6ARTISTA 2025-2026 | Martina Zanin

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE
Via Degli Ausoni 7, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
18/02/2026

ore 18

Artisti
Martina Zanin
Curatori
Marcello Smarrelli, Antonio Grulli, Davide Lunerti
Generi
arte contemporanea, personale, collettiva

Due mostre. Fondazione Pastificio Cerere presenta Rifugi, la mostra collettiva di fine residenza dei vincitori della VI edizione di 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti 2025-2026, realizzato per questa edizione in partenariato con RUFA – Rome University of Fine Arts. Ed EVERY CARESS, A BLOW, mostra personale di Martina Zanin a cura di Antonio Grulli.

Comunicato stampa

Rifugi
Vanshika Agrawal, Emma Brunelli, Micol Gelsi, Davide Miceli, Giulia Romolo, Nadia Vallino

mostra collettiva
a cura di Davide Lunerti e Marcello Smarrelli

Nell’ambito di 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti 2025-2026
VI edizione

Opening Day mercoledì 18 febbraio
Ore 17:00 talk e visita guidata insieme agli artisti
Ore 18:00 inaugurazione
Dal 19 febbraio al 18 aprile 2026
Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7 – Roma

Comunicato Stampa

Mercoledì 18 febbraio 2026 la Fondazione Pastificio Cerere presenta Rifugi, la mostra collettiva di fine residenza dei vincitori della VI edizione di 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti 2025-2026, realizzato per questa edizione in partenariato con RUFA – Rome University of Fine Arts, il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea.
La mostra, a cura di Davide Lunerti e Marcello Smarrelli, vede protagonisti i sei artisti vincitori: Vanshika Agrawal, Emma Brunelli, Micol Gelsi, Davide Miceli, Giulia Romolo e Nadia Vallino; sarà aperta al pubblico da giovedì 19 febbraio a sabato 18 aprile 2026.
Giunto alla sesta edizione il programma 6ARTISTA, ideato nel 2009 da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere, ha visto negli anni la partecipazione di alcuni degli artisti italiani più interessanti del panorama internazionale. Questa edizione ha offerto a sei artisti under 35, selezionati da una giuria di esperti, l’opportunità di sviluppare la propria ricerca nel corso di una residenza di tre mesi presso gli ateliers del Pastificio Cerere, l’ex edificio industriale nel cuore del quartiere San Lorenzo a Roma, diventato luogo di formazione e creazione per l’arte contemporanea a seguito di un processo di rigenerazione urbana attuato dagli artisti che si sono susseguiti negli anni. “6ARTISTA – dichiara Marcello Smarrelli direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere - rappresenta un’importante occasione per rinnovare l’impegno della nostra istituzione nella formazione delle giovani generazioni di artisti, valorizzando la condivisione del fare e dell’esperienza di un luogo, come il Pastificio Cerere, dove l’arte genera arte, da oltre cinquant’anni crocevia di esperienze e figure multidisciplinari. Un’azione significativa che ha forgiato un’area della città votandola al contemporaneo, capace di attivare connessioni, processi e nuove possibilità di crescita culturale a livello globale."
L’obiettivo di 6ARTISTA è quello di creare un solido network istituzionale, offrendo ai partecipanti opportunità di crescita professionale e confronto a livello nazionale e internazionale. Per la VI edizione la call, lanciata a marzo 2025, è stata indirizzata a studenti e diplomati RUFA (entro il 2019), con età non superiore ai 35 anni, residenti in Italia o all’estero, ma in possesso di cittadinanza italiana. Durante le residenze – che si sono svolte da maggio 2025 a gennaio 2026 – è stato promosso un ricco programma di attività formative, incontri, studio-visit e confronti con professionisti del settore. Gli artisti hanno inoltre avuto accesso gratuito a seminari e workshop organizzati da RUFA.
"La collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere in 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti 2025-2026 – dichiara Melany Parasole, Amministratrice Delegata RUFA – rappresenta per RUFA una naturale evoluzione di un percorso condiviso che da anni ci vede impegnati nel sostegno ai giovani artisti. Un’alleanza fondata su una visione comune e rafforzata anche dalla prossimità delle nostre sedi, che favorisce un dialogo quotidiano tra formazione, ricerca e pratica professionale. Progetti come questo offrono agli artisti emergenti un contesto autentico di confronto e sperimentazione, accompagnandoli verso una crescita consapevole e un inserimento attivo e critico nel sistema dell’arte contemporanea."
Il percorso della sesta edizione di 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti 2025-2026 culmina con l’esposizione dei lavori degli artisti vincitori, realizzati durante la residenza con il supporto costante del team curatoriale: “Il titolo Rifugi – afferma Davide Lunerti, co-curatore della mostra – intende riflettere il significato di sostegno e creazione di comunità artistica che la Fondazione Pastificio Cerere contribuisce a creare da sempre; probabilmente è per questo che gran parte delle opere presentate in residenza, da giovanissimi talenti che ne hanno potuto vivere e condividere gli spazi, si orientano tematicamente intorno all’idea di "rifugio": un luogo in cui ciò che all’esterno viene minacciato può invece qui prendere forma.” Uno spazio di cura e attenzione in cui le cose fragili possono trovare un luogo sicuro, come nelle cianotipie di Giulia Romolo, che catturano le sfumature effimere di un paesaggio a rischio, o ancora le memorie culturali intrecciate nei fili di lana di Vanshika Agrawal. Rifugio politico, di resistenza ontologica, come nel caso di Micol Gelsi; un luogo utopico in cui immaginare realtà collaborative, come racconta la pratica di Emma Brunelli, nell’intessere legami interspecie tra umano e non-umano. I castelli di sabbia di Nadia Vallino, simbolo della fantasia infantile destinata al disfacimento, si solidificano in cemento per garantire loro una permanenza: un rifugio della mente, una culla per l’immaginazione, e a volte persino per la follia, come avviene negli spazi sotterranei del Molini, dove le installazioni e i ritratti scultorei di Davide Miceli prendono vita come incarnazioni di ossessioni complottiste.
L’inaugurazione della mostra sarà preceduta, alle ore 17:00, da una conversazione e visita guidata insieme agli artisti vincitori, con la partecipazione dei due curatori. Il percorso sarà inoltre arricchito da una fanzine contenente testi sulle pratiche degli artisti e sulle opere esposte.

