Antonello Morsillo – Svestiti di carne

Torino - 29/05/2014 : 14/06/2014

Il titolo di questa personale, omaggia filosofi, scrittori, scienziati, attivisti, liberi pensatori smembrati nel loro corpo da altrettanti uomini che avrebbero voluto cancellarne le tracce!

Informazioni

  • Luogo: BIBLIOTECA CIVICA - VILLA AMORETTI
  • Indirizzo: Via Filadelfia 205 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 29/05/2014 - al 14/06/2014
  • Vernissage: 29/05/2014 ore 17,30
  • Autori: Antonello Morsillo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì 15.00 - 19.45; martedì – venerdì 8.15 – 19.45; sabato 10.30 – 17.50 domenica chiuso
  • Biglietti: ingresso libero
  • Sito web: www.antonellomorsillo.eu

Comunicato stampa

La Città di Torino, le Biblioteche civiche torinesi, presentano la personale di Antonello Morsillo: Svestiti di carne. Il titolo di questa personale, omaggia filosofi, scrittori, scienziati, attivisti, liberi pensatori smembrati nel loro corpo da altrettanti uomini che avrebbero voluto cancellarne le tracce! E’ come se i loro corpi fossero stati svestiti di quegli abiti che li hanno connotati perché emblema di una minaccia; senza le vesti dell’indifferenza e dell’omertà diventano come vesti logore da dismettere


Nel corso dei secoli si è assistito a veri e propri massacri: da Ipazia letteralmente fatta a pezzi da parte a parte da una folla di cristiani, qui rappresentata incinta quale madre della scienza, a Pier Paolo Pasolini, massacrato da un “ragazzo di vita” in concorso con ignoti, prospetticamente dipinto con le braccia aperte a simulare un volo dalla sua “crocifissione”. Da Giordano Bruno che nella tela è senza la bocca, ma con insenature che sembrano ridargli il verbo, a Sophie Scholl raffigurata con una rosa bianca in bocca irta di filo spinato! Senza dimenticare, fra gli altri, Federico Garcia Lorca, Benazir Bhutto, Matthew Shepard, Don Pino Puglisi, Gandhi.

Antonello Morsillo si Diploma a Roma in grafica pubblicitaria, disegno e pittura.
Le sue opere, definite suridealiste perché esprimono fervori sociali all'interno di scenari onirici, nascono dal disegno a mano libera e vengono dipinte sulla tela con pigmenti ed acrilici. Le particolari fessure, ispirate alle “macchie” di Rorschach, piccoli squarci che si stagliano dall’immagine rappresentata e la “perforano” in profondità, suggellano la sua identità artistica. La sua urgenza è quella di dipingere concetti con connotati sociali perché ritiene che non si finisce mai di imparare da chi si è distinto per profondità umana! Dopo l’esperienza quadriennale con la SonyBmg, sono numerose le opere apparse sulle copertine dei cd, dei libri e delle riviste su personaggi come Mina, Milva, Patty Pravo, Rettore, Luigi Tenco, Daria Nicolodi, Scialpi e Renato Zero. Nel 2007, con la mostra, Cinemorfismi le maschere della follia sul grande schermo, comincia la sua indagine che fonde gli ideali alla tecnica surrealista. Qui indaga nelle ossessioni e nelle paure di personaggi folli del cinema come Sebastian Venable, Baby Jane e Norma Desmond . Una riflessione maturata anche dopo il Master sulla lettura strutturale del film conseguito a Roma. Nel 2009 partecipa ad una collettiva a New York. Nel 2011 con la personale Svestiti di carne i martiri del pensiero la grafica lascia il posto alla pittura. L'omaggio è qui rivolto a filosofi, scrittori, scienziati, attivisti, smembrati nel loro corpo da altrettanti uomini che avrebbero voluto cancellarne le tracce. Con la mostra Sfigurati dal mouse al pennello, nel 2012, festeggia dieci anni di attività artistica. Nel 2013 presenta alcune opere edite e inedite, nella personale Anto/Logica, in seguito al grande interesse suscitato dalla tela MINACCIA, in copertina alla rivista Raropiù di ottobre dedicata a Mina. Secondo l’autore anche un’icona musicale può con il solo sguardo e una smorfia sottolineare la minaccia che questi tempi rappresentano. E’ un ulteriore segmento che identifica la personalità di questo autore il quale dopo la Laurea in Lettere perfeziona a Roma i suoi studi presso la Scuola Vaticana di Biblioteconomia. Ritiene infatti che le sue creazioni artistiche possano fondersi alla comunicazione propria di un operatore culturale; ruolo che da anni svolge nella Capitale.