere a letto. Le fioriture cambieranno colore durante l’anno: una specie di calendario vegetale per chi dovrà trascorrere qui settimane. Il progetto della degenza passa anche da questa attenzione oltre che dai dettagli degli interni. È brutale dirlo, ma il Policlinico di Milano sta per far esordire dei padiglioni più belli di qualsiasi clinica privata di lusso.

I nuovi tre corpi progettati da Boeri Studio (all’epoca composto da Stefano Boeri, Giovanni La Varra e il compianto Gianandrea Barreca) sono realizzati al posto di 11 padiglioncini preesistenti che sono stati demoliti generando una grande razionalizzazione e nuovi spazi pubblici, strade, passaggi, connessioni tra pezzi del quartiere. Ma se negli edifici laterali (quelli verdi e neri) ci sono i reparti, cosa c’è sotto questo giardino sospeso tutto avvolto da una lamiera bianca? Sotto questa superficie lavora la parte tecnologica dell’ospedale. “Il giardino pensile nasconde la grande ‘sala macchine’ dell’ospedale, l’insieme di macchinari e impianti che garantiscono l’efficienza ospedaliera e la continuità del servizio”, spiega Giovanni La Varra (Milano, 1967). Il verde serve dunque anche a schermare gli impianti e a mitigarne il rumore.

Un teatro di verzura e gli orti officinali della Ca’ Granda

Passeggiando con Boeri, il programma prende consistenza. Ci sono le aree per lo yoga e la meditazione, la ginnastica all’aperto, la lettura e la pet therapy. Ai piccoli pazienti è destinata una zona protetta, collegata alla pediatria. I percorsi riabilitativi avranno pavimentazioni e difficoltà differenti, calibrate sulle esigenze di chi li utilizzerà.

Poi c’è il teatro di verzura. “Qui ci sarà una pergola, una piccola pedana e questo è uno spazio per eventi musicali, presentazione di libri”, racconta Boeri durante il giro.

Gli orti riprendono invece la tradizione del Giardino dei semplici, realizzato dal Policlinico nel 1641 per coltivare piante destinate alla preparazione dei farmaci. Ginkgo, salice, ginepro, valeriana, aloe e camomilla riportano questa storia dentro un paesaggio contemporaneo, pensato per accompagnare le terapie e il recupero dei pazienti.

Boeri Studio e l’ospedale che avvolge il paziente

Il Padiglione Sforza nasce dal lavoro dell’ATI guidata da Techint, con Boeri Studio – Stefano Boeri, il recentemente scomparso Gianandrea Barreca (Genova, 1969–2026) e Giovanni La Varra – e LAND di Andreas Kipar per il paesaggio. Parliamo come già accennato di due edifici di sette piani e un corpo centrale riuniscono oltre 800 posti letto e funzioni prima sparpagliate. La mitica clinica Mangiagalli (dove nascono moltissimi milanesi) si sposterà di fatto qui, lasciando liberi per nuovi utilizzi i padiglioni storici. Il giardino sta proprio sopra il volume che ospita sale operatorie, sale parto e diagnostica. “Non ci dimentichiamo che visti i tempi delle costruzioni in Italia il progetto lo abbiamo pensato esattamente vent’anni fa. Però siamo stati bravi durante gli anni a tenerlo aggiornato“, spiega Boeri tra lo sconfortato e l’orgoglioso…

“Il nuovo padiglione riprende il carattere di un unico grande ospedale com’era la Ca’ Granda rinascimentale. Il paradigma novecentesco per cui a una patologia debba corrispondere un padiglione non ha più senso alla luce dei recenti progressi della medicina. Il paziente torna al centro, un unico grande edificio che ‘avvolge’ il paziente e lo osserva da tanti punti di vista”, spiega ancora La Varra. Ricordandoci che il tutto si sta realizzando nell’ambito di una istituzione pluri secolare come la Ca’ Granda, un autentico connettore trasversale ambrosiano di culture, impegno, mecenatismo e cura. Dal Quattrocento.

Una galleria pubblica attraverserà il Policlinico

Il rapporto con Milano comincia al piano terra: una galleria pubblica di oltre 1.500 metri quadrati collegherà Via Francesco Sforza a Via della Commenda, con accessi, servizi e spazi di incontro. “Una piazza nuova che non esisteva”, la definisce Boeri mentre la percorriamo: ai lati si stanno allestendo street food, ristorantini, librerie. Non saranno solo di servizio a ospedalizzati e visitatori, ma si tratterà di un nuovo pezzo di città.

Il giardino avrà una fruizione legata anzitutto a pazienti e operatori, con occasioni di apertura alla città. Una è già annunciata: domenica 25 ottobre, dalle 15 alle 19, l’Open Day consentirà di visitarlo entrando da Via della Commenda 16, senza prenotazione. Ancor prima della fine dei lavori la Ca’ Granda rinnova il suo rapporto con Milano. Basti pensare che gran parte di questo enorme cantiere è stato realizzato in autofinanziamento, grazie ad un’istituzione che da centinaia di anni acquisisce lasciti e donazioni.

Stefano Boeri e il Policlinico di Milano
Stefano Boeri e il Policlinico di Milano

Il patrimonio della Ca’ Granda torna alla città

Gli immobili ricevuti in dono dall’ente e confluiti nel fondo di housing sociale contribuiscono alla costruzione dell’ospedale e, ricorda il presidente Marco Giachetti, alla disponibilità di 650 alloggi convenzionati. Una nuova destinazione per il patrimonio dei benefattori della Ca’ Granda.

“Restituiamo con questo progetto ai milanesi quanto ci è stato dato nei secoli in maniera innovativa e unica”, ci dice Giachetti cogliendo a pieno la peculiarità di questa istituzione. Il quadro economico ha richiesto anche un recente intervento regionale da 102 milioni che deve essere ancora completato per ultimare tutto il progetto. Intanto, sopra le sale operatorie, si piantano alberi, piantine, cespugli e prati in attesa dell’inaugurazione definitiva a primavera del 2027.

Massimiliano Tonelli

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Massimiliano Tonelli

Massimiliano Tonelli

È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a…

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