Beni culturali o patrimoine? Italia e Francia a confronto

Un libro serio e rigoroso mette a confronto i modelli di salvaguardia e tutela dei beni culturali oltralpe e nel nostro Paese. Un confronto dal quale l’Italia – ce lo immaginavamo – non ne esce benissimo. Ma con una prospettiva futura che potrebbe essere più luminosa.

Chiara Di Salvo, L'evoluzione normativa del sistema museale in Italia e in Francia
Chiara Di Salvo, L'evoluzione normativa del sistema museale in Italia e in Francia

La pubblicazione di Chiara Di Salvo è un puntuale excursus che attraversa la storia raccontando le alterne vicende della normativa sui beni culturali (italiani) e sul patrimoine (francese), mettendoli a confronto. Ne esce un quadro compiuto e comparato della legislazione nostrana e d’oltralpe, particolarmente utile per chi – studioso, ricercatore, professionista od operatore culturale – ha intenzione di conoscere più da vicino gli aspetti giuridici e le ratio sottese, non sempre coerenti se seguiamo il filo rosso dell’evoluzione.
Utile dunque sia perché raccoglie e presenta cronologicamente e storicamente i fatti normativi, sia perché evidenzia le differenze fra i due Paesi, sollecitando una riflessione sugli errori compiuti ma anche sugli scenari futuri.
Il museo è al centro di questa analisi dell’evoluzione normativa che rappresenta – come sottolinea l’autrice – un ottimo mezzo per comprendere un settore complesso e articolato quale quello culturale, guardando anche al risultato: ad esiti differenti, cioè, di amministrare e fare cultura.
L’Italia, rispetto alla Francia, non ne esce brillantemente, pur con la presenza di robuste disposizioni che hanno assicurato nel tempo la salvaguardia (termine oggi più spesso utilizzato del costituzionale “tutela”, a rimarcare lo stato emergenziale in cui il patrimonio del Paese si trova).
Un elemento che marca la differenza fra i due Stati è dato dalla stratificazione delle leggi, dei regolamenti attuativi, delle disposizioni che si sono succedute, senza spesso una chiara e coerente visione d’insieme, dovendosi (e non era cosa facile), per le caratteristiche intrinseche del patrimonio diffuso, bilanciare fra accentramento e decentramento. In questo sta la peculiarità, e la sfida, tutta italiana.
Vedendo come le recenti disposizioni normative sull’Art Bonus si siano ispirate al modello francese (che ha ben funzionato), la lettura del testo di Chiara Di Salvo è interessante per prendere coscienza del processo storico e ancor più per valutare l’impatto degli ultimi cambiamenti.

Irene Sanesi

Chiara Di Salvo, L’evoluzione normativa del sistema museale in Italia e in Francia
LIBRINMENTE, Civitavecchia 2014
ebook
ISBN 9788897911210
www.librinmente.it

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Irene Sanesi
Dottore commercialista e revisore legale. Socio fondatore e partner di BBS-pro Ballerini Sanesi professionisti associati e di BBS-Lombard con sedi a Prato e Milano. Opera in particolare nell’ambito dell’economia gestione e fiscalità del Terzo Settore con particolare riferimento alla cultura, settore nel quale pubblica e svolge attività di consulenza, apprendimento organizzativo e formazione per soggetti privati e pubblici. È esperta di fundraising per la cultura per cui cura campagne di raccolta fondi, occupandosi di formazione mentoring e consulenza per imprese culturali e creative ed in particolare per i musei. Fra le sue pubblicazioni: L’economia del museo (Egea, 2002), Creatività cultura creazione di valore. Incanto economy (Franco Angeli, 2011), Il valore del museo (Franco Angeli, 2014), “Il problema delle risorse: incentivi fiscali e fundraising” in Il pubblico ha sempre ragione? Presente e futuro delle politiche culturali (a cura di Filippo Cavazzoni, IBL, ottobre 2018), Buona ventura. Lezioni italiane di storia economica per imprenditori del futuro (Il Mulino, 2018). Su Artribune Magazine è presente la sua rubrica “Gestionalia”. Scrive per Il Giornale delle fondazioni e Arteconomy. Per il CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) è componente del Gruppo di lavoro Economia e Cultura. Dal 2011 al 2018 ha presieduto per l’UNGDCEC (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) la commissione Economia della Cultura. Presidente dell’Opera di Santa Croce di Firenze. Presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana (il soggetto gestore del Centro per l'arte contemporanea L. Pecci Prato). Dal 2008 al 2016 è stata vice-presidente della Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica F. Datini. Tesoriere economo dell’Accademia delle Arti del Disegno. Economo della Diocesi di Prato. Membro del GAV (Gruppo Auto Valutazione) Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Economia.