Adotta una prospettiva non convenzionale sul Rinascimento la mostra allestita fra le sale di Palazzo Lanfranchi di Matera, che punta verso sud la bussola interpretativa di una delle epoche più floride dal punto di vista artistico e culturale.

Stavolta è il Mediterraneo a finire sotto i riflettori, insieme alle rotte e agli scambi che hanno trasformato il meridione italiano in un centro propulsore di nuove istanze creative, grazie alle salutari contaminazioni garantite dalle rotte commerciali.

UN INEDITO PUNTO DI VISTA

Adottando un punto di osservazione alternativo, la mostra si allontana dalle consuete “capitali” del Rinascimento per immergersi in un Sud vitale e carico di suggestioni, includendo preziosi capolavori artistici e documenti che testimoniano l’importante ruolo giocato dal meridione al confine tra due secoli intensi come il Quattrocento e il Cinquecento.
Dipinti, sculture, arazzi, tessuti, libri e stampe si affiancano a carte geografiche e di navigazione che rendono ancora più evidente il contributo del Sud alla grande epopea rinascimentale, di cui Napoli fu uno degli attori chiave.
Particolare spazio è dato a Matera e alla Basilicata, con una serie di focus ad hoc e approfondimenti dedicati agli interventi tardo-gotici e rinascimentali sparsi sul territorio ma visibili solo in loco. Ne sono un esempio gli affreschi di San Donato a Ripacandida, quelli che decorano la chiesa rupestre di Santa Barbara a Matera e i cicli della Trinità di Miglionico, luogo nel quale sono custoditi anche i polittici di Cima da Conegliano. Stando in ambito cinquecentesco, spiccano i polittici firmati da Simone da Firenze nei paesi lucani di Senise, San Chirico Raparo, Salandra, Stigliano, solo per citarne alcuni, intrisi della lezione toscana.

Antonello da Messina, Annunciata. Como, Museo Civico
Antonello da Messina, Annunciata. Como, Museo Civico

LA SEZIONI DELLA MOSTRA

Suddivisa in sezioni, la rassegna si apre con un approfondimento dedicato alle rotte mediterranee e alle dinastie regnanti, esemplificate da preziosi ritratti, come quello di Alfonso di Aragona, in prestito dal Museo Jacquemart-André di Parigi, o l’Incoronazione di Ferrante d’Aragona di Benedetto da Maiano, proveniente dal Museo del Bargello di Firenze.
La seconda sezione è incentrata sulle istanze del gotico internazionale, declinate da alcune maestranze attive al sud, mentre la terza entra nel vivo del tema messo in risalto dalla mostra, descrivendo il Rinascimento meridionale in rapporto a quello dell’intera penisola e stabilendo un confronto tra Napoli, la Spagna, la Provenza, le Fiandre e Firenze e Roma ma anche Venezia e l’Oriente.

UN MARE DI RELAZIONI

Qui prendono metaforicamente la parola artisti del calibro di Colantonio, Antonello da Messina, Bartolomé Bermejo, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Donatello, Domenico Gagini e Pietro Alemanno, a riprova dei dialoghi trasversali che si innescano nell’ambito di scambi culturali costanti.
Una rete di contaminazioni che dal Veneto, Firenze e Roma si propaga verso un Sud tutt’altro che passivo, nel quale Napoli acquisisce un ruolo di primo piano e diventa, insieme alle province meridionali, terreno di diffusione della “maniera moderna”, grazie all’apporto di artisti come Diego de Siloe, Bartolomé Ordóñez, Pietro Belverte e Andrea Sabatini da Salerno, che interiorizzarono lo stile di Raffaello e colleghi, trasformandolo in un linguaggio visivo autonomo, profondamente radicato nelle atmosfere mediterranee del Sud Italia.

– Arianna Testino

fino al 19 luglio 2019
Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500
PALAZZO LANFRANCHI
Piazza Pascoli 1
www.musei.basilicata.beniculturali.it

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.

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