Anne Goyer – Exodus #2016

Napoli - 27/01/2018 : 27/02/2018

La mostra disegnata dell'artista francese, presentata ufficialmente per la prima volta in assoluto in Italia, vuole evocare l'episodio dell'Exodus, attraverso installazioni di tre ritratti con polvere di grafite su carta (di 150 * 220) accompagnati da testimonianze audio degli attori del movimento di solidarietà legati alla fermata della nave Exodus1947.

Informazioni

  • Luogo: PIO MONTE DELLA MISERICORDIA
  • Indirizzo: Via Dei Tribunali 253 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 27/01/2018 - al 27/02/2018
  • Vernissage: 27/01/2018 ore 10
  • Autori: Anne Goyer
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 27 gennaio, in occasione della "Giornata della memoria", fino al 27 febbraio 2018.

Comunicato stampa

Martedì 23 gennaio 2018, alle ore 11:00, presso Pio Monte della Misericordia, in via dei Tribunali n° 253, si terrà la conferenza stampa di presentazione di "Exodus #2016" di Anne Goyer. La mostra disegnata dell'artista francese, presentata ufficialmente per la prima volta in assoluto in Italia, vuole evocare l'episodio dell'Exodus, attraverso installazioni di tre ritratti con polvere di grafite su carta (di 150 * 220) accompagnati da testimonianze audio degli attori del movimento di solidarietà legati alla fermata della nave Exodus1947



Motivo principale del lavoro, è la volontà di trovare un modo, senza precedenti, di rafforzare la solidarietà e la fraternità delle donne e degli uomini il cui vissuto non si dimentica. Valori che acquisiscono ancora più forza in questo luogo, poiché espressi già all'interno della storia del Pio Monte della Misericordia e, in particolare modo, nel capolavoro di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, "Sette opere di misericordia" (esposto dal 1606-7 nella chiesa del sito di via dei Tribunali e da qui mai spostato).

"Catturare la memoria dal loro sguardo è anche sollevare il nostro verso una apprensione umile e rispettosa della storia". Cercando di elevare l'emozione di fronte al potere della memoria, Anne Goyer riattiva un episodio di punta della storia che riporta indietro di circa settant'anni. Ritrova in quelle macerie, materiali e spirituali, un intero continente, ossia l'umanità. E la trasforma in una tela di testimonianze.

Lavorate con nuove tecniche artistiche, le opere saranno visitabili al pubblico dal 27 gennaio, in occasione della "Giornata della memoria", fino al 27 febbraio.

Nel 2010, infatti, l'artista ha scoperto il bitume, prima nella sua forma industriale, poi nella sua forma naturale. Questo singolare materiale diventerà l'elemento centrale della sua tecnica grafica. Dopo numerose mostre pubbliche della regione PACA (Teatro di Avignone nel 2013, Nana progetto sul Porto Vecchio di Marsiglia nel 2013 - Patrocinio RAZEL BEC ...), Goyer ha lavorato sullo sviluppo di un sistema di polvere (disegni interviste in grafite e audio) sull'episodio dell'Esodo nel 1947 per i 150 anni della città di Port-de-Bouc (Bouches du Rhône).
Per l’occasione dell’inaugurazione, sarà rimesso al Pio Monte della Misericordia un disegno al bitume della faccia di Cristo, creato per l’evento, che integrerà la collezione contemporanea permanente. Si tratta di una delle tecniche dell’artista sviluppata dal 2010 col Centro Nazionale di Ricerca Scientifica Francese che consiste nel far apparire un blu luminoso senza addizione di nessun pigmento.

Alla conferenza stampa interverranno: Alessandro Pasca Di Magliano, Soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Anne Goyer, artista francese, Maurizio Burale, Responsabile eventi e visite guidate del Pio Monte della Misericordia.

