Andrea Zoli – Il mio nome è Ultras

Bologna - 15/02/2013 : 09/03/2013

L’universo degli ultras, al di là degli stereotipi e delle semplificazioni mediatiche, è al centro dell’opera prima di Andrea Zoli, vincitore della quarta selezione regionale “Komikazen”.

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Comunicato stampa

L’universo degli ultras, al di là degli stereotipi e delle semplificazioni mediatiche, è al centro dell’opera prima di Andrea Zoli, vincitore della quarta selezione regionale “Komikazen”. Il mio nome è Ultras presenta una carrellata di personaggi di uno storico gruppo della curva del Cesena, tifosi irriducibili che si raccontano in prima persona, mettendo in luce i legami e le dinamiche della tifoseria a cui appartengono

L’autore ha passato un anno intero con loro, dando vita a un’indagine sociologica in cui ogni giudizio viene sospeso e che svela i valori – l’amicizia, la lealtà, la famiglia – e le complessità di questo mondo, comunemente bollato come violento e caratterizzato da comportamenti antisociali.
Il libro di Zoli narra le vicende e le vite, dentro e fuori lo stadio, di alcuni ultras: il lavoro, la famiglia, i figli e la curva. L’autore ci racconta dall’interno le proteste contro la tessera del tifoso, i rapporti con i poliziotti e con le altre tifoserie, gli scontri e gli eccessi, i ritrovi serali. La fedeltà alla squadra è un credo irrinunciabile, ma dal racconto emerge come il calcio, le partite e i giocatori non siano il vero centro dell'interesse. L’essere parte di una famiglia allargata, di un gruppo in cui riconoscersi: questo significa prima di tutto essere ultras.
Andrea Zoli realizza un’opera dal segno personalissimo, straordinariamente efficace nella caratterizzazione dei personaggi, che assumono fattezze poco rassicuranti – gli ultras – o addirittura mostruose – i poliziotti, enfatizzate da una palette limitata al grigio, giallo e marrone.