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Roma - 16/10/2014 : 20/06/2015

Attraverso un sistema di librerie che accolgono una selezione di opere contemporanee della BSI Art Collection e una parte della biblioteca dell’istituto, Bosshard Vaquer mettono a verifica alcune soluzioni estetiche e funzionali proposte per suggerire una nuova maniera d’abitare l’Istituto Svizzero di Roma più intensa e significativa.

Informazioni

Comunicato stampa

Works from BSI Art collection - Preparations for a new building - Design Bosshard Vaquer


16 ottobre - Opening: Exploring Villa Maraini: A tour with many guides
A partire dalle ore 18.30, i partecipanti verranno accompagnati per una passeggiata attraverso la Villa insieme agli architetti Daniel Bosshard e Meritxell Vaquer, l'architetto Francesco Garofalo, il responsabile del programma artistico dell'Istituto Svizzero Salvatore Lacagnina, il Direttore dell'Istituto Prof. Dr. iur

Michele Luminati, la Head of Art Management di BSI Francesca Martinoli e il professor Philip Ursprung per riflettere sulle opere parte della mostra e sulle nuove idee attorno al rinnovamento dell'edificio della Villa.

Dalla Collezione BSI saranno in mostra opere di:
John Armleder, Robert Barry, Alighiero Boetti, Andy Boot, Daniel Buren, Lawrence Carroll, John Chamberlain, Henri Chopin, Tony Cragg, Aleksandra Domanovic, Haris Epaminonda, Ceal Floyer, Ryan Gander, Peter Halley, Channa Horwitz, Gabriel Kuri, Fausto Melotti, Mario Merz, Giulio Paolini, Steven Parrino, Manfred Pernice, Diego Perrone, Riccardo Previdi, Seth Price, Patrick Tuttofuoco, Danh Vo.


La mostra
Il rapporto tra linguaggi visivi e spaziali – arte, design, architettura, materiali di costruzione, decorazione – tra residui del passato e segni del presente, ha prodotto domande e soluzioni che sono cambiate con il mutare dell’idea del mondo, dell’organizzazione sociale e del gusto. Lo studio Bosshard Vaquer di Zurigo, vincitore del concorso per la ristrutturazione di Villa Maraini, ripensa gli spazi condivisi della sede dell’Istituto Svizzero con interventi preparatori che anticipano l’inizio dei lavori. Attraverso un sistema di librerie che accolgono una selezione di opere contemporanee della BSI Art Collection e una parte della biblioteca dell’istituto, Bosshard Vaquer mettono a verifica alcune soluzioni estetiche e funzionali proposte per suggerire una nuova maniera d’abitare l’Istituto Svizzero di Roma più intensa e significativa. Allestire delle opere d’arte contemporanea in un edificio del primo Novecento, come Villa Maraini, vuol dire così aggiungere un’unità di misura, determinare differenze che dimostrano la natura mutevole e negoziabile dello spazio architettonico. Vuol dire, ancora, attivare il potenziale dell’arte e di una collezione, capace di indicare la via di trasformazione della villa non solo negli intenti ma nell’atmosfera, nelle energie, nel dialogo quotidiano che un’opera d’arte è in grado di produrre. Se per architettura non si intendono soltanto i volumi, le cubature, le facciate e i prospetti, ma i dettagli interni, la sensibilità nell’impiego dei materiali, l’utilizzo quotidiano, le proporzioni e, soprattutto, la gerarchia del sistema di valori sottese al progetto di qualsivoglia ambiente e spazio, questo progetto non è un semplice allestimento, ma un esercizio di riconfigurazione e trasformazione della funzione di un luogo e dell’opera d’arte.


Istituto Svizzero di Roma
L’Istituto Svizzero di Roma, di cui BSI è partner dal 2005, è una fondazione creata dalla Confederazione Svizzera nel 1947 con il compito di promuovere lo scambio scientifico e artistico tra la Svizzera e l’Italia. Dalla sua fondazione l’istituto è meta di studiosi e artisti svizzeri e punto di riferimento delle attività artistiche e scientifiche della Svizzera in Italia. Con le sue due sedi di Roma e Milano, l’istituto è il principale centro culturale della Svizzera in Italia e favorisce il dialogo e lo scambio con attori culturali presenti sul territorio grazie a una variegata partecipazione che attrae un pubblico sempre più numeroso e qualificato. Il suo elemento distintivo è da sempre la convivenza tra persone provenienti da discipline artistiche e accademiche diverse. Avamposto culturale nel cuore del Mediterraneo, intraprende oggi un percorso per adattare la propria attività alla realtà contemporanea, tanto istituzionale quanto storico-sociale. Affrontando le sfide del presente e gli effetti di trasformazione prodotto dalla crisi, l’istituto sperimenta formati artistici e di ricerca che aspirano a divenire modelli ripetibili, nuove pratiche e regole culturali e istituzionali. Le intersezioni feconde che l’istituto ha costruito con il sistema reticolare svizzero di istituzioni artistiche, università, scuole d’alta formazione, spazi giovanili autogestiti, artisti e ricercatori gli consentono di attraversare e di diventare luogo di riferimento della produzione culturale italiana e allo stesso tempo di promuovere in Italia le produzioni di giovani artisti e ricercatori, e i modelli più interessanti dell’organizzazione culturale elvetica.


