L’editoria indipendente in Italia #1. Le plurali editrice

Il femminismo è per tutti. E allora ci facciamo una casa editrice specializzata in temi transfemministi e intersezionali. Intervista alle titolari de Le plurali

Iniziamo il nostro viaggio attraverso lo sfaccettato e quanto mai attivo panorama delle case editrici indipendenti in Italia con una casa editrice nata durante la pandemia è che fa dell’approccio transfemminista e intersezionale la propria struttura editoriale.

Raccontateci le plurali editrice: come e quando è nata, che linea editoriale ha, a chi si rivolge.
Le plurali editrice è nata in piena pandemia, dall’idea di quattro socie, con background ed esperienze lavorative diverse, ma con profili professionali che ruotano perfettamente intorno alle fasi di nascita e crescita di un libro. Ad accomunarci sicuramente tre elementi fondamentali: la passione per i libri, l’impegno femminista e la curiosità.

L’idea di fondo era creare una casa editrice femminista, per pubblicare voci autoriali femminili e anche per alimentare il dibattuto su alcuni temi che ci sembrano cruciali, con un approccio transfemminista e intersezionale.

E come avete lavorato dunque?
Abbiamo ragionato molto su come creare la nostra proposta editoriale e alla fine abbiamo creato una struttura, basata sul quattro, una sorta di numero fortunato: quattro colori, per quattro collane. Abbiamo le sagge, saggistica con un taglio pop e spesso autobiografico; le bussole, guide tascabili per affrontare temi specifici attraverso lo sguardo e la pratica femminista; le radici, con il recupero di autrici e libri del passato; e le cantastorie, per la narrativa contemporanea, senza eliminazione di generi, dalla distopia al thriller, dal romanzo sociale alla graphic novel. Ci piacerebbe dirvi che ci rivolgiamo agli uomini di tutte le età. Più realisticamente, i nostri libri sono letti da donne adulte, ma ci piace pensare che il nostro pubblico possa raggiungere anche ragazze giovani.

In contesto come quello italiano dove molte persone non leggono libri, come sopravvivono gli editori indipendenti?
Il mercato editoriale è completamente fuori giri e la quantità di libri che ogni giorno vengono sfornati, immessi nel ciclo brevissimo di vita in libreria, come fosse un film di Chaplin, per poi tornare al mittente con il meccanismo dei resi, è impressionante e folle. Noi abbiamo scelto di lavorare sulla qualità, prima di tutto perché non è possibile competere con le quantità dei giganti, ma anche per una scelta etica ed ecologica. La ricetta per noi si basa quindi su: pochi libri ma di ottima qualità (dai contenuti alla forma alla grafica), libri con un profilo ben coerente al progetto (ognuno dei nostri libri ha un’ottica, uno spirito, una riflessione femminista alla base), una buona riconoscibilità grafica. Sono libri che hanno carattere, insomma.

Qual è il libro o autore che più vi rappresenta o al quale siete più legati e perché?
I libri sono tutte figlie per noi per cui è impossibile rispondere a questa domanda. Un’esperienza però molto forte che abbiamo vissuto con un libro e con un’autrice vorrei ricordarla, ed è il tour che abbiamo organizzato lo scorso maggio con la nostra autrice Mona Eltahawy, di cui abbiamo pubblicato in traduzione “Sette peccati necessari. Manifesto contro il patriarcato”. È stata un’esperienza incredibile, dieci eventi in sei giorni per sette città, con il sostegno di Amnesty International Italia e di tantissime altre associazioni che ci hanno supportato e ospitato. Ogni incontro è stato un piccolo terremoto per la forza dirompente del messaggio di questa autrice incredibile.

Courtesy Le plurali editrice
Courtesy Le plurali editrice

Vi andrebbe di indicarci un editore indipendente di cui vi piace particolarmente il lavoro?
Ce ne sono diverse in realtà, ma se dobbiamo scegliere una direi Capovolte, che fa davvero un lavoro di grande qualità, pubblicando testi importantissimi, tra cui Djamila Ribeiro. Ci troviamo spesso a collaborare con Capovolte ma anche con altre case editrici indipendenti, nell’idea di creare sinergie invece che competizione, per essere coerenti con il nostro messaggio.

Qualche anticipazione sui libri in uscita nei prossimi mesi?
Stiamo lavorando a progetti molto interessanti, ma siamo molto orgogliose di portare in Italia per la prima volta un bellissimo libro di Maya Angelou, un’autrice, artista, attivista nera, inspiegabilmente non troppo conosciuta in Italia, ma che negli Stati Uniti è nell’Olimpo dei grandi nomi della letteratura e del black feminism.

Ultima domanda: il libro assolutamente da leggere almeno una volta nella vita.
Questa è davvero una domanda molto personale e difficilissima. Non ci sono ricette assolute quando si parla di libri. L’unica cosa che vorrei è che si leggessero più autrici, che si studiassero fin dalla scuola. Se devo proprio dirne uno, oltre a tutti i libri delle plurali ovviamente, ne direi due: “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf e “Il femminismo è per tutt*” di bell hooks.

Dario Moalli

lepluralieditrice.net

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Dario Moalli

Dario Moalli

Dario Moalli (Vigevano 1991) studia Storia e critica dell’arte all’università di Milano, nel 2013 si è laureato in Scienze dei Beni culturali, e da qualche anno vive stabilmente a Milano, dove vaga in libertà. Condivide l’interesse per l’arte con quello…

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