Alexander Tillegreen – The Upsweep Paradox

Milano - 28/03/2022 : 28/05/2022

FuturDome è lieta di presentare la prima esposizione personale in Italia di Alexander Tillegreen (Copenhagen, Danimarca, 1991).

Informazioni

  • Luogo: FUTURDOME
  • Indirizzo: via Giovanni Paisiello 6 20131 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 28/03/2022 - al 28/05/2022
  • Vernissage: 28/03/2022 ore 18,30
  • Autori: Alexander Tillegreen
  • Curatori: Atto Belloli Ardessi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal 6 aprile, da Mercoledi a Sabato, dalle 16 alle 19.30 Orari Artweek: da Martedì 29 marzo a Venerdí 1 aprile, dalle 16 alle 19.30 Orari Artnight: Sabato 2 aprile dalle 16 alle 21
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

FuturDome è lieta di presentare la prima esposizione personale in Italia di Alexander Tillegreen (Copenhagen, Danimarca, 1991).
La mostra, a cura di Atto Belloli Ardessi, racchiude una totalità di lavori inediti realizzati nel corso di una residenza di oltre tre mesi presso gli spazi di via Paisiello 6, durante la quale l’artista ha avuto l’opportunità di accedere e ricercare negli archivi di Isisuf, Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo, da cui nasce nel 2004 il progetto FuturDome

Nello specifico, Tillegreen attinge dall’archivio dell’artista brasiliana Mary Vieira (San Paolo 1927-Basilea 2001), conservato presso la sede dell’istituto, di cui vengono esposte due opere.
La pratica di Tillegreen, partendo dall’uso del suono come vettore percettivo, integra fotografia, scultura, pittura e installazione, indagando la relazione tra i fenomeni sonori psicoacustici e il loro potenziale di riflettere e risvegliare la situazionalità linguistico-culturale dell'ascoltatore e la fluidità psicologica del subconscio.
La mostra si articola attraverso i 4 livelli del corpo interno del palazzo, innescando una sorta di esperienza oggettiva nell’attivazione di eventi/accadimenti passati e presenti, atti a ridefinire i limiti percettivi di tempo e spazio. Una progressione strutturale e temporale nell’architettura cognitiva della nostra mente, caratterizzata da illusioni fonetiche Phantom Words che inducono l’ascoltatore in una condizione narrativa di inferenza
inconscia.
Monday, March 28th from 6.30pm till 9pm


ALEXANDER TILLEGREEN

The Upsweep Paradox

curated by Atto Belloli Ardessi

FuturDome. via Paisiello 6, Milano

28 March - 28 May 2022
Free entrance
FuturDome is pleased to present the first solo exhibition in Italy by Alexander Tillegreen (Copenhagen, Denmark, 1991).
The exhibition, curated by Atto Belloli Ardessi, includes a new series of artworks created throughout a three months residency in the spaces of via Paisiello 6, during which the artist had the opportunity to access and research the archives of Isisuf, International Institute of Futurist Studies, from which the FuturDome project was conceived in 2004.
More specifically, Tillegreen draws from the archives of Brazilian artist Mary Vieira (Sao Paulo 1927-Basel 2001), managed by Isisuf, of whom two works are exhibited. Tillegreen's practice, starting from the use of sound as a perceptual vector, integrates photography, sculpture, painting and installation, investigating the relationship between psychoacoustic sound phenomena and their potential to reflect and awaken the linguistic and cultural situationality of the listener and the psychological fluidity of the subconscious.
The exhibition is articulated through the 4 levels of the inner body of the building, triggering a sort of objective experience in the activation of past and present events/occurrences, capable of redefining the perceptual limits of time and space. A structural and temporal progression in the cognitive architecture of our mind, characterized by phonetic Phantom Words illusions that induce the listener in a narrative condition of unconscious inference.

Voci dal passato e cucine scomposte. La mostra di Alexander Tillegreen...

La mostra di Alexander Tillegreen a Milano è l’esito della residenza negli spazi di Isisuf ‒ Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo, che ha permesso una nuova interpretazione del suo patrimonio archivistico