BSI e l'arte
Fondata a Lugano nel 1873, BSI SA è una delle più antiche banche in Svizzera, specializzata nel private wealth management. L’arte è uno dei principali progetti attraverso cui la banca rappresenta se stessa, oltre alla musica e all’architettura, divenute negli anni cardini di una realtà finanziaria che ha fatto propri questi elementi come veicoli di comunicazione. BSI Art Collection, la collezione d’arte contemporanea, nasce nel 2000 e prende forma nel corso degli anni attraverso una cospicua serie di acquisizioni, mirate a individuare alcune tra le più influenti personalità dell’arte del dopoguerra come Daniel Buren, John Chamberlain, Tony Cragg, Mario Merz e Giulio Paolini. Questi artisti, di riconosciuta importanza internazionale, costituiscono il nucleo iniziale all’origine della crescita di una raccolta che si sviluppa tra generazioni e nazionalità diverse, disegnando un arco temporale che dalle avanguardie maturate nella metà degli anni Sessanta giunge fino ai giorni nostri. Pittura, scultura, grafica, fotografia, video e interventi site specific, come nel Palazzo BSI a Lugano, danno vita a una miscela di linguaggi espressivi, rispettando la coerenza all’origine del progetto. L’impegno rivolto alle espressioni creative d’avanguardia di artisti molto giovani, non ancora definitivamente affermati, si fonde con la volontà di rileggere personalità di generazioni precedenti. Il patrimonio artistico di BSI si è arricchito ulteriormente nel 2008 con la collezione di “Giovane Arte Svizzera” e di fotografia di Banca del Gottardo, che comprende lavori raccolti dal 1968.

“Per noi l’impegno nell’arte rappresenta un’opportunità per condividere una passione con i nostri clienti e con le comunità nelle quali operiamo”, Stefano Coduri, Group CEO, BSI.


Bosshard Vaquer
Subito dopo il loro primo incontro, Daniel Bosshard e Meritxell Vaquer capiscono che, nonostante le loro diverse esperienze, la loro formazione accademica all’ETH di Zurigo e all’UPC-ETS di Barcellona gli fornisce un ambito culturale comune che permette loro di intendersi e di completarsi l’uno con l’altra nel modo di pensare l’architettura. Nel 2001, dopo aver vinto il concorso per il nuovo obitorio di Dietlikon, inizia la loro attività professionale. Negli anni seguenti lavorano a diversi progetti architettonici relativi alla ristrutturazione di contesti tutelati e monumentali, come ad esempio il premiato rinnovo del cimitero di Sihlfeld, a Zurigo e la sala da concerto di San Gallo. Il lavoro di rinnovamento di Villa Maraini per conto dell’Istituto Svizzero di Roma fa parte di questa serie di progetti che nascono e si sviluppano a partire da contesti preesistenti. Lo stesso atteggiamento vale per il progetto più ambizioso che hanno realizzato finora: un edificio residenziale, con appartamenti, uffici e negozi nella nascente Europaallee a Zurigo. Nel 2013/2014 sono stati invitati come professori di progettazione al politecnico EPF di Losanna con indirizzo specialistico Sauvegarde. Quest’esposizione, con opere scelte della BSI Art Collection e con i libri dell’Istituto, offre la gradita opportunità di sperimentare la nuova idea di abitabilità in alcuni punti nevralgici della villa. Gli scaffali industriali, utilizzati come impalcature, preludono altresì agli interventi architettonici futuri, costituiscono la cornice per le opere d’arte e i libri e acquistano valore dall’utilizzo quotidiano di ospiti e visitatori.


Francesco Garofalo
È nato ad Ancona il 9 maggio 1956 e risiede a Roma dal 1969. Ha frequentato il Liceo-Ginnasio Giulio Cesare ottenendo la maturità nel 1975. Si è laureato in Architettura con una tesi in Composizione architettonica nella Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza nel 1984. Dopo una serie di contratti di insegnamento in università nord-americane e un periodo negli Stati Uniti come borsista CNR, dal 1986 al 1990 frequenta il corso di Dottorato di Ricerca in Composizione architettonica dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza". Esercita la professione di architetto dal 1986, e dal 1990 divide lo studio con Sharon Yoshie Miura. Dal 1992 al 1999 è all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia come ricercatore universitario. Dal 1999 è prima professore associato, e poi professore ordinario di composizione architettonica presso la Facoltà di Architettura dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti - Pescara. Dal 2010 è coordinatore del Dottorato di ricerca in Architettura e Urbanistica.


Philip Ursprung
Nato il 21 gennaio 1963 a Baltimora, è uno storico dell'arte americano. Ha studiato storia dell'arte, storia e letteratura tedesca a Ginevra, Vienna e Berlino. Nel 1993 ha conseguito il dottorato presso la Freie Universität di Berlino. Dal 2005 al 2011 è stato Professore di Arte Moderna e Contemporanea presso l'Università di Zurigo. Nel febbraio 2011 ha assunto la cattedra di Arte e Architettura presso l'ETH di Zurigo.