Quando Edgar Degas è usato come pretesto. In un libro

Un racconto che è un lungo flashback: tutto comincia con Degas alla sbarra, accusato di maltrattamenti e abusi. Ed è questo escamotage che permette all’autrice di tracciare un quadro impietoso della bohème parigina di quei decenni.

Anna D'Elia, La scimmia di Degas (Giazira, 2015)
Anna D'Elia, La scimmia di Degas (Giazira, 2015)

Premessa: che a Noicàttaro, in provincia di Bari, ci sia qualcuno che abbia il coraggio di fondare una casa editrice, al secolo Giazira, non può che far gioire. E aggiunge un piccolo tassello alla tesi secondo la quale la Puglia è una delle regioni al momento più stimolanti per la cultura in questo Paese.
Detto ciò, l’autrice del libro è una firma nota nell’ambito della saggistica d’arte: Anna D’Elia ha infatti al suo attivo una decina di volumi che spaziano da Pino Pascali a Luigi Ghirri, passando per il Futurismo. Qui però siamo in un territorio ibrido, dove all’inequivocabile competenza storico-critica si assomma una vena più esplicitamente creativa e narrativa.
La scimmia di Degas (pagg. 196, € 15) narra infatti la vicenda del celeberrimo artista francese legato all’Impressionismo, ma senza essere una biografia classica. Piuttosto, la chiave scelta per parlare delle sue vicende personali e professionali, nonché della Parigi della seconda metà dell’Ottocento, consiste nel focalizzarsi sul rapporto dello stesso Edgar Degas con Nannina, l’altrettanto celebre modella ritratta – fra l’altro – nella scultura intitolata La ballerina di quattordici anni.

Edgar Dègas, Piccola danzatrice di 14 anni, 1880-81, bronzo e tessuto
Edgar Dègas, Piccola danzatrice di 14 anni, 1880-81, bronzo e tessuto

Il racconto è così un lungo flashback, poiché tutto comincia con Degas alla sbarra, accusato di maltrattamenti e abusi. Ed è questo escamotage che permette a D’Elia di tracciare un quadro impietoso della bohème parigina di quei decenni: fuor della facile e romantica retorica dell’artista geniale e squattrinato, lo sguardo dell’autrice si sofferma con durezza – la medesima che teoricamente guidava l’artista – sulla condizione terribile a cui erano sottoposte le modelle e le ballerine, spesso bambine di tenerissima età vendute dalle famiglie di provenienza e trasformate in schiave sessuali.
Ma è altresì l’ambiente medico a finire sotto impietosi riflettori – quell’ambiente tanto decantato della Salpêtrière, dove esercitava il neurologo Jean-Martin Charcot e dove fra gli allievi si distingueva Sigmund Freud. Anche qui erano soprattutto le donne – le “isteriche” – a subire ogni genere di abuso: “Il dottore […] stava realizzando un atlante fotografico per documentare le diverse fasi della crisi. Pur di avere le immagini che attestassero la diagnosi d’isteria, ricorreva a maltrattamenti, torture, elettroshock, anestetico” (sul tema segnaliamo il magnifico L’invenzione dell’isteria di Georges Didi-Huberman, edito in Italia da Marietti).

Eadweard Muybridge, A cockatoo flying,  1887 - Wellcome Library, Londra
Eadweard Muybridge, A cockatoo flying, 1887 – Wellcome Library, Londra

E poi ci sono le mongolfiere e gli esperimenti crono-fotografici di Muybridge, il processo a Flaubert e la rivoluzione urbanistica del Barone Haussmann – e naturalmente lei, Parigi, con i suoi quartieri, i suoi abitanti, le sue luci, le sue ombre.
Tutto sommato, una lettura piacevole e istruttiva. Peccato soltanto per i tanti, troppi refusi.

Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #31

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua 
inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.