Enti Proponenti

Fondazione Pastificio Cerere
La Fondazione Pastificio Cerere è un ente no profit, un’officina del contemporaneo, che promuove la libertà di espressione e la sperimentazione di linguaggi artistici con un forte impatto nazionale ed internazionale contribuendo a dare una visione più contemporanea di Roma. Dal 2015 è parte del Comitato Fondazioni Arte Contemporanea, nato a seguito di un invito del MiC- Ministero della Cultura. Nel 2005 inaugura la sede all’interno di quello che un tempo era il Pastificio Cerere, una ex fabbrica di pasta costruita nel 1905 e attiva fino al secondo dopoguerra. A partire dagli anni Settanta, la fabbrica dismessa è stata spontaneamente ripopolata dagli artisti, i quali hanno deciso di stabilirvi i loro studi: luoghi da abitare per vivere una sperimentazione quotidiana. Nel corso degli anni anche critici, intellettuali ed esponenti del mondo dello spettacolo hanno gravitato intorno a questa fucina divenuta un punto di riferimento per la cultura in generale. Dal 2011, sotto la direzione artistica di Marcello Smarrelli, la Fondazione ha orientato sempre più le proprie attività verso pratiche artistiche legate alla politica culturale e al territorio, sviluppando progetti di arte pubblica e partecipata, programmi educativi innovativi e borse di studio per residenze rivolte a giovani artisti e curatori, oltre ad attività formative per studenti di diverse fasce d’età.

