Alberto Di Fabio – GeograficaMente

Rovereto - 27/03/2015 : 24/05/2015

Lo spazio museale si trasforma in una meditazione cosmica dal forte sviluppo scenico, una sorta di ricognizione che si visualizza con il principio geometrico delle costellazioni.

Informazioni

Comunicato stampa

Seguendo le tracce di un rigoroso percorso espositivo, compiuto negli ultimi anni con le personali presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, l'Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, la Mairie du 4me di Parigi e il suggestivo Castel Sant'Elmo di Napoli, Alberto Di Fabio presenta oggi il suo lavoro nel prestigioso museo MART di Rovereto



Il profilo artistico di Alberto di Fabio si collega, fin dalle opere degli anni Novanta, al linguaggio dei sistemi naturali come la biologia e l’astronomia, prendendo per soggetto diversi elementi che descrivono il microcosmo (strutture cellulari, neuroni, catene di DNA…) e il macrocosmo (costellazioni, big bang, buchi neri…). Nel 2012, su invito ufficiale del CERN di Ginevra, è entrato in contatto con gli scienziati che stanno lavorando sull’elusivo Bosone di Higgs (la “Particella di Dio”), dando al suo profilo concettuale un maturo sincronismo con gli effetti della scienza sul futuro dell’uomo.

La mostra al MART è stata pensata su una lunga parete orizzontale, un unico spazio continuativo che simula gli effetti relazionali di un cielo astronomico. Lo spazio museale si trasforma in una meditazione cosmica dal forte sviluppo scenico, una sorta di ricognizione che si visualizza con il principio geometrico delle costellazioni. Sul bianco murale si stagliano diversi quadri che indicano le molteplici nature figurative dell’artista, i suoi principali temi iconici, le diverse ricerche attorno ai temi formali degli organismi cellulari e del macrocosmo astronomico.

Una mostra che nasce da alcuni legami profondi con diverse opere della Collezione. L’artista ha infatti ritrovato al MART tutte le sue filiazioni storiche, dai futurismi iridescenti di Giacomo Balla alle divagazioni globali di Alighiero Boetti, dagli spazialismi di Lucio Fontana alla gravitazione terrestre di Alberto Burri, dal lirismo metafisico di Alberto Savinio al rigore onirico di Giorgio de Chirico. Di Fabio crea un dialogo polifonico e mai didascalico con il percorso filologico della collezione, evidenziando il valore metabolico delle filiazioni, il flusso vivo delle eredità linguistiche. Un passaggio ereditario che amplifica il valore contemporaneo della pittura, modulando l’elaborazione incessante dei generi, evidenziando la continuità iconografica lungo un secolo di visioni veggenti.

Lo squarcio del pennello in profondità, l'indagine dal micro al macro condotta, fin dagli anni Ottanta, attraverso l'astrazione pittorica, arricchita di influenze ottico-cinetiche, riportano l'immaginario comune alle origini della vita e della creazione, al grado zero dell'esistenza, laddove il ‘tutto quantico’ è in costante divenire, nel punto in cui il rapporto armonico con la natura abita ancora la sfera del possibile.

Una geografia murale che varia nei formati e temi proposti, una costellazione di tele per attraversare un decennio d’indagini concettuali e ispirazioni private. Per il MART l’artista parte da un enorme paesaggio della mente, un’opera che s’ispira alla forma delle montagne innevate e al fragile contesto dolomitico, ricollegandosi idealmente ad un suo vecchio progetto che raccontava la delicata potenza delle montagne himalayane. Le relazioni tra i quadri hanno un’armonia musicale che sembra far suonare forme e colori, una composizione alchemica in cui il colore esprime il suo lirismo evocativo, la sua sonorità cosmica, le sue vibrazioni magnetiche. Un muro cosmico che squarcia il bianco della realtà per entrare nel clima sospeso delle evocazioni pittoriche, dei viaggi sensoriali, dentro una potenza reale (astronomia e biologia come campi di perenne battaglia) che si trasforma in assoluta bellezza.






Alberto Di Fabio
Nato ad Avezzano nel 1966. Vive e lavora a Roma.

Mostre personali: Museum der Moderne Rupertinum Betriebsges, Salzburg, Austria (1996); Magazin 4, Bregenzer Kunstverein (1997); Gagosian Gallery Geneva (2014), Gagosian Gallery Athens (2011), Gagosian Gallery New York (2010), Gagosian Gallery London (2002, 2007), Gagsosian Gallery Beverly Hills (2004); Galleria Pack, Milano (2005, 2007, 2010); Umberto Di Marino, Napoli (2004, 2007, 2011); Galerie Vedovi, Brussels (1996, 2003); Palazzo Collicola Arti Visive, Spoleto (2011); Galleria Nazionale D'Arte Moderna e Contemporanea, Rome (2012); Mairie du 4 arrondissement, Paris (2013); Estorick Collection of Modern Italian Art, London (2013); Castel Sant’Elmo, Naples(2014); Fondazione Menegaz, Palazzo Clemente, Castelbasso, Teramo (2014).

Mostre collettive selezionate: "The Return of Exquisite Corpse," The Drawing Center, New York (1993); Beijing International Art Biennial (2005); National Gallery of Modern Art, New Delhi (2007); XV Esposizione Quadriennale d'Arte di Roma, Palazzo delle Esposizioni Roma (2008); "Elevazioni e permutazioni" Museo Ebraico di Venezia (2011); National Gallery, Dublin (2011); Procuratie Vecchie, Venice (2013).