È morto Stephen Hillenburg, l’ideatore di SpongeBob

Scompare a 57 anni Stephen Hillenburg, l’ideatore di SpongeBob. Biologo marino dal disegno facile, creò la celebre spugna gialla con intenti educativi, fino a farla diventare uno dei personaggi animati più influenti e longevi del nostro tempo

Stephen Hillenburg e la sua creatura
Stephen Hillenburg e la sua creatura

Difficile resistere a SpongeBob, uno dei cartoni animati più amati dei nostri tempi: la risata fragorosa e il carattere esuberante della “spugna” più famosa d’America hanno contagiato per anni adulti e bambini, con oltre 250 episodi, due lungometraggi, pièceteatrali e gadget di ogni tipo.
Stephen Hillenburg, il creatore della celebre serie, si è spento lo scorso lunedì nella sua casa in California, a seguito di complicazioni legate alla sclerosi laterale multipla – malattia da cui da più di un anno soffriva. Diagnosticatagli nel marzo del 2017, l’infermità non gli aveva impedito comunque di lavorare: dopo dodici stagioni, due film e diversi premi all’attivo, il disegnatore era infatti all’opera a un terzo episodio sulle avventure della simpatica spugna gialla, previsto in uscita per il 2020.
A dare la notizia della scomparsa di Hillenburg (57 anni) è stata la Nickelodeon, l’emittente americana che da anni trasmette il cartone animato. “Siamo dispiaciuti di dover comunicare la notizia della morte di Stephen Hillenburd, il creatore di SpongeBob SquarePants” ha scritto ieri sul suo account twitter la compagnia. “Oggi, osserveremo un momento di silenzio per onorare la sua vita e il suo lavoro”.

SpongeBob
SpongeBob

TRA IL DISEGNO E LA BIOLOGIA

Arrivato al mondo dell’animazione dopo una laurea in interpretazione e progettazione di risorse naturali, Hillenburg era un biologo marino ed insegnante di biologia con l’hobby delle arti visive. Lo stesso SpongeBob nacque, nel 1999, come evoluzione di Bob the Sponge, il protagonista di un fumetto da lui realizzato con obiettivi didattici durante gli anni di insegnamento presso l’Orange County Marine Institute di Dana Point, California.
Ben presto la serie si evolse con inaspettato successo, anche grazie alla crescita di internet che ne accelerò la popolarità: è stimato che fin dal suo inizio, SpongeBob abbia fatto incassare oltre 13 miliardi di dollari ai suoi produttori attraverso la vendita di gadget e diritti televisivi; solo i due film hanno raccolto insieme quasi 500 milioni di dollari su scala mondiale. Un affaireconomico motivato dall’abilità del suo disegnatore, capace di far mantenere al personaggio un carattere goffo, impacciato, ma sempre altruista e leale – pur fino all’ingenuità: una formula vincente, giocata tra intrattenimento e ambizioni educative.
Nel suo comunicato ufficiale sulla scomparsa dell’autore, la Nickelodeon ha dichiarato: “Steve ha infuso in SpongeBob SquarePants uno humour unico e un’innocenza che ha portato gioia a generazioni di bambini e famiglie ovunque. I suoi personaggi completamente originali e il mondo di Bikini Bottom saranno per lungo tempo un ricordo del valore dell’ottimismo, dell’amicizia e del potere senza confini dell’immaginazione”.
 
– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.