Storia - Tornando in questo scenario storico, con il Trattato del 1947, si ricorda come l'Italia perdeva definitivamente tutti i territori conquistati durante la guerra, le colonie e le zone della Venezia-Giulia e Dalmazia. Città come Fiume, Ragusa e Zara passavano così alla Jugoslavia mettendo migliaia di persone di fronte a una brusca virata della storia che li obbligava a porsi un semplice, drammatico e lacerante interrogativo: restare nelle proprie case e diventare jugoslavi oppure lasciare casa per rimanere italiani? Già dall'armistizio del 1943 alcuni italiani avevano iniziato a lasciare quelle terre. Il vento del nazionalismo, che per tutto il Novecento aveva soffiato sull'Europa dividendo i popoli, aveva prima spinto il fascismo a scagliarsi contro gli slavi dai territori istriano-dalmati e ora armava le mani dei titini contro gli italiani. La paura delle foibe e l'incertezza del futuro convinsero la maggioranza degli italiani di quelle terre a lasciare dietro di sé il proprio passato. Iniziò così il vero esodo giuliano-dalmata che avrebbe portato nel giro di poco più di un decennio allo svuotamento dei centri abitati da popolazioni di lingua italiana. Tra i 250 e i 350 mila abbandonarono le proprie case portando con sé poche cose, ma tanto dolore e sofferenza.

Centonove campi profughi furono creati in tutto il Paese (inclusa Napoli) per accogliere questi italiani spauriti e disorientati che, in realtà, l'Italia proprio non avrebbe voluto. Provenienti da terre troppo evocative di un passato che si voleva dimenticare, gli esuli si trovarono gettati nello sradicamento più totale, senza più un posto da poter chiamare casa (proprio loro che per restare "a casa" avevano rinunciato alla propria casa).

L'Italia post-bellica presto dimenticò quella pagina di storia, negandola per decenni nei libri di scuola e nell'opinione pubblica. L'oblio delle piccole storie di migliaia di persone divenne il prezzo da pagare sull'altare della politica. Solo con il collasso del blocco sovietico e il mutare dei rapporti di potere divenne accettabile ricordare il passato. Un percorso di riabilitazione della memoria che portò l'Italia nel 2004 a riconoscere un Giorno del ricordo in cui "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani" di quelle terre. Ma a distanza di tanti anni le voci e i volti dei protagonisti inesorabilmente si spengono inghiottite dal tempo. E allora tocca ad altri, come Anne Goyer, restituire loro degli "occhi".


Anne Goyer - Nata il 26 gennaio 1979 a Marsiglia, è una pittrice francese. Nel 2009, dopo varie mostre personali, è stata macchiata dal regista Gerard Gelas Avignon (Teatro Chène Noir)) che ha commissionato un ritratto di Ernesto Che Guevara (500x700) per servire come sfondo per la sua creazione “Le Crèpuscule du Che” presentata al Festival d'Avignon. Inizialmente addestrata al disegno, ha voluto per diversi anni approfondire la sua conoscenza delle tecniche tradizionali e delle loro basi scientifiche: le tecniche tradizionali della pittura a olio (pittore Claude Yvel e specialista in tecniche antiche, professore onorario presso l'Accademia Lu Xun di Belle Arti di Shenyant in Cina), l'icona tradizionale russa, le tecniche di affresco e le basi scientifiche del colore (scuola interdisciplinare di Okhra - CNRS). Attualmente sta lavorando con restauratori ed esperti di materiali (Institut Mattiere-Lumière) per sviluppare una tecnica di disegno del bitume, presentata in particolare alla scuola di primavera Okhra-CNRS a Parigi. 2011 e 2014, poi nel 2016 al Museo di Storia Naturale di Parigi per ARSAG (Associazione per la ricerca scientifica sulle arti grafiche).


Anne ha vinto numerosi premi di pittura tra cui la Medal of Honor del diciottesimo Lopez Villaseñor International Art Art Prize (Ciudad Real, Spagna 2009).