RUFA, Rome University of Fine Arts
RUFA, Rome University of Fine Arts, è un'Istituzione di Alta formazione artistica, multidisciplinare e internazionale, legalmente riconosciuta dal Ministero italiano dell'Università e della Ricerca (MUR). Offre corsi accreditati e innovativi nel campo delle arti, del design, della comunicazione visiva, dell'audiovisivo, della moda, del gaming e delle arti multimediali. L'approccio formativo RUFA è innovativo e specialistico e mira a coniugare il curriculum universitario con la formazione professionale: durante il percorso di studi, infatti, gli studenti RUFA frequentano e assistono a laboratori, workshop, lezioni esperienziali, mostre, presentazioni e dibattiti, tutti strumenti che consentono creare una reale connessione con il mondo lavorativo.

Progetti correlati

6ARTISTA. Progetto per giovani artisti // Curatore in residenza
6ARTISTA. Progetto per giovani artisti è un programma di residenze rivolto a giovani artisti italiani, ideato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Pastificio Cerere nel 2009. Il progetto nasce dal desiderio di sopperire a una mancanza evidente nella città di Roma, dove a fronte di un grande numero di residenze per artisti stranieri, sono rare le possibilità di residenze per artisti italiani. L’intento è proprio quello di costruire nel tempo un solido network istituzionale che permetta ai giovani artisti delle future edizioni del programma di fruire di un’opportunità sempre più qualificata e completa per la loro ricerca ed il loro lavoro. Il premio è divenuto nel tempo uno strumento importante per la valorizzazione del talento italiano su scala internazionale. Sono stati vincitori del Premio 6ARTISTA: Riccardo Benassi, Tomaso De Luca (I edizione); Adelita Husni-Bey, Elisa Strinna (II edizione); Francesco Fonassi, Margherita Moscardini (III edizione); Davide Stucchi, Helena Hladilová (IV edizione); Thomas Berra, Corinna Gosmaro (V edizione).

Dal 2011 al 2013, con il progetto Curatore in residenza, un giovane curatore, nominato dal direttore artistico, viene invitato a realizzare un percorso culturale per la Fondazione. La residenza, della durata di un anno, prevede l’organizzazione di mostre e progetti site-specific, studio visit e cicli di conferenze e la produzione di testi critici, monografie, cataloghi. Sono stati curatori in residenza: Vincenzo De Bellis (2011), Michele D'Aurizio (2012), Alessandro Dandini de Sylva (2013).

