L’editoria indipendente in Italia #5. Luca Sossella Editore

Lettura e ascolto si fondono nelle pubblicazioni di Luca Sossella Editore. Abbiamo chiesto al fondatore di parlarci di questo e della situazione dell’editoria indipendente in Italia

Il viaggio tra le case editrici indipendenti più interessanti del panorama italiano approda tra i libri di Luca Sossella Editore, un progetto ormai ventennale che ha fatto dell’ascolto il perno della propria linea editoriale.

Raccontateci Luca Sossella Editore: come e quando è nata, che linea editoriale ha, a chi si rivolge.
La casa editrice è nata nel 2000 con l’intenzione di progettare l’ascolto, e quindi suscitare nuovi sentimenti, altre lettrici, altri lettori in ascolto. Cioè i nostri progetti di vita e lavoro, che non solo sono sovrapposti, ma sono la medesima cosa. E questo è il primo vero privilegio di questo mestiere. Inevitabile ci siano degli ostacoli, che non sono però le difficoltà da superare, ma le necessarie condizioni della volontà per differenziare il proprio progetto dalla clonazione mercantile. Cos’è l’editoria se non il tentativo di costruire ponti per far dialogare le persone anche se parlano, dentro una stessa lingua, linguaggi diversi? Se una lingua è in definitiva il desiderio di comunicazione fra due corpi separati, l’obiettivo editoriale è di dare una forma a questo desiderio, e il nostro lavoro nasce da questo tentativo desiderante. Ma è una fatica che si autoalimenta e promuove infinitamente il proprio fallimento, mi disse una volta un grande editore americano. Il libro è il testimone, infatti, come ogni strumento che trasferisce la conoscenza, di questo tentativo di costruire ponti tra molte intelligenze, ma è anche il teatro del fallimento di questa tentazione. Non ci sarà mai fine alla volontà di comprensione e all’invenzione di strumenti che offrono la testimonianza a questo desiderio: essere compresi. 

Potete dirci alcuni dei titoli di Luca Sossella Editore?
Il progetto con cui siamo partiti nel 2000 è stato il cofanetto Antologia personale di Vittorio Gassman, un libro più quattro ore in cd audio sulla poesia italiana dell’Ottocento e Novecento, un successo: 40mila copie vendute, risultato oggi impensabile! E poiMeditazione orale un cd audio di Pier Paolo Pasolini che legge se stesso. E Carmelo Bene, Lectura DantisPinocchioManfred, in cd audio e Voce dei canti in dvd per tre ore di poesia leopardiana. Con la collaborazione dell’Auditorium di Roma (quando era diretto da Carlo Fuortes) si determinò il progetto Plurale immaginario da cui il cd Incipit di Aldo Busi con la sua lettura dell’inizio dei suoi romanzi, e la collana audio Che cos’è…?, declinata nei diversi campi del sapere: l’architettura con Renzo Piano, la lingua con Tullio De Mauro, il linguaggio con Andrea Moro e il gusto con Carlo Petrini; il corpo con Stefano Rodotà e la legalità con Gherardo Colombo; la Costituzione con Oscar Luigi Scalfaro e l’universo con Margherita Hack; e ancora l’economia, l’impresa, il tempo, la follia, la giustizia, la politica, la logica, la poesia con Giorgio Ruffolo, Roberto Siagri, Edoardo Boncinelli, Eugenio Borgna, Franco Cordero, Walter Veltroni, Piergiorgio Odifreddi, Valerio Magrelli. Questo ciclo s’è concluso nel 2016 con la pubblicazione del cd audio della lettura integrale dell’enciclica di Bergoglio Laudato si, interpretata da Toni Servillo. 

In un contesto come quello italiano dove molte persone non leggono libri, come sopravvivono gli editori indipendenti?
Costruire un’impresa della conoscenza, dove non conta la quantità ma la qualità, significa proprio porre in atto una continua interrogazione sulle nuove esigenze, abbandonando con coraggio i modelli arcaici e preconfezionati. Non è facile porsi nella condizione che tale obiettivo possa essere perseguito, bisogna cercare di costruirlo ancora dentro i vecchi strumenti della tradizione commerciale, ma contro ogni piagnisteo e ogni forma di accettazione e di rassegnazione. In questa direzione lavoriamo al periodico trimestrale Relazioni: il futuro non è scritto di cui abbiamo fatto tre numeri di studio e analisi. Il progetto è uno e trino: Relazioni: il futuro non è scritto (su carta); Relazioni: online (spazio web); Relazioni: live (in teatro).

Gabriele Frasca, Prime, copertina
Gabriele Frasca, Prime, copertina

Qual è il libro o l’autore che più vi rappresenta o al quale siete più legati e perché?
Il primo fortunato progetto, l’Antologia personale di Vittorio Gassman, i cd audio sulla poesia dell’Ottocento e del Novecento. Le voci riunivano la tradizione, la memoria e l’ascolto, ovvero il desiderio di creare nuovi lettori, nuove lettrici. 


Vi andrebbe di indicarci un editore indipendente di cui vi piace particolarmente il lavoro?
Uno è poco, ne indico quattro: Cronopio, Iperborea, Marcos y Marcos, Nottetempo.

Qualche anticipazione sui libri in uscita nei prossimi mesi?
La singolarità, mi riferisco al libro di Raymond Kurzweil, considera il punto evolutivo sviluppato nella nostra epoca tale che il progresso tecnologico acceleri oltre la capacità di comprendere (e prevedere) degli umani. Non solo l’intelligenza tecnologica supera quella biologica, ma l’intelligenza artificiale, per così nominarla, è autopoietica e quindi migliora se stessa senza il contributo dell’intelligenza umana. La situazione è controversa e discussa. Ci sono molti nodi da sciogliere. Innanzitutto superare la pratica disgiuntiva del sapere che separa, e quindi selezionare testi di autori e autrici che sappiano cogliere le connessioni, collegando la biologia e la fisica, la cosmologia e la filosofia, la sociologia dei media e l’intelligenza artificiale, la semiologia con l’informatica. Per fare ciò è necessario disimparare le inerzie dei sistemi educativi, collaborando con le agenzie formative, dalla scuola all’università, alla progettazione di dispositivi per l’apprendimento in grado di trattenere i saperi della tradizione rimodellandoli nella continua trasformazione dell’imprevedibile. Fondare il proprio lavoro, tentando di comprendere l’infosfera che ci comprende, ci obbliga ad analizzare come l’intelligenza in continua evoluzione della tecnica si innesta sul decadimento cognitivo dei corpi individuali e sul collasso dei corpi sociali, resi preda di automatismi e correnti emotive incontrollabili. La luce violenta della tecnica può condurre alla cecità; studiarla anziché denigrarla è l’unico modo per integrarla dentro un nuovo pensiero ecologico. 

Ultima domanda: il libro assolutamente da leggere almeno una volta nella vita.
Pinocchio di Carlo Collodi. È il racconto del percorso di un’iniziazione. 

Dario Moalli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Dario Moalli

Dario Moalli

Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello…

Scopri di più