Come ordinate la vostra libreria? Su Twitter impazza la tendenza, tra sharing e consigli

È partito tutto dal profilo Twitter di @nomfup e la viralità da social ha fatto il resto. La quarantena è un pretesto per buttarsi in quelle cose che non si fanno mai, come riordinare la libreria di casa: qui ce n’è per tutti i gusti.

Si sa, la quarantena è nemica dei caratteri iperattivi, ma è altrettanto conciliante con coloro che stanno bene con se stessi, facendosi bastare un film, un libro, un po’ di buona musica e la dimensione domestica che ultimamente ha la porta chiusa a chiave. In questo clima, molti ne hanno approfittato per impegnarsi in una serie di cose che la precedente vita, intrisa di socialità e frenesia, non gli avrebbe mai permesso di portare a termine. Tra queste c’è il riordino della libreria di casa, che per molti è il tempio del sapere ma anche l’espressione delle proprie preferenze culturali, di quelle letture più o meno impegnate, subite o desiderate, accumulate nel corso della vita. È anche il luogo che conserva il dono cartaceo di amici e parenti, che magari hanno lasciato una dedica personale sulla prima pagina. Insomma, mettere mano alla libreria può voler dire molto di più che rassettare una parte qualsiasi della casa. Spesso significa addentrarsi in uno scrigno di memorie e valori che non raramente rivela sorprese. In una ordinaria domenica di quarantena, il giornalista, blogger e politologo italiano Filippo Sensi ha sparso il germe della curiosità sul profilo Twitter di @nomfup (acronimo di “Not my fucking problem”) chiedendo: “I libri voi a casa come li raccogliete? Autore? Editore? Argomento? Colore? Volume? Collane? Caso? Accumulo? Devozioni? Orizzontali, verticali? Ruotano? Me lo dite con #scaffali? Grazie (valgono anche foto)”. È bastato questo a riversare in rete un fiume di scatti domestici raffiguranti le librerie di tutta Italia: libri posizionati in orizzontale o in verticale, su piccole mensole o ampie librerie che occupano intere stanze, in ordine sparso oppure regolati per altezza, racchiusi in collane o disposti in (maniacali è dir poco) scale cromatiche che danno alle raccolte l’aspetto di un grande arcobaleno su più piani. Il risultato è oltremodo curioso. Qui una gallery dei modelli più interessanti. Se volete lasciare anche voi un contributo, non dimenticate l’hashtag #scaffali.

– Giulia Ronchi 

https://twitter.com/nomfup/status/1244164222583439361
Twitter: @nomfup

Giulia Ronchi

Giulia Ronchi

Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando…

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