“Graphic Design Save Your Life?”, la mostra londinese sul rapporto marketing – salute

A Londra è in corso una singolare mostra che indaga il ruolo del graphic design nella comunicazione medica. Un linguaggio costruito per informare ed educare, ma anche per pubblicizzare prodotti farmaceutici, in bilico tra ideali etici e logiche di marketing

Help Remedies (3 packs, designed by strategic design brand agency Pearlfisher
Help Remedies (3 packs, designed by strategic design brand agency Pearlfisher

Slogan, manifesti, scatole, blister, compresse, insegne, bandiere: sono alcuni dei 200 oggetti esposti alla Wellcome Collection di Londra nell’ambito di Can Graphic Design Save Your Life?, un’inusuale mostra curata da Lucienne Roberts, Rebecca Wright e Shamita Sharmacharja che indaga il ruolo del graphic design nella creazione e nella divulgazione di messaggi di natura medica e sanitaria in tutto il mondo. Una comunicazione costruita per informare, educare e salvare vite umane, ma anche per pubblicizzare e vendere prodotti farmaceutici.

Selection of anti smoking stamps from around the world
Selection of anti smoking stamps from around the world

IN BILICO TRA ETICA E MARKETING

Scopo della mostra è quello di mettere in evidenza le contraddizioni insite nelle dinamiche della comunicazione di settori delicati come quelli medico e farmaceutico, fortemente legati alla salute della persona eppure in bilico tra ideali etici e logiche di marketing. L’informazione spesso finalizzata alla prevenzione diventa anche un mezzo per persuadere e sedurre il potenziale acquirente di un nuovo dispositivo medico appena immesso nel mercato. La mostra si apre, quasi emblematicamente, con le bandiere della Croce Rossa, della Mezzaluna Rossa e del Cristallo Rosso, le organizzazioni umanitarie presenti in tutto il mondo nelle zone di conflitto bellico e simboli indiscussi di neutralità, sicurezza e salvaguardia delle vite umane.

Smoking is Slow Motion Suicide, Biman Mullick, Cleanair
Smoking is Slow Motion Suicide, Biman Mullick, Cleanair

LE CAMPAGNE ANTIFUMO

Una sezione della mostra è poi dedicata alle strategie di comunicazione utilizzate per la lotta contro il fumo. Esposti francobolli provenienti da diversi paesi che con grafica semplice e immediata raffigurano i danni che il fumo può causare alla salute, e anche pacchetti di sigarette sui quali vengono lanciati messaggi che mirano a far smettere di fumare. Un esempio di campagna antifumo rivelatasi vincente è quella promossa nel 2012 dal governo australiano, che ha imposto l’utilizzo di una sfumatura di colore tra il marrone e il verde – in pratica un “color fango” – per il packaging delle sigarette. Un colore poco appetibile che, oltre agli slogan salutistici, nell’arco di tre anni ha contribuito a far smettere di fumare oltre 100mila persone.

Der Mensch als Industriepalast (Man as Industrial Palace), pull-out poster from volume III of Fritz Kahn's Das Leben des Menschen (The Life of Man), 1926
Der Mensch als Industriepalast (Man as Industrial Palace), pull-out poster from volume III of Fritz Kahn’s Das Leben des Menschen (The Life of Man), 1926

LA COMUNICAZIONE DELLE GRANDI CASE FARMACEUTICHE

Tra le chicche in mostra, anche cartelloni segnaletici in cui sono indicate tecniche di primo soccorso in caso di emergenza, schemi colorati ad hoc per i reparti ospedalieri dedicati ai bambini, libri didattici rivolti ai giovanissimi per imparare a conoscere il corpo umano e fumetti che spiegano l’importanza del sesso sicuro. Un focus è poi dedicato alla Bayer, casa farmaceutica che per prima ha compreso l’importanza della creazione di un immaginario intorno al marchio: a partire dalla grande insegna luminosa che negli anni Trenta giganteggiava sulla facciata del loro quartier generale, fino al logo timbrato sulle compresse, anticipando così una tecnica pubblicitaria che poi verrà ripresa anche da altre case farmaceutiche.

– Desirée Maida

Londra // fino al 14 gennaio 2018
Can Graphic Design Save Your Life?
Wellcome Collection
www.wellcomecollection.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.