After the Fire – la guerra come condizione: 11 artisti africani
Quando la guerra smette di essere un’eccezione e diventa una condizione permanente, anche l’arte cambia linguaggio.
Comunicato stampa
Da questa urgenza nasce After the Fire, mostra a cura di Antonella Pisilli che porta a Roma undici artisti africani e della diaspora.
La mostra in programma dal 24 aprile al 14 giugno 2026 presso la Black Liquid Art Gallery, Via Piemonte 69, Roma, è realizzata con il patrocinio delle Ambasciate dei Paesi di provenienza degli artisti coinvolti.
La mostra fa parte di RAW for Peace, giornata speciale di Rome Art Week dedicata alla pace, al dialogo e alla convivenza attraverso i linguaggi della cultura contemporanea e sarà visitabile il giorno dell’inaugurazione, 24 aprile, dalle ore 10 alle 22.
La mostra riunisce undici artisti africani e della diaspora — Lovemore Kambutzi, Mário Macilau, Gonçalo Mabunda, Godfried Donkor, Frédéric Bruly Bouabré, Kwame Akoto (Almighty God), Gerald Chukwuma, Kawote Ejioye, Alex Peter Idoko, John Hopex e Owusu Ankomah — i cui lavori affrontano il conflitto non come tema, ma come condizione strutturale dell’esistenza.
Attraverso pittura, fotografia, scultura, pirografia e collage, le opere in mostra danno forma a una materia visiva in cui memoria, trauma e identità si intrecciano senza risolversi in una narrazione unitaria. Il titolo non promette redenzione: il fuoco è già passato, o forse non è mai cessato. Ciò che resta, ceneri, cicatrici, tracce, diventa il vero campo di indagine della mostra.
Tra gli artisti presenti, Godfried Donkor è tra gli artisti selezionati da Koyo Kouoh per la prossima edizione della Biennale di Venezia, mentre Kwame Akoto (Almighty God) è attualmente protagonista di una mostra personale presso il Musée du Quai Branly a Parigi.