Poche figure della cultura nazionalpopolare hanno saputo conquistare e mantenere nel tempo l’affetto degli italiani quanto Lino Banfi. Attore dal volto inconfondibile, l’artista pugliese (nato ad Andria nel 1936) ha dato vita a personaggi entrati nell’immaginario collettivo, capaci di far ridere e di raccontare, con leggerezza, vizi e virtù del nostro Paese. A questa figura così radicata nella memoria culturale nazionale è dedicato un nuovo fumetto, in uscita il prossimo 8 maggio per Tunué. Pubblicato a poche settimane dal novantesimo compleanno del mitico attore (al secolo Pasquale Zagaria), il volume sceglie di concentrarsi in particolare sugli anni iniziali della sua carriera. È proprio in quel periodo, tra difficoltà, gavetta e prime intuizioni artistiche, che si delineano i tratti distintivi del suo stile e della sua comicità.
Il nuovo fumetto su Lino Banfi
A firmare l’opera – dal titolo Lino Banfi. La commedia di una vita – sono Marco Sonseri (autore della sceneggiatura), Roberto Lauciello e Andrea Piccardo (a cui sono invece affidati disegni e colori). La scelta, appunto, è delle più audaci: il racconto esclude infatti volutamente i grandi successi conseguiti dagli Anni Ottanta in poi, privilegiando invece le fasi iniziali della carriera e mettendo in luce i sacrifici, le difficoltà e gli espedienti con cui Lino Banfi inseguì la propria affermazione lontano dalla Puglia. In questa densa sequenza di eventi trovano spazio l’adolescenza negli anni del dopoguerra e le ristrettezze economiche dei primi tempi (emblematica, nel 1955, la scelta di fingersi malato per farsi operare alle tonsille pur di poter dormire al caldo in ospedale), fino agli esordi nel teatro di varietà milanese (con lo pseudonimo Lino Zaga, modificato successivamente su consiglio di Totò).

I grandi successi di Lino Banfi
Intervallato da una serie di epistole scritte dallo stesso protagonista, il fumetto si spinge fino al 1970, anno in cui Dino De Laurentiis gli offrì un contratto biennale da due milioni di lire al mese. Da quel momento si apre la stagione dei grandi successi: Banfi diventerà prima una delle icone della commedia sexy all’italiana, quindi un volto amatissimo del cinema e della televisione, grazie a personaggi entrati nell’immaginario collettivo come l’allenatore Oronzo Canà, il commissario Lo Gatto e il popolarissimo Nonno Libero.
Intervista all’autore del fumetto su Lino Banfi, Marco Sonseri
Da dove nasce l’idea di un fumetto su Lino Banfi?
È da molto tempo che volevo raccontare la storia di Lino Banfi, grandissima icona del cinema e della televisione, figura amatissima da un pubblico stratificato che abbraccia tre generazioni. La graphic novel edita da Tunué rappresenta una novità editoriale, non solo nel catalogo dell’editore ma, in generale, nel mercato nostrano, nel modo in cui questa vita è stata esposta: con il fumetto. Tanto si è scritto e si è visto, giustamente, su Lino Banfi ma mai un fumetto realizzato con la sua approvazione e arricchito da aneddoti scritti di suo pugno.
Perché proprio Banfi?
La scintilla che mi ha spinto a contattare il grande attore è stata la delicatezza straordinaria con cui più volte ha parlato ai telespettatori dell’amore nutrito per la moglie Lucia e del dramma della malattia che l’aveva colpita, l’Alzheimer, e che purtroppo l’ha portata via all’età di 85 anni. Lucia è stato il faro che ha illuminato la vita di Lino Banfi e il suo modo di comunicarlo mi ha attirato a lui come una falena verso la luce.
Il libro attraversa tutta la parabola biografica dell’attore, soffermandosi in particolare sugli anni precedenti ai grandi successi. Come mai la scelta di raccontare soprattutto la genesi di questo percorso umano e professionale?
Perché abbiamo pensato, io, i miei colleghi Roberto Lauciello, disegnatore, e Andrea Piccardo, colorista, di concerto con Tunué, che fosse bello raccontare tutta la vita di un attore così amato partendo dalle origini della sua incredibile vita.
Il libro è frutto di un lavoro a sei mani. Come avete coordinato la stesura del racconto?
Roberto e Andrea sono grandissimi professionisti. Roberto ha trovato per questa storia uno stile grafico realistico capace di catapultare fin da subito, con uno sguardo, il lettore nei vari contesti in cui si svolgono le avventure del giovane Pasquale Zagaria, destinato a diventare un giorno Lino Banfi. I colori di Andrea, invece, colorano non solo le matite di Roberto ma un periodo storico che parte dalla Seconda Guerra Mondiale, passa per i teatri, le piazze, l’avanspettacolo, le disavventure e i grandi miti dell’epoca come Modugno, per arrivare al sogno di un ragazzino che già da bambino sapeva che, per vivere, avrebbe fatto ridere il pubblico e dal pubblico sarebbe stato molto amato.
Quali sfide comporta un gestione così articolata del lavoro?
Non è il primo lavoro che facciamo insieme. C’è davvero una grandissima sintonia. La lavorazione della graphic novel su Lino Banfi è stata davvero molto articolata ma sull’aspetto narrativo, che fosse sceneggiatura, disegno o colore, ci siamo sempre incontrati. Potremmo definirlo un fumetto corale.
Alex Urso
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