Davide Lunerti (Roma, 1995) è curatore e dottorando di ricerca in Pratiche, culture e comunicazione delle arti visive all'Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca dottorale si concentra sull’immaginario fantascientifico nella letteratura femminista e nelle produzioni artistiche queer emergenti. Ha studiato Beni Culturali all’Università di Bologna e Visual cultures e pratiche curatoriali all’Accademia di Brera. Nel 2024 ha lavorato come curatore in residenza nella direzione artistica della Fondazione La Quadriennale di Roma, con un focus sui progetti editoriali. Ha curato le mostre: Ultraqueer (Palazzo Merulana, 2022), Rivoluzionari3 (Mattatoio, 2023), Queer Pandemia (BASE Milano, 2023), D3CAM3RON3 - Terza edizione (Palazzo Lucarini, 2025).
Il progetto 6ARTISTA Progetto per giovani artisti 2025-2026 è realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.
Mercoledì 18 febbraio 2026 la Fondazione Pastificio Cerere presenta EVERY CARESS, A BLOW, mostra personale di Martina Zanin a cura di Antonio Grulli.
L’esposizione sarà aperta al pubblico da giovedì 19 febbraio a sabato 18 aprile 2026.
Il lavoro di Martina Zanin, profondamente radicato nella dimensione autobiografica, indaga dinamiche relazionali complesse attraversate da assenza, memoria, trauma, tensione e potere. Con l’uso di media differenti — dalla fotografia alla scultura, fino all’installazione — l’artista esplora la sottile soglia tra protezione e controllo, ponendo al centro il tema della vulnerabilità. La sua ricerca comprende inoltre il rapporto tra umano e animale, attivando metafore e parallelismi.
EVERY CARESS, A BLOW invita a sostare in quel confine di tensione tra cura e controllo, affetto e potere, eredità e possesso. La mostra esplora come il corpo e l’identità prendano forma attraverso relazioni di potere e di dominio affettive, che legano il soggetto a chi lo protegge. Ciò che rende realmente inquietanti queste relazioni non è la loro violenza manifesta, ma ciò che viene incorporato e custodito rimanendo invisibile, continuando ad agire tanto nella dimensione sociale quanto in quella intima e fisica.
All’intersezione tra psicologia, etologia, spiritualità, ed esperienza personale, Zanin presenta un corpo di lavori che spazia tra fotografia, installazione ed elementi architettonici. La dinamica preda/predatore è centrale nel suo lavoro. Il falco e la lepre diventano presenze simboliche e totemiche, legate a un potere ancestrale e al rapporto tra ferocia, istinto, tensione, e vulnerabilità.
Il percorso espositivo si apre con una serie di fotografie provenienti dal progetto Please, don’t ever come down, (2020 - in corso), che presentano, in forma frammentata, gesti, animali, parti di corpo, azioni e visioni idilliache. Immagini evocative che instaurano un dialogo immediato con il pubblico e orientano la lettura delle opere successive, dove la loro eco riemerge in forme più sottili, come una forza invisibile che attraversa l’intero spazio espositivo.
Seguono Oh, whistle, and I’ll come to you #1 e #2, (2026). Le due opere sono composte da guanti da falconiere disposti secondo un pattern rigido e alternato, evocando un gesto rituale e ripetuto, al limite del militare: una tensione costante tra comando e obbedienza. Il titolo rimanda a una tecnica della falconeria, il fischio per richiamare il rapace al guanto.
La terza sala ospita una scultura in bronzo dal titolo A Predator is a Predator is a Predator…, (2026) che rappresenta una sequenza di zampe di rapace, come un attacco congelato nel tempo. Le forme sembrano generarsi l’una dall’altra in un movimento ciclico che evoca la catena del potere: un sistema in cui ogni predatore è anche preda, e nessun corpo può dirsi completamente libero. L’opera richiama la riflessione foucaultiana sul potere come forza dinamica che non si possiede, ma si esercita e si inscrive nei corpi.
Nella quarta e ultima sala trova posto l’installazione AMBIENTI. TANE — Rabbit Hole, (2026), costruita con materiali organici e industriali. L’opera nasce dall’idea del corpo come tana, esplorandone la natura ambivalente di rifugio e al tempo stesso di trappola. Concepita come un’architettura proveniente da un’altra dimensione, sospesa tra il futuristico e l’arcaico, la struttura si presenta come un’anatomia inversa: lo scheletro all’esterno, la pelle all’interno. L’involucro centrale invita il fruitore a nascondersi al suo interno, a penetrare sottopelle, a immergersi nel proprio corpo compiendo un viaggio interiore oppure ad addentrarsi in un corpo altro. Entrare in questa struttura evoca una dimensione primitiva ed embrionale, in cui coesistono protezione e intrappolamento; una condizione di incubazione che apre alla possibilità di trasformazione.

Biografia

Martina Zanin (San Daniele del Friuli, 1994) è un’artista visiva che vive e lavora tra Roma e Milano. La sua pratica artistica mette in discussione le dinamiche di potere e autorità all’interno delle relazioni familiari e affettive ponendo particolare enfasi sul labile confine che esiste tra protezione e controllo, spaziando tra fotografia, scrittura, installazione, scultura e libro d’artista. Il suo lavoro è stato recentemente esposto alla Fondazione AGO, Modena; GNAMC - Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; IIC Toronto; Cassina Projects, Milano; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Foto Forum, Bolzano; Benaki Museum, Atene; IIC Abu Dhabi; FMAV - Fondazione Modena Arti Visive, Modena. Le sue opere sono parte di collezioni pubbliche come MoMA Library (New York); Haas Library Yale University (New Haven); MEP (Paris); FMAV (Modena); Fondazione Orestiadi (Gibellina). Nel 2024, è tra i finalisti del Talent Prize promosso da Inside Art. Vince il Premio Terna 2023, e il primo premio di Camera Work 2021. Nel 2021, è tra gli artisti selezionati per Giovane Fotografia Italiana e Cantica21. Italian Contemporary Art Everywhere promosso da MAECI